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Venerdì, 20 Maggio 2022
Elezioni comunali 2022

Franco Miceli si presenta alla città: "Palermo ha esaurito la sua spinta propulsiva, tocca alle forze del progresso"

Nel suo primo comizio pubblico, l'aspirante sindaco sostenuto dal centrosinistra prova a voltare pagina dopo dieci anni di sindacatura Orlando: "Non bisogna stare con lo sguardo rivolto all'indietro, io autonomo dai partiti". Attacco al centrodestra: "Sono divisi, si stanno occupando di accordi di potere. Possiamo vincere"

Parla non più di 40 minuti Franco Miceli dal palco allestito a villa Filippina per il lancio della sua candidatura. La prima uscita pubblica, aperta alla città dell'aspirante sindaco giallorosso, è preceduta da un appello dei lavoratori del call center ex Almaviva, che chiedono a gran voce "aiuto".

Una richiesta, quasi disperata, che Miceli raccoglie dedicando l'intro del suo discorso ai giovani: "A loro - dice - dobbiamo consegnare il futuro". Palermo però deve rimettere benzina nel suo motore che, con la fine dell'epoca Orlando, "ha esaurito la sua spinta propulsiva. Adesso è bene che altre forze prendano in mano la bandiera del progresso della città, le cui migliori energie sono sopratutto le donne e i giovani". Al candidato del centrosinistra - che ha chiesto "massima autonomia e indipendenza ai partiti" come condizione per accettare la sfida - tocca quindi da un lato la non facile impresa di raccogliere l'eredità del sindaco per antonomasia e allo stesso tempo marcare la differenza con il passato. 

"Ho messo insieme le forze del centrosinistra e del progresso di questa città, compreso il civismo - afferma - per guardare al futuro, senza stare con lo sguardo rivolto all'indietro. Non firmo contratti con gli elettori, dico 'no' a logiche di equilibrismo politico. Non vado alla ricerca di una carriera politica: il mio impegno sarà per 5 anni". Un concetto che si può sintetizzare nello slogan che ha scelto: "Sarò Franco".

"Dietro la mia scelta - prosegue Miceli - c'è soltanto l'amore per Palermo e la responsabilità che mi assumo di essere guida per il cambiamento che questa città merita. Qualcosa che non vedo a destra". E' il via ad un vero e proprio attacco ai principali avversari di questa tornata elettorale: "Sono divisi e questo per noi è un bene, perché ci dà chances di vittoria. Ma questa divisione su cosa è? Si stanno occupando di accordi di potere, non della città. La differenza tra noi e loro è questa. Per questo bisogna evitare che torni un certo sistema di potere".

Parole che Miceli pronuncia davanti a una platea di oltre mille persone, alla presenza dei rappresentanti dei partiti che lo sostengono: Pd, M5S, la sinistra e i movimenti civici. Da Rosario Filoramo a Giuseppe Lupo del Pd, da Dino Giarrusso a Steni Di Piazza per i pentastellati fino a Valentina Chinnici di Avanti Insieme. C'è anche il sindaco Leoluca Orlando. Il comizio prosegue con quelli che saranno i punti del programma partecipato. Il decentramento, innanzitutto, "per governare Palermo vicino ai cittadini, nei quartieri" ma anche in "un'ottica di area vasta, perché il sindaco che verrà eletto sarà anche il sindaco della Città metropolitana".

Così Miceli, che si affida ai presidenti delle otto circoscrizioni: "Saranno loro i miei più grandi collaboratori". E poi la transizione ecologica, "tema centrale per migliorare la qualità della vita e salvaguardare l'ambiente. Il futuro passa da qui". Il candidato dell'area progressista immagina anche una "città policentrica e attrattiva" ma avverte: "Per fare tutto questo, per intercettare i fondi del Pnrr bisogna riaccendere il motore della macchina comunale. Quando ero assessore c'erano 14 dirigenti tecnici, ora solo uno. Dobbiamo tornare ad assumere giovani e persone competenti". Prima però è necessario risanare il bilancio: "Palermo - spiega ripetendo un clichè orlandiano - non ha debiti, ma un disavanzo dovuto all'incapacità di incamerare i tributi. E' qui che si deve migliorare".

Il tema del risanamento include anche la gestione delle emergenze, come quella legata alla gestione dei rifiuti o ai trasporti: "Non si può pensare solo al mezzo di trasporto privato". Mentre sulla rigenerazione urbana sottolinea: "Sono un architetto paesaggista, non un burocrate, so cosa vuol dire riscrivere un territorio per migliorare la qualità della vita delle persone lo abitano". L'intervento si conclude con una parola d'ordine - "Costruiamo insieme - e un brano de "La rappresentante di lista": "Amare". La folla si disperde, cala il sipario.  

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