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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Elezioni regionali 2022

Meloni e Cuffaro dopo le dimissioni di Musumeci: "Merita fiducia", "Centrodestra trovi un candidato unitario"

L'addio su Facebook è, per ora, l'ultimo atto della guerriglia con Miccichè, che ha convocato l'Ars per comunicare ufficialmente ai deputati l'election day il 25 settembre. Incerta la presenza dell'ormai ex governatore. Il centrosinistra scalda i motori, Barbagallo e Di Paola: "Cinque anni di fallimenti, pronti a votare". Tutte le reazioni

Dopo le dimissioni di Nello Musumeci, oggi (alle 11) toccherà al presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè comunicare ufficialmente ai deputati quanto anticipiato ieri dall'ormai ex governatore con un video su Facebook: cioè l'election day il 25 settembre assieme alle Politiche.  

Musumeci si dimette: "Il 25 settembre in Sicilia si voterà anche per le regionali"

Le dimissioni via social sono, per ora, l'ultimo atto della guerriglia fra Miccichè e Musumeci, che oggi potrebbe anche non essere presente all'Ars. La presenza di Musumeci in parlamento è incerta ma non è esclusa. Staremo a vedere. Intanto fioccano le reazioni. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, big sponsor di Musumeci, anche se di recente più morbida rispetto a una sua ricandidatura a Palazzo d'Orleans, afferma: "La scelta di Nello Musumeci di far votare per le regionali insieme alle elezioni politiche è di grande buon senso e lodevole spirito istituzionale. Consente un notevole risparmio di denaro pubblico, che potrà meglio essere utilizzato ed evita ai siciliani due campagne elettorali nel giro di tre mesi, con prevedibile aumento di astensioni e doppia chiusura delle scuole. Quella di Musumeci è una decisione che dimostra ancora una volta il suo amore per la Sicilia e anche per questo merita la fiducia dei siciliani".

Nel centrodestra si fa sentire, tra gli altri, anche la voce di Totò Cuffaro, anche lui ex presidente della Regione. Il commissario
regionale della Dc Nuova richiama gli alleati a "trovare un candidato unitario". "L'intera coalizione - dichiara Cuffaro - è chiamata al senso di responsabilità. Occorre lavorare per trovare una candidatura nella quale tutta la coalizione possa riconoscersi e con la quale potere affrontare una campagna elettorale da un lato, difficile anche perchè la gente dovrà esprimere più voti, per la Camera, il Senato e la Regione, e dall'altro, complicata perchè la ricerca del consenso e l'illustrazione del programma del candidato alla presidenza della Regione, in cui i partiti dovranno riconoscersi, avverrà in un clima torrido, con i siciliani in vacanza e per di più sfiduciati dalla politica. Bisogna fare presto e bene".

Sulle candidature un nome caldo è quello di Stefania Prestigiacomo di Forza Italia. Ieri il leader azzurro Silvio Berlusconi avrebbe chiesto alla deputata siracusana la disponibilità a candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana e quest'ultima avrebbe accettato. Nei giorni scorsi invece la Lega aveva fatto il nome di un altro deputato: Alessandro Pagano.  

Se Forza Italia ancora non esce con dichiarazioni ufficiali, a farlo è invece la Lega con il commento del segretario regionale Nino Minardo: "Le dimissioni del presidente Musumeci e il conseguente election day che il 25 settembre vedrà l'accorpamento del voto per le regionali con quello per le politiche colgono in pieno la linea e l'auspicio che la Lega aveva espresso in questi giorni".

Nel centrosinistra si fa sentire il Pd, con il segretario regionale Anthony Barbagallo, afferma: "Per la seconda consecutiva volta un governatore di centrodestra si dimette senza attendere la scadenza naturale del mandato. Ora tocca a Nello Musumeci che, alla fine, ha annunciato le sue dimissioni via Facebook. E' l’epilogo fin troppo naturale per un centrodestra litigiosissimo e di una legislatura che sarà ricordata soltanto perché è la peggiore della storia. Noi siamo pronti a scendere in campo per vincere".

Rincara la dose il capogruppo del Movimento 5 Stelle all'Ars Nuccio Di Paola: "Dopo quasi 5 anni di fallimenti, di record negativi, di emergenze mai risolte, di riforme annunciate ma mai veramente concretizzate, finalmente il presidente Musumeci ha fatto una cosa buona per la Sicilia e i siciliani: si é dimesso. Peccato che lo abbia fatto tramite un video su Facebook e che negli 8 minuti e 28 secondi del video non abbia mai pronunciato la parola 'dimissioni', ma abbia preferito usare la parola 'elezioni'. Per fortuna la parola torna agli elettori (il 25 settembre) che non vedevano l'ora di archiviare Musumeci e il suo fallimentare governo".

"Questi quasi 5 anni di governo Musumeci - sottolinea Di Paola - non hanno spento la grande voglia di cambiamento e di riscatto del popolo siciliano. A tutti loro dico che il M5S Sicilia c'è ed è a lavoro senza sosta per migliorare veramente questa terra e farla uscire dalla rassegnazione del 'non cambierà mai nulla'. Anche a questo proposito lunedì 8 agosto abbiamo in programma a Palermo alle 18,30 una riunione regionale con tanti cittadini attivi nella quale interverrà il presidente Giuseppe Conte. Noi ci siamo e ci crediamo. Siamo già scesi in campo da tempo  per garantire ai Siciliani quella normalità e ridare loro quella speranza che manca da troppi anni", conclude Di Paola.

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