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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Elezioni comunali 2022

Dalì lancia Palermo merita di più: "Resto legato a Miccichè ma non farò il soldato, alle Comunali supereremo il 5%"

Il laboratorio politico fondato dall'attuale vicepresidente dell'Ast ed ex coordinatore provinciale di Forza Italia si presenterà alle elezioni con una sua lista. "Non rinnego la mia appartenenza, ma stavolta sarò interlocutore al tavolo del centrodestra". No a Scoma, apertura su Lagalla: "Non ci dispiace, prima però viene il programma"

Palermo merita di più, laboratorio politico tirato su negli ultimi tre anni da Eusebio Dalì - attuale vicepresidente dell'Ast ed ex coordinatore provinciale di Forza Italia - si presenterà alle prossime elezioni Comunali con una sua lista - fatta non solo di neofiti della politica ma anche di candidati con esperienza alle spalle - e l'ambizione di superare il 5%.

In che modo contate di raggiungere questo risultato?
"La vocazione di Palermo merita di più è e rimane quella di un laboratorio politico. Lungo il nostro cammino abbiamo incontrato l'adesione di tanta gente che sta nel territorio e vuole mettersi in gioco. Si è così deciso di fare una lista attraverso cui portare ai tavoli della politica e poi a Palazzo delle Aquile la nostra visione di Palermo. Sarà una lista competitiva con gente che sta sul territorio e sono sicuro che supereremo agevolmente lo sbarramento del 5%. Eleggeremo persone che altrimenti sarebbero fagocitati dai ras delle preferenze".

Nello scacchiere politico avete una collocazione ben precisa: lei viene da Forza Italia, da sempre è vicino a Gianfranco Miccichè: insomma, il centrodestra è la vostra "casa". Perché allora scegliere un "contenitore" e un simbolo nuovo?
?"La nostra collocazione è alternativa all'amministratore Orlando. La mia appartenenza - che non rinnego anzi rivendico con orgoglio - non mi impedirà di essere per una volta interlocutore e non soldato quando si tratterà di discutere del futuro di Palermo al tavolo del centrodestra. A Gianfranco Miccichè sono legato politicamente e fraternamente. Il mio sostegno ad ogni sua azione non dovrà mai chiederlo: l'ha sempre avuto e lo avrà. Ma quando si tratterà di Palermo dovrà vivere l'esperienza di avermi come suo interlocutore e sono sicuro che per lui sarà una esperienza entusiasmante, perché mi vuole bene ed è persona illuminata. I signori dei corridoi se ne facciano una ragione".

Lei ha dichiarato che se Scoma dovesse diventare sindaco di Palermo cambierebbe città perché, sono sue parole, "non si possono affidare le chiavi di Palermo a un politico di mestiere che in 20 anni di carriera non ha mai combinato niente". Però Scoma ha militato per tanti anni in Forza Italia, è stato sempre candidato e con voi ha sostenuto la sindacatura Cammarata. Come la mettiamo?
"Non ho nulla contro Scoma ma secondo me non è adatto a fare il sindaco. Se il centrodestra dovesse convergere su Scoma manterremo la nostra posizione. Resta il fatto che per me prima dei nomi vengono le cose da fare per Palermo".

Lagalla invece non vi dispiace. Ma in queste amministrative conteranno più i nomi e le alchimie tra i partiti o il programma elettorale?
"Lagalla non ci dispiace, come non ci dispiacerebbero altre personalità che questa città può esprimere. Mi auguro che per una volta non contino le alchimie ma il programma elettorale. Altrimenti siamo punto e a capo".

Dopo l'ultima tornata elettorale del 3 e 4 ottobre, lei tramite i social ha lanciato un appello a "deporre le armi dell'individualismo" per evitare che anche a Palermo prevalga il centrosinistra a trazione Pd in accoppiata con il M5S. Qual è la ricetta per battere quelli che lei definisce i compagni di Orlando?
"Deporre le armi dell'individualismo, partire dalle cose da fare, presentarsi alla città con la credibilità di chi vuol governare la città e non prendersela: così eviteremo di avere una brutta copia di Orlando come sindaco".

Non c'è il rischio che dopo le Comunali di Palermo, qualunque sia il risultato, Palermo merità di più possa diventare una lista "usa e getta"?
"Non c'è assolutamente questo rischio, perché Palermo merita di più è e rimane un laboratorio politico".

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