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Orlando tra Comunali e Regionali: "Lagalla ha scelto la destra, io a Palazzo d'Orleans se ci sono le condizioni"

Il sindaco in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" dice la sua sui prossimi appuntamenti elettorali e lancia un avvertimento al Pd che "flirta" con Forza Italia: "Sapevano benissimo chi fossi quando mi hanno chiesto di aderire, ma non lascio i dem". La Regione? "Non sarà uno strumento per barattare Palermo…"

Leoluca Orlando non lascia il campo delle Comunali e in vista delle prossime elezioni intende continuare a dire la sua. A infastidire l’attuale sindaco di Palermo sembra siano anche i corteggiamenti tra Pd e Forza Italia. “Il Partito democratico sapeva benissimo chi fossi quando mi ha chiesto di aderire e sono certo che il Pd di Letta sia il primo sostenitore della mia visione - dice Orlando in un'intervista al quotidiano La Repubblica -. Che non è negoziabile. Sono finito in minoranza per difenderla, buttando fuori Italia Viva che voleva allearsi con Salvini".

Chi sposa la mia visione di città - prosegue - va al ballottaggio, ma dico chiaramente che sono pronto a portarla ai voti, anche rischiando di perdere". Correrebbe da solo con un suo candidato? "Forse non è chiaro: io il Pd non lo lascio. Perché ci sono tantissimi elettori democratici, o ex elettori, che condividono la mia stessa idea".

Sulla candidatura di Roberto Lagalla, il primo cittadino afferma: "E' un antagonista che ha manifestato la scelta chiara di essere espressione dell’estrema destra. In riferimento ai suoi commenti sui rapporti fra la mia amministrazione e l’Università, lo invito a informarsi. Io credo che alla fine la sfida vera sarà a tre: l’estrema destra correrà da sola per misurarsi in vista delle Regionali e il centro avrà un suo candidato. A destra tutti vogliono Palazzo d’Orleans".

Orlando, dal canto suo, non chiude le porte ad una sua eventuale candidatura alla presidenza della Regione: "Troppo presto per parlarne. Se ci saranno le condizioni… . Mettiamola così: se qualcuno dovesse avanzare questa proposta, sappia che non sarà uno strumento per barattare Palermo…".

Le reazioni

“Quella di Orlando non è più una visione, come continua a sostenere lui, ma è un’allucinazione. Di quale visione e di quali diritti parla, il sindaco? Di una città preda dell’incuria e del degrado? Di una città che da anni deve fare i conti con l’emergenza spazzatura e che sui tg nazionali settimanalmente viene derisa per lo scandalo delle mille bare in attesa di sepoltura al cimitero dei Rotoli? Orlando la smetta di avere la puzza sotto il naso nei confronti di Forza Italia e di preoccuparsi degli equilibri in casa altrui”. Così Andrea Mineo, commissario cittadino di Forza Italia, commentando un’intervista del sindaco su un quotidiano.  

“Noi, coerentemente con il mandato che ci è stato affidato dagli elettori, abbiamo fatto un’opposizione mai sterile ma piena di contenuti. Adesso guardiamo fiduciosi ai palermitani che si sono resi conto come con una buona politica targata Forza Italia il centrodestra possa tornare al governo, con una ricetta le cui parole d’ordine saranno dialogo, normalità, semplificazione burocratica e lotta al degrado, per una città che possa tornare ad essere veramente la capitale dell’Euromediterraneo”, conclude Mineo.

Secondo Dario Chinnici, capogruppo di Italia Viva in Consiglio, "il sindaco Orlando è passato dal credere in una visione ad avere le visioni... Sembra che viva in un'altra città, in un'altra Regione, forse su un altro pianeta e questo spiegherebbe tante cose. Per la cronaca, non è stato lui a cacciare Italia Viva per assurde alleanze con la Lega che nessuno ha mai proposto, siamo stati noi a staccare la spina a un'amministrazione allo sbando per amore della città. E che sia del tutto allo sbando lo dimostrano i conti in dissesto, le tante emergenze e in ultimo la ruota panoramica che campeggia davanti al Politeama, lì dove (giustamente) non è possibile a momenti montare neanche un gazebo e che oggi si è trasformata in un luna park".

D'accordo con il sindaco invece Giusto Catania, assessore alla Mobilità ed esponente di spicco di Sinistra Comune: "Condivido il messaggio esplicito lanciato al Pd: nessuna ambiguità sulle future alleanze, questo dialogo con Miccichè alla festa dell’Unità è segno di debolezza e di poca chiarezza. Anche noi sentiamo l’esigenza di dare continuità a quello che è stato fatto in questi nove anni: solo così si possono superare le gravi criticità e le difficoltà amministrative che stanno emergendo in questo finale di consiliatura. Infine, non è ammissibile pensare a primarie se prima non viene definito il perimetro della coalizione, questo deve essere chiaro: altrimenti le primarie rischiano di diventare una scorciatoia inutile e dannosa. Nessuno pensi di barattare le sorti di Palermo con la ricerca di equilibri politici regionali. Che Orlando voglia essere protagonista nella partita del 2022 è una importante notizia per tutti quelli che non vogliono consegnare la città ai saccheggiatori e agli speculatori".

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