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Viaggio tra gli slogan

Da Lucio Battisti a Franco Trentalance, dalla musica al porno: le citazioni (più o meno volute) dei candidati a sindaco di Palermo

I riferimenti alle canzoni, come spesso capita in campagna elettorale, sono i più gettonati. Ma non mancano ispirazioni legate al sacro. E c'è anche un rimando all'universo dell'hard, non si sa però se voluto o meno

Letterati, cantautori e... pornoattori. La campagna elettorale per la corsa a sindaco di Palermo entra nel vivo e sono diversi i candidati - chi volontariamente, chi (forse) incosciamente - che hanno fatto ricorso a citazioni più o meno colte. I riferimenti alla musica o alla poesia, come spesso accade in questi casi, sono i più ricorrenti. Ma stavolta c'è anche uno slogan che è identico a un'opera che arriva dal mondo dell'hard.

Il "Sarò Franco" con il quale si è presentato il candidato del fronte progressista Franco Miceli è infatti uguale al titolo di un documentario uscito nel 2021 che racconta la vita, sia come uomo che come attore, dell'ex pornodivo Franco Trentalance. Qualcuno sui social ha fatto notare il parallelismo bizzarro, successivamente fonti vicine allo staff dell'architetto che aspira a raccogliere l'eredità di Leoluca Orlando hanno riferito che l'accostamento è stato voluto. C'è da credergli? Di certo c'è che Miceli ha chiuso il suo primo comizio a Villa Filippina con "Amare", brano che, con la partecipazione a Sanremo 2021, ha fatto conoscere La Rappresentante di Lista al grande pubblico.

Allo stesso duo tosco-siciliano formato dalla viareggina Veronica Lucchesi e dal palermitano Dario Mangiaracina ha fatto ricorso Roberto Lagalla. L'ex rettore che ha di recente incassato il sostegno di Fdi, dopo quello di Italia Viva ha prima annunciato "dieci rivoluzioni per la città di Palermo" in cui sembra non scomodare alcun copyright. Qualche giorno fa, invece, sulla sua pagina Facebook è comparso uno slogan che accosta il nome della sua lista "Lavoriamo per Palermo" a "Con la testa, con il cuore" che non può non far pensare a "Ciao ciao", singolo che ha spopolato dopo l'ultimo Sanremo e che ha venduto sin qui oltre 200 mila copie.

Più tradizionalista la scelta di Totò Lentini, che ha inaugurato la sua campagna, facendo risuonare dall'impianto stereo del multisala Politeama "A muso duro" di Pierangelo Bertoli forse per dirsi vicino alla schiettezza del "cantastorie" emiliano che proprio in quel brano si rifiuta di "fare le canzoni con i dosaggi esatti degli esperti" e "fare il deficiente nei concerti". E il "canterò le mie canzoni per la strada" è probabilmente assimilabile alla politica tra i quartieri di Lentini.

Francesco Cascio, medico, sostenuto da Forza Italia e Lega, si dice pronto a soccorrere Palermo "oggi un malato terminale", come lui stesso ha definito la città. "Né avrò cura" è il claim di Cascio che suona un po' battiatesco. Anche se nella sua parentesi aliena in politica, il Maestro fu assessore regionale al Turismo della giunta di centrosinistra del governatore Rosario Crocetta.

Ispirazioni sicuramente cercate sono quelle scelte da Fabrizio Ferrandelli. Al terzo tentativo di ascesa a Palazzo delle Aquile, oscilla tra Pier Paolo Pasolini e i Maneskin, mettendo insieme epoche e generi distanti. "E tu splendi Palermo" è il prestito pasoliniano utilizzato per dare il nome alla sua seconda lista in campo per le Amministrative. Mentre con "Zitti e buoni", il pezzo della band di Damiano e soci, che ha sbancato Sanremo e l'Eurovision Song Contest nel 2021, Ferrandelli ha aperto una delle sue ultime conferenze stampa davanti al Comune. Un pot pourri che ricorda i suoi trascorsi politici. Candidato nel 2012 col Pd, dopo essere stato messo alla porta da Idv, nel 2017, Ferrandelli ci riprovò col movimento civico dei Coraggiosi, col sostegno di Forza Italia. E oggi il non c'è due senza tre arriva da esponente di Azione e +Europa: "Né destra, né sinistra", ha proclamato lo stesso ex Idv ed ex Pd.

Al pop e alla fede si affida invece Rita Barbera. "Il mio voto libero sei tu" si legge sui manifesti in giro per la città con il volto dell'ex direttrice del Pagliarelli e dell'Ucciardone, con esplicito rimando a "Il mio canto libero sei tu", uno dei capolavori della musica italiana, che proprio quest'anno compie mezzo secolo, scritto da Mogol, musicato e cantato dallo stesso Battisti. Il sacro è invece nella rosa, fiore che compare nel simbolo della lista civica che accompagna la stessa Barbera e che ricorre nell'iconografia di santa Rosalia, patrona di Palermo, e di santa Rita da Cascia. Santa Rosalia appare anche nel manifesto di Francesca Donato, l'eurodeputata ex leghista, di "Rinascita Palermo".

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