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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

"Fare politica è un onore", Grasso lancia "Liberi e uguali"

Dopo l'addio al Pd, il presidente del Senato guiderà la formazione politica nata dall'unione di Mdp, Si e Possibile: "Tocca a noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato, difendere principi e valori che rischiano di perdersi"

Poche parole e la "promessa" di dirne ancora meno in campagna elettorale, un richiamo alla Costituzione, l'appello a essere produttivi e non perdersi in polemiche e divisioni, e la volontà di sottolineare con forza che essere presidente del Senato non significa non avere idee. Si presenta così Pietro Grasso all'assemblea dei delegati di Mdp, Si e Possibile che daranno vita a una lista unitaria alle prossime elezioni. "Io ci sono", ha detto il numero uno di Palazzo Madama, ufficializzando la sua scesa in campo.

Nelle scorse settimane Grasso aveva lasciato il Pd e oggi il ruolo di leader di una nuova realtà "Liberi e uguali". "Fare politica - ha detto Grasso - è un onore, non una vergogna. C'è in gioco il futuro dell'Italia e questa è la nostra sfida: battersi perché tutti, nessuno escluso siano liberi e uguali, liberi e uguali. Ho scelto ottimi compagni di viaggio, ma tanti altri arriveranno. Il nostro progetto è aperto. Costruiremo una nuova alleanza tra cittadinanza attiva, sindacati, forze intermedie".

Perno dell'intervento di Grasso, il richiamo alla carta costituzionale: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. L'articolo 3 - ha sottolineato Grasso - dice tutto quello per cui vale la pena lottare".

"Non aspettatevi da me, neanche in campagna elettorale, fiumi di parole - ha ironizzato Grasso - Altri sono bravissimi in questo, suggestionano con le parole. Io parlerò di cose concrete: noi faremo proposte serie. Serve un'alternativa e allora tocca noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato, difendere principi e valori che rischiano di perdersi, su lavoro, scuola, diritti e doveri. Tasse più giuste e progressive, una vera parità di genere. Per tutto questo io ci sono".

Quanto al suo recente passato politico ha spiegato di avere vissuto: "Una stagione di speranza e entusiasmo, di amicizie troncate nel sangue e risultati eccezionali. Abbiamo vinto molte battaglie ma la guerra è ancora in corso e viene portata avanti ogni giorno da tante donne e uomini. Nel 2014 ho accettato la proposta di spostarmi in politica e decisi con la stessa emozione che ho oggi e decisi di chiudere il più significativo capitolo della mia esistenza per continuare con altri mezzi le battaglie di sempre".

"Se ci perderemo in sterili polemiche, tatticismi - ha concluso - non riusciremo ad affrontare le grandi sfide del domani: in troppi giocano sulle parole facendo leva sulla paura delle persone. Perciò la nostra comunità si scopre più divisa, più frammentata, più debole e rancorosa. A parole sbagliate corrispondono politiche sbagliate. Serve un lavoro paziente, lungo e appassionato che non si esaurirà il giorno delle elezioni ma continuerà per una comunità coesa e solidale".
 

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