Candidato a sindaco? La Vardera declina l'invito: "Io 'nutrico', meglio fare il giornalista"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

In questo mese di agosto caldo sono accadute tante cose, tra mare sole e vacanze, si è trovato il tempo di parlare anche di politica palermitana. Ferrandelli e Orlando hanno lanciato la loro corsa per la fascia di primo cittadino. E qualcuno ha fatto uscire sui giornali il mio nome tra i possibili candidati, per questo credo che tornato dalle vacanze un mio appunto sia necessario. Proprio qualche settimana fa i comitati civici hanno diramato un comunicato pubblico chiedendomi di candidarmi a sindaco. E solo qualche giorno dopo il segretario provinciale del partito democratico Carmelo Miceli ha rilanciato questa ipotesi chiedendomi di partecipare alle primarie del suo partito.

Dico subito che di certo che una proposta simile che che mi coglie di sopresa, non può che farmi piacere, soprattutto se l'idea è stata lanciata da un comitato che viene dal basso composto da diversi cittadini e  associazioni che vivono la citta tutti i giorni. Comitato rappresentato anche anche da figure  all'interno del consiglio comunale di Palermo. I comitati civici hanno voluto lanciare un nome, credo anche con un intento provocatorio, e non vi nego che si sono fatti avanti deputati, gruppo politici e tanti altri azzecca garbuglie, politologi, opinionisti salta carrozze, ma grazie a Dio anche tanti amici e cittadini che mi hanno chiesto sinceramente di valutare seriamente la proposta.

Credo che questa attestazione di stima debba spingermi a fare qualcosa di ben preciso. Non a candidarmi a sindaco, ma a continuare a fare semplicemente il mio lavoro, ovvero quello di un semplice ragazzo di provincia che da grande sogna di fare il giornalista. Adesso mi limito solo a portare la borsa ai miei e maestri. Potrebbe mai essere che un ragazzo di 23 anni faccia il sindaco della quinta città d'Italia? 
Potrebbe mai esser che uno che va in giro con una maglietta con suscritto Boston possa essere fare il sindaco di Palermo? Potrebbe mai essere Palermo scelga qualcuno che il sindaco non lo sa fare?

Si sa i palermitani puntano all'esperienza, alla gente importante, a quella che conta e non di certo alla generazione di cui faccio parte, noi siamo ancora nutrichi, il futuro insomma. E si sa i giovani nutrichi si devono prendere il latte. Con il mio no alla candidature a sindaco di Palermo, voglio rivolgere un appello ai miei coatatenei, non permettete che scelgano per voi, non fatevi vivere, ma vivete consapevolmente. Palermo ha bisogno di giovani che hanno dentro il coraggio di fare la rivoluzione, che hanno il coraggio di aspirare a ruoli importanti per la nostra città, che non voglio essere futuro indefinito, ma maledettamente presente consapevole. Palermo merita un sindaco che non necessariamente lo sappia fare, ma che osi farlo. 

Io oggi dico no, perché non mi sento all'altezza di quell'incarico, perché il solo pensiero mi fa tremare le gambe, io oggi dico no perché credo che ci sono persone altrettanto giovani e coraggiosi in grado di cambiare la città. Non sentirsi all'altezza non è sinonimo di debolezza, ma desiderio di crescere. Forse un giorno potrà accadere che portando la borsa a uno dei miei maestri del giornalismo, accadrà che lo stesso mi chiederá  di tirare fuori una penna e scrivere un pezzo insieme a lui. Forse un giorno. Che Dio benedica Palermo, che Dio benedica il prossimo sindaco della nostra città!
 

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