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Stefano Santoro

Stefano Santoro

Santoro pensa alle Comunali: "In campo contro le sinistre e lo 'sceriffo' Orlando"

L'avvocato penalista, recentemente uscito dalla Lega, sta costruendo un movimento di destra che si ispira all'esperienza politica del francese Pierre Poujade. "Con noi commercianti, artigiani e liberi professionisti. Basta vessazioni alle categorie produttive"

Si basa sull'esperienza del pugiadismo il movimento che l'avvocato penalista Stefano Santoro, recentemente uscito dalla Lega dopo la svolta moderata impressa dai nuovi vertici regionali, sta costruendo per presentarsi alle Comunali "come reale alternativa alle sinistre".

Un movimento di destra, tiene a sottolineare Santoro, "composto da commercianti, ristoratori, titolari di bar e di palestre, liberi professionisti, artigiani e artisti" che si ispira a Pierre Poujade: politico francese che nel 1957 fondò un partito in difesa dei commercianti ed elesse 52 deputati al Parlamento francese.

"Formeremo un grande movimento con tutti i cittadini offesi dall’amministrazione dello 'sceriffo di Nottingham' Leoluca Orlando" scrive in una nota Santoro, allievo di Enzo Fragalà cresciuto nel Msi, nella segreteria di Guido Lo Porto, tra i più giovani delegati al congresso di Fiuggi del '95 e poi con An per tre volte di fila consigliere comunale e assessore a Palazzo delle Aquile per nove anni.

Santoro esce allo scoperto nel giorno delle nuove nomine in Giunta fatte da Orlando: "Il sindaco lavora alla nuova coalizione da presentare alle elezioni amministrative, nonostante il fallimento della sua amministrazione e di tutti i partiti che lo hanno sostenuto. La nuova coalizione di cui parla l’ultimo sindaco d’Italia nel gradimento dei cittadini è ben nota ai palermitani e sarà la solita solfa composta da Pd, Sinistra Comune, asseriti comitati civici, con il Movimento 5 Stelle e tentativi di coinvolgere Forza Italia locale. Cioè - sottolinea Santoro - gli stessi partiti che hanno contribuito al degrado di Palermo, che hanno avallato le politiche vessatorie nei confronti dei commercianti dei ristoratori, dei titolari di bar e delle categorie produttive della città e che continuano a permettere che oltre 800 bare restino accatastate nei depositi dei cimiteri in attesa di una cristiana sepoltura. Noi ci candideremo in antitesi a chi ha portato Palermo allo sfacelo".

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