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Piano di riequilibrio, salta fuori la bozza dell'accordo con lo Stato: "Condizioni inaccettabili, va bloccato"

I consiglieri Forello e Argiroffi contestano il documento, che "non potrà essere modificato nei primi 5 anni e consente aumenti senza limiti dell'Irpef". Il caso dei pareri non favorevoli degli uffici, presentato esposto a Corte dei conti, ministero dell'Economia e Interno. Sindaco e segretario generale nel mirino: "Dati falsi, vanno censurati"

"L'accordo con lo Stato per riequilibrare i conti del Comune va bloccato". Ugo Forello e Giulia Argiroffi, consiglieri comunali di Oso, portano alla luce la bozza semidefinitiva del piano, che la presidenza di Sala delle Lapidi aveva chiesto invano all'amministrazione, e denunciano "irregolarità e illegittimità compiute dal segretario generale Antonio Le Donne con la complicità del sindaco Leoluca Orlando".

L'alto burocrate comunale e il primo cittadino finiscono nel mirino dei due consiglieri, che hanno già fatto scattare un esposto indirizzato a Corte dei conti, ministero dell'Economia, dell'Interno e stanno valutando anche di rivolgersi alla Procura. Intanto domani alla conferenza dei capigruppo, Oso chiederà una convocazione urgente del Consiglio per votare una mozione di censura e indirizzo nei confronti del sindaco e del segretario generale, "che dovrebbero dimettersi subito per aver predisposto un accordo che non ha le gambe per andare avanti, ma fa soltanto danno ai cittadini di Palermo".

Due in particolare i punti del redigendo accordo fra Stato e Comune che vengono duramente contestati: quello in cui viene consentito un aumento senza limiti dell'addizionale Irpef per far quadrare i conti e quello che impedisce modifiche del patto fra l'amministrazione e il governo centrale per il primo quinquennio successivo alla firma. Un vincolo per i prossimi cinque anni.

"Condizioni inaccettabili, altro che piano rimodulabile in qualsiasi momento" dicono Forello e Argiroffi, che rendono noto di aver reperito i documenti "da un pio esponente della maggioranza che sostiene il sindaco Orlando e che ha scelto di dire basta". Ma non è tutto. Fra le carte recuperate dai due consiglieri c'è anche una nota di ieri del ragioniere generale in cui viene messo nero su bianco che, a differenza di quanto sostiene il segretario Le Donne, né il capo area delle Entrate e dei Tributi comunali né quello dello Sviluppo economico hanno rilasciato parere favorevole all'accordo. Le Donne, che scrive di aver già acquisito "positiva valutazione tecnica", viene smentito: "E' pervenuta formale precisazione del capo area delle Entrate che non trattasi di parere favorevole. Da ultimo è pervenuta nota del dirigente del servizio Innovazione con la quale, invero, più che esprimere una valutazione tecnica positiva ci si limita ad affermarne la coerenza con la legislazione", scrive il ragioniere Basile, che reputa necessario "accertata la positiva valutazione tecnica e di fattibilità di tutte le misure" prima che sia firmato l'accordo con lo Stato e vengano avviate "le misure di risanamento economico".

I dirigenti Mandalà e Galatioto, in una nota allegata, rimarcano che "l'obiettivo del regolamento anti evasione, che costituisce una delle tante azioni su cui si fonda il piano di riequilibrio dell'ente, non è in atto assolutamente perseguibile sebbene nella proposta di accordo venga considerato come attivato a dar data dal primo gennaio 2022".

"Ne deriva - proseguono i due capi area - l'impossibilità di addivenire all'incremento della riscossione dei tributi locali (altra misura inserita nel piano) con la decorrenza sancita dal cronoprogramma, in quanto manca in entrambe le aree la dotazione organica necessaria". Inoltre non risulta ancora disponibile l'applicativo informatico che dovrebbe fornire Sispi, necessario anche a riscuotere i diritti portuali: "Di conseguenza le operazioni di verifica e di interlocuzione con l'utenza dovrebbero essere effettuate tutte manualmente. Ciò rende impossibile l'attuazione del regolamento vigente". 

"Nel cronoprogramma dell'accordo - afferma Forello - ci sono dati falsi e non corretti, che non hanno ricevuto l'assenso degli uffici competenti. E' assurdo che l'iter di questo provvedimento non sia stato condiviso con il ragioniere generale. I cittadini devono sapere che il sindaco e il segretario generale stanno agendo con modalità carbonare. Orlando vuole ipotecare il futuro dei prossimi sindaci. Siamo in presenza di una vera e propria delirio di onnipotenza, che andrà a finire male. Sala delle Lapidi deve opporsi alla disonestà politica del primo cittadino e a questo tentativo di tenere segreti gli atti che si stanno ponendo in essere. Diciamo 'no' a questo banditismo politico e amministrativo".

La palla adesso torna al Consiglio comunale. "Ricorderò a tutti i miei colleghi che siamo nel semestre bianco e il sindaco uscente non può vincolare il Comune per i prossimi cinque anni con atti di straordinaria amministrazione. Qui si è travalicato ogni limite e noi non potevamo non denunciare quanto sta accadendo. I ministeri competenti sono a conoscenza di tutto: abbiamo fatto ben dieci segnalazioni, inclusa quella odierna". Così Forello, che conclude ribattendo a Roberto Lagalla, candidato sindaco di area civica, che ieri aveva definito il piano di riequilibrio uno strumento più flessibile rispetto alla dichiarazione di dissesto. "Non è così. Prima di fare queste dichiarazioni avrebbe dovuto informarsi meglio".   

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