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Gianfranco Miccichè @Tm news-infophoto

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Elezioni, Miccichè non teme Orlando: "Centrodestra unito vincerebbe al primo turno"

Il leader regionale di Forza Italia riabbraccia Milazzo: "Ci siamo chiariti, qui è casa sua". Poi punzecchia il Pd, "ignora" l'attuale sindaco ed elogia Ferrandelli. Sulle amministrative: "Scoma pronto a candidarsi, Romano? Da soli non si va da nessuna parte"

E' riuscito a sanare lo “strappo” con il consigliere comunale e deputato regionale, Giuseppe Milazzo, convincendolo a ritornare in Forza Italia. Messe a posto le cose dentro la compagine palermitana del partito, Gianfranco Miccichè – coordinatore regionale degli azzurri – punta adesso “a costruire alleanze con tutto il centrodestra” in vista delle elezioni amministrative del 2017. “A Palermo, così come altrove, uniti si vince”: questo il pensiero di Miccichè, che punzecchia il Pd, riserva poche battute ad Orlando e usa parole di elogio per Ferrandelli, che potrebbe essere “il Marchini palermitano qualora mollasse i dem”. 

Negli ultimi due mesi, il “caso Milazzo” ha tenuto banco dentro Forza Italia. Dopo aver sbattuto la porta, il consigliere comunale e deputato regionale è stato vicinissimo all’ala renziana del Pd. Salvo poi ritornare sui propri passi, come lo ha convinto?
“Giuseppe è una persona intelligente sapevo della sua intenzione di tornare. Ci siamo chiariti: ha capito che Forza Italia è casa sua. Non c’è stato bisogno che io chiedessi qualcosa in particolare, né che lui chiedesse qualcosa a me. Lo ritengo una risorsa importante per il partito, perché è uno che ha i voti. Forza Italia in questo momento è come la Juventus: non deve fare nessuna cessione, ma solo acquisti se vuole vincere la Coppa dei Campioni il prossimo anno”.

Il primo vero banco di prova di Forza Italia saranno le elezioni comunali a Palermo nel 2017. Come vi state preparando?
“Siamo al lavoro per costruire una grande coalizione di centrodestra. Quasi sicuramente presenteremo più di una lista, perché sono convinto che all’Ars passerà la legge sul cosiddetto trascinamento. Il nostro Francesco Scoma ha dato disponibilità a candidarsi sindaco. Sarà però la coalizione a decidere: prima si fanno le alleanze, poi si sceglie il candidato. Forza Italia non è più quella del ’94, adesso è un partito più ‘umano’. Prima ci potevamo permettere di imporre le nostre decisioni, ora no”.

Saverio Romano, che vorrebbe candidarsi a sindaco, ha iniziato un percorso al di là dei partiti. Che ne pensa?
“Non mi pongo problemi altrui. Ripeto: è la coalizione a decidere il candidato sindaco. Spero che Romano faccia parte della nostra alleanza. Non credo ai progetti in solitudine”.

Leoluca Orlando, che ha annunciato la sua ricandidatura a sindaco, è ancora l’uomo da battere?
“Il centrodestra unito vincerebbe le elezioni al primo turno. Orlando non avrebbe chances”.

Dopo la sconfitta alle elezioni amministrative del 2012, Fabrizio Ferrandelli sarebbe pronto a ricandidarsi. Non si è capito però con quale schieramento: potrebbe essere il “Marchini palermitano”?
“Ferrandelli ha dimostrato di essere veramente bravo, ma la sinistra non lo vuole. Quando un politico è bravo, la sinistra e in particolare il Pd tende ad allontanarlo. Ferrandelli è un iscritto del Pd; mentre Marchini è sempre stato autonomo. Allo stato attuale quella di Ferrandelli non è un’ipotesi percorribile per il centrodestra. Se però lui volesse allargare il suo raggio d’azione, potremmo discuterne”.

Come giudica l’amministrazione Orlando, che sta governando la città “slegata” dai partiti? Qual è, secondo lei, la “formula” giusta per governare Palermo?
“Da quando il centrodestra è entrato in disgrazia, ovunque c’è un disastro. Specialmente con questi personaggi un po’ naif, come Crocetta e Accorinti. Anche gli uomini soli al comando, come Orlando a Palermo, arrancano. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Io penso che i partiti devono tornare a fare politica. Forza Italia e il centrodestra hanno un’esperienza consolidata ed hanno sempre espresso un candidato. Dal ’94 ad oggi, invece, il Pd non è mai sceso in campo con un suo dirigente. E, tranne rarissimi casi, ha sempre presentato un esterno. Perché Faraone oppure Cracolici non ci mettono la faccia e si candidano a sindaco di Palermo o alla presidenza della Regione? La verità è che vivono col terrore di non vincere”. 

In molti sostengono che finora Forza Italia non abbia fatto vera opposizione all’amministrazione Orlando. Anzi, che in alcuni casi abbia fatto da “stampella”. Qual è la vostra linea in Consiglio comunale?
“Si tratta di affermazioni false. Noi siamo la più forte delle opposizioni dentro Sala delle Lapidi. Qualcuno ha interpretato erroneamente la nostra posizione sulle Ztl: in quel caso abbiamo cercato e ottenuto uno sconto a beneficio dei cittadini. Quanto invece successo prima di questo episodio non mi compete, perché non c’ero io alla guida del partito”.

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