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Martedì, 30 Novembre 2021
Elezioni comunali 2022

L'esclusione di Cuffaro dal vertice per le Comunali spacca la Lega e divide il centrodestra

L'ex presidente della Regione ha "minacciato" di trovare "altre compagnie". Alcuni esponenti del partito di Matteo Salvini parlano di "un disguido" e il segretario regionale Minardo li ammonisce: "Hanno preso un abbaglio, sono appena arrivati". Molti i nomi sul tavolo per la corsa a palazzo delle Aquile e potrebbe arrivarne uno anche da Cantiere popolare

A sparigliare le carte del vertice del centrodestra per la scelta del candidato sindaco di Palermo potrebbe essere Cantiere popolare. Unico invitato all’incontro, che si terrà lunedì sera nella sede cittadina della Lega in via Nicolò Garzilli, a presentarsi senza un proprio nome per la corsa a Palazzo delle Aquile potrebbe però sfruttare il weekend per aggiungere ai nomi già in ballo un altro concorrente. “Ci stiamo riflettendo”, fanno sapere dal partito di centro. E non è escluso, quindi che sul tavolo dei candidati torni anche Saverio Romano, nome non nuovo tra quelli annoverati in queste settimane - anzi, in questi anni - per le elezioni comunali del 2022. Quasi certo, comunque, il veto di Cantiere per Roberto Lagalla, assessore regionale all'Istruzione eletto nelle liste degli autonomisti e poi passato all'Udc poco dopo aver annunciato la sua autocandidatura.

Insieme a Lagalla, appoggiato dall'Udc, molti altri i nomi sui cui il centrodestra dovrà confrontarsi. Francesco Cascio e Francesco Greco per Forza Italia, il partito di Gianfranco Miccichè che, tra l'altro, ha detto chiaramente di non voler appoggiare il candidato della Lega, Francesco Scoma. Si presentano con due nomi, dopo il recente allontanamento, anche Fratelli d'Italia e Diventerà bellissima, il movimento del presidente della Regione, Nello Musumeci: Carolina Varchi per i primi e Alessandro Aricò per i secondi. 

L'esclusione di Totò Cuffaro

Intanto, i primi dissapori tra gli alleati ruotano attorno al centro e, in particolare, alla Democrazia cristiana di Totò Cuffaro, che avrebbe dovuto partecipare con Pippo Enea ma che alla fine non è risultato tra gli invitati al vertice di lunedì. “Il nostro è un partito umile ed educato - ha scritto in un tweet l’ex presidente della Regione - non va dove non è invitato. Amiamo la riflessione, ma non abbiamo la vocazione alla clausura. Troveremo altra compagnia con cui incontrarci”. E mentre Cantiere popolare, con il coordinatore regionale, Massimo Dell'Utri, auspica che l'esclusione sia stata soltanto un "equivoco", la “minaccia” di portare altrove il bottino di voti che il partito di Cuffaro ha raccolto alle ultime Amministrative ha messo però in allarme alcuni alleati.

I deputati regionali della Lega Marianna Caronia, Carmelo Pullara, Luca Sammartino e Giovanni Cafeo, con la deputata europea Annalisa Tardino e il capogruppo al Consiglio comunale di Palermo Igor Gelarda hanno definito un "disguido" l'assenza del movimento di Totò Cuffaro. “Diversamente – scrivono in una nota – per parte nostra, non possiamo che essere in disaccordo rispetto a tale scelta, perché, come ricordato da Matteo Salvini, il nostro punto di partenza e di riferimento è il centrodestra insieme a tutti i partiti e movimenti che ai suoi princìpi si ispirano. Siamo certi che si porrà rimedio, confermando la scelta di un centrodestra inclusivo”.

Minardo ammonisce i leghisti "appena arrivati"

A frenare questa “fuga in avanti” è però il segretario regionale della Lega in Sicilia, Nino Minardo, che li ammonisce e poi li giustifica in quanto “sono appena arrivati”. "Nessuna esclusione o preclusione per nessuno. Quello di lunedì è semplicemente un tavolo provinciale dei partiti di centrodestra che in questo momento sostengono il governo Musumeci. È solo il primo di una serie di incontri che, ovviamente e successivamente, saranno allargati anche ad altri movimenti politici che oggi non sono presenti in Assemblea – ha detto all'Adnkronos -. Credo che i firmatari di questa nota abbiano preso un abbaglio e siano caduti loro in un disguido. Se avessero chiamato gli avrei spiegato come stavano le cose e, lo dico come ammonizione, li invito ad evitare questo tipo di uscite che danneggiano il centrodestra".

Inizialmente previsto a Palazzo dei Normanni, il vertice del centrodestra è stato spostato nella sede della Lega. La motivazione ufficiale riguardava l'opportunità di riunirsi in una sede istituzionale ma c'è anche stato chi ha parlato della volontà della Lega di ridimensionare il ruolo di Gianfranco Miccichè nelle trattative per le elezioni comunali di Palermo, soprattutto dopo il salto in avanti con l'accordo tra Forza Italia e Sicilia futura-Italia viva. "Smentisco assolutamente questa notizia e ho sorriso quando l'ho letta. I provinciali si sono accordati in questo modo e dove si vedono poco conta - ha spiegato Minardo -. È solo la prima di una lunga serie di riunioni".

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