rotate-mobile
Mercoledì, 18 Maggio 2022
Elezioni comunali 2022

Domande pungenti, scambi di battute e show finale: gli studenti del Garibaldi torchiano i candidati sindaco

Scintille sulla ristrutturazione delle scuole tra Lagalla e Ferrandelli, che poi - tra il serio e il faceto - lancia una proposta all'ex rettore: "Abbandona la Meloni e presentiamoci assieme, potresti fare il mio vice". Giuseppe Catalano sfora coi tempi e "litiga" con i rappresentanti d'istituto: "Mi togliete la parola? E' dittatura"

E' stato un confronto serrato, con tempi rigidamente contingentati, scambi di battute e show finale quello che si è svolto stamattina tra gli studenti del liceo Garibaldi e i candidati a sindaco.

Per la prima volta in questa campagna elettorale per le Comunali si è andati al "cuore" dei problemi che affliggono la città e il merito va ascritto agli alunni del Garibaldi, coordinati dai rappresentanti d'istituto Giuliano Pezzimenti e Ludovico Giuseppe Polito: puntuti nelle domande e inflessibili con i candidati, soprattutto nella tempistica delle risposte. Tanto da mettere alla porta Giuseppe Catalano, aspirante sindaco sotto le insegne del movimento civico Forza Palermo, che si è presentato quasi alla fine del dibattito ed ha insistito per prolungare il suo primo intervento oltre i due minuti previsti.

Gli studenti: "Città allo sbando, siete disposti a sporcarvi le mani?"

Catalano, interrotto dai rappresentanti degli studenti, è andato su tutte le furie. Ma è stato prontamente placcato. "Non ho il dono della bilocazione - ha detto l'architetto Catalano, che si definisce "libero professionista prestato alla politica" (nella foto) - per questo sono arrivato in ritardo. Nessuno mi ha informato delle modalità del confronto. Quando stavo entrando nel vivo del mio intervento, mi è stata tolta la parola. Questa non è democrazia, è dittatura. Se non mi volete, me ne vado". Detto, fatto. 

giuseppe catalano-3

Questo l'epilogo di un confronto in cui sono emerse ricette differenti ai problemi messi sul tappeto dagli studenti, che hanno messo sotto torchio gli aspiranti sindaco presenti: l'edilizia scolastica, il cimitero con le bare insepolte, il malfiunzionamento dei trasporti pubblici, gli impianti sportivi abbandonati, i conti del Comune in rosso e il rischio di un aumento delle tasse ecc... Undici temi in totale sui quali si sono misurati Roberto Lagalla, Fabrizio Ferrandelli, Ciro Lomonte, Rita Barbera, Franco Miceli, Totò Lentini, Gaetano Cammarata e, solo per pochi minuti, Giuseppe Catalano. Ha dato forfait Francesco Cascio, assente assieme a Francesca Donato. 

Sulla ristrutturazione delle scuole, ci sono state subito scintille tra Ferradelli e Lagalla. Alla domanda, fatta da uno studente, sui ritardi nei lavori e nella ricerca di nuovi plessi, Ferrandelli ha lanciato ai ragazzi del Garibaldi una provocazione: "E' vero, ci sono stati ritardi. E sarebbe bello li spiegasse l'ex assessore regionale all'Istruzione, che è qui". Lagalla, che da poco ha lasciato l'incarico in Giunta Musumeci per candidarsi, ha replicato a muso duro: "Bisogna evitare strumentalizzazioni. Come governo regionale abbiamo investito 500 milioni e reso agibili dal punto di vista antisismico il 75% delle scuole. Il vero problema è che il Comune non era pronto per fare tutto il resto".

Poi tra i due si è sciolta la tensione e Ferrandelli ha puntato l'obiettivo su Franco Miceli. Finito anche nel mirino degli altri avversari, che individuano in lui una continuità con l'amministrazione uscente guidata da Leoluca Orlando. Sul bilancio del Comune, il candidato dell'area progressista "Palermo non ha debiti ma un disavanzo di 690 milioni che va ripianato. Con lo Stato si deve ricontrattare un nuovo patto, però non bisogna far gravare troppo il peso sui cittadini".

"Se il Comune è in dissesto funzionale e non si riescono a chiudere i bilanci - ha replicato il candidato di Azione e Più Europa - vuol dire che qualcuno la 'macchina' l'ha scassata. Orlando sta ipotecando il futuro di voi ragazzi per i prossimi vent'anni. E' andato a trattare a Roma con il piattino per salvarsi la faccia e ha presentato un piano di riequilibrio con dati falsati, tipo quelli sulla riscossione delle entrate. Non basta ricontrattare un nuovo patto con lo Stato".

Sulla stessa scia Lagalla, secondo cui "la veridicità del bilancio è tutta da verificare. Non si può impostare un piano di riequilibrio andando a colire chi le tasse le paga già. Bisogna agire sul recupero delle entrate e fare un piano di riequilibrio modulabile". 

"Non sono responsabile su quanto fatto dall'amministrazione comunale negli ultimi cinque anni" si è difeso Miceli, sottolineando di essere "tornato a fare politica dopo 20 anni". Gli impianti sportivi? "Li ho realizzati io quando ero assessore - ha risposto Miceli - ora vanno ristrutturati e governati bene. Bisogna aprirli nelle periferie e favorire il partenariato pubblico-privato". Gaetano Cammarata, invece, si è soffermato sulla "necessità di istituire una commissione di esperti esterna al Comune non solo per ristrutturare gli impianti ma per riprogettare le attività sportive. Palermo è in fondo a tutte le classifiche sulla fruizione degli imlpianti sportivi".

Quando il dibattito si è orientato sui trasporti pubblici, Ciro Lomonte ha bocciato senza mezze misure il tram. "Un fallimento, serve solo l'1% dei palermitani e ha creato un buco da 10 milioni al mese. Così come è stato concepito, cioè con le trincee, non va proprio bene. Bisogna potenziare i bus: ne servono altri 400 per raggiungere livelli minimi di efficienza".  

Sui cimiteri non ha usato mezze misure Totò Lentini: "Una vergogna! Come si fa ad avere speranza in una città del genere? Il Comune deve subito costruire un nuovo cimitero, riattivare il forno crematorio e laddove il Comune non è in grado di intervenire direttamente, soprattutto per mancanza di risorse, la strada maestra resta la privatizzazione". Non vede soluzioni a bfreve termine Rita Barbera, "visto lo sfascio prodotto dall'amministrazione uscente" e i "pochi spazi nei cimiteri cittadini". Motivo per cui, ha aggiunto, "bisognerebbe incentivare le cremazioni. Per questo però servono strutture adatte che il Comune da tre anni non ha".  

“Visto il problema legato al cimitero mi auguro di non morire". Con questa battuta è intervenuto sul tema Ferrandelli, che durante il dibattito ha lanciato una proposta a Lagalla: "Abbandona la Meloni e presentiamoci assieme alle amministrative - ha detto tra il serio e il faceto - potresti fare il mio vice". Nessuna proposta invece a Miceli perché, ha concluso Ferrandelli, "è appoggiato da quella politica che ha portato Palermo al dissesto".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Domande pungenti, scambi di battute e show finale: gli studenti del Garibaldi torchiano i candidati sindaco

PalermoToday è in caricamento