Mercoledì, 28 Luglio 2021
Marianna Caronia
Politica

Doppia preferenza di genere, Caronia: "Milazzo cerca di arrampicarsi sugli specchi"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Consiglierei al collega Milazzo di tenersi più informato circa la “rivoluzione” delle donne, in verità anche di moltissimi uomini,  di cui sembra voglia negare l’esistenza. A parte le mie immediate reazioni, quelle  di Elisabetta Liparoto,  quella  dall’Ande, una associazione nazionale che difende i diritti delle donne e la lucida analisi di Giusto Catania, ieri  le Consigliere e i Consiglieri  Comunali di Palermo quasi all’unanimità  hanno  sottoscritto un documento di condanna contro questo iniquo proposito di abolire la doppia preferenza di genere.
 
La Consigliera Comunale  di Cefalù , Valeria Piazza ha aderito e ha  lanciato la raccolta di firme e  sui social girano già diverse petizioni  delle donne in politica firmate anche da molti uomini e in molti consigli comunali siciliani gira il testo dell’appello sottoscritto a Palermo e indirizzato all’Ars. Se Milazzo per “rivoluzione” intende  quella armata allora ha ragione lui,  poiché solo quella non c’è stata ma il grido di protesta in questa occasione ha ben pochi precedenti.  

Altra particolarità del “camaleontico” Milazzo che va  sottolineata e che credo non sia sfuggita a nessuno e che  non credo possa in alcun modo influenzare i rappresentanti del M5S a nessun livello,  è il repentino cambio delle motivazione addotte a sostegno del suo (?) ddl. Adesso non dice più che “questa norma è superata dai fatti e cioè che le donne in politica non hanno bisogno ne di ‘riserve’ ne di ‘aiutini’,  ma adombra il  pericolo che l’attuale legge permetterebbe  il controllo del voto.  

Purtroppo la spregevole pratica del controllo del voto la si può  esercitare  in moltissimi altri modi, come ahimè  ben sanno gli elettori e la soluzione di questo grave e annoso  problema  non può certo passare attraverso l’abrogazione di una legge  di civiltà e di democrazia che peraltro non lo risolverebbe affatto. Sarebbe invece  un atto veramente apprezzabile se il mio capogruppo anziché cercare di arrampicarsi sugli specchi e parlare a sproposito  di telenovelas ,  ritirasse un ddl che se anche porta la sua firma, sono  convinta  non sia  solo frutto del suo sacco. Si presentino  invece, non uno ma cento ddl,  questi si con procedura d’urgenza,  per dare risposte al Popolo Siciliano, sul lavoro, sulla casa, sulla salute, sulla scuola, insomma sui veri e drammatici problemi che travagliano la nostra terra e le cui soluzioni  i Siciliani si aspettano da questo Governo.

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