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Elezioni comunali 2022

Aspettando il nuovo sindaco: Lagalla in vantaggio su Miceli, ma a vincere è il partito del "non voto"

In base agli exit poll l'ex rettore potrebbe farcela già al primo turno. Il candidato del centrosinistra però non si arrende: "Abbiamo altri dati su un campione molto più alto, il ballottaggio è possibile". Ferrandelli fa figura. Il caos che si è determinato ai seggi e la concomitante partita del Palermo incrementano l'astensionismo. Ora lo spoglio

Una cosa è certa: in questa tornata elettorale, per il momento, vince l'astensionismo. Se i dati degli exit poll "ballano" su percentuali che potrebbero cambiare, quelli sul numero dei votanti sono già una sentenza: il 58,15% degli elettori palermitani ha disertato le urne. Il nuovo sindaco sarà infatti eletto dal 41,85% aventi diritto al voto (cinque anni fa erano il 52,60%).

In vantaggio secondo le prime rilevazioni ci sarebbe Roberto Lagalla, candidato del centrodestra e dei renziani, che viene dato in una forbice fra il 43 e il 47% dal consorzio Opinio per la Rai; mentre l'alfiere del centrosinistra Franco Miceli - che sarebbe fra il 27 e il 31% - non si arrende. "Abbiamo un exit poll su un campione molto più alto e che dà una possibilità effettiva di ballottaggio", ha detto già ieri sera Miceli. La forchetta assegnata a Fabrizio Ferrandelli, candidato di Più Europa e Azione, è invece tra il 14 e il 18%. Un risultato di tutto rispetto, che dovrebbe andare oltre la somma del consenso delle sue tre liste.

Fra meno di un'ora usciranno i primi dati reali, quelli delle urne. Mai come questa volta ai seggi di Palermo, quinta città d'Italia, si sono recate così poche persone: 227.681 su 543.978 aventi diritto al voto. Queste elezioni verranno ricordate per l'alto numero di presidenti di seggio che hanno dato forfait: circa 190 che sono stati rimpiazzati, con enormi difficoltà, nello spazio ridotto di 48 ore. Le defezioni hanno ritardato le operazioni di voto, generando un caos senza precedenti. La concomitanza delle elezioni con la finale playoff che ha portato il Palermo in serie B ha fatto il resto, ingrossando le fila del partito del "non voto". A conti fatti composto dalla maggioranza degli elettori.

Un dato che conferma la crescente sfiducia nei confronti della politica, anche in una competizione elettorale come quella amministrativa che riguarda da vicino la vita dei cittadini. A Palermo più che altrove, visto che la media dell'affluenza negli altri Comuni siciliani si è attestata oltre il 51%. 

Tornando ai disagi che si sono verificati ai seggi, senza dubbio, ci sarà una "coda". Queste amministrative, insomma, non finiranno con l'elezione del sindaco, dei consiglieri comunali e di circoscrizione. Alta è infatti la probabilità che su queste Comunali si abbatta   una pioggia di ricorsi, senza dimenticare le indagini che sarà chiamata a fare la procura dopo le segnalazioni del Comune, che ha denunciato i presidenti di seggio assenti senza giustificato motivo. Per farla breve, ci sono tutti gli ingredienti per rendere la vita difficile alla nuova amministrazione che subentrerà dopo l'ultimo decennio di Leoluca Orlando a Palazzo delle Aquile.

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