Corsa alle poltrone, gli audio di Benigno, il cuore di mamma: ma il film di La Vardera svela "segreti conosciuti"

La pellicola “Il sindaco - italian politics 4 dummies” è ben fatta ma chi si aspetta accordi riservati o indicibili bugie probabilmente rimarrà deluso. I 9 mila euro per comprare i voti alla Kalsa dal boss e la regia di Cuffaro dietro Ferrandelli: "Passa con noi e ti prendi quello che ca... vuoi"

Ismaele La Vardera

Le ansie della mamma, le proposte di accordi e le promesse dei "big" della politica siciliana, gli audio di Francesco Benigno, la figura di Cuffaro (ancora deus ex machina) e i 9 mila euro per acquistare un pacchetto di 300 voti alla Kalsa dal boss Abbate. C'è questo (e poco altro) nel film di Ismaele La Vardera - “Il sindaco - italian politics for dummies” - presentato ieri pomeriggio in anteprima nazionale al cinema Multisala Politeama. Che arriverà nelle sale di tutta Italia - a oggi 230 - il 26 e 27 novembre.

Chi si aspetta patti segreti stile House of Cards o indicibili bugie dietro le ultime elezioni comunali a Palermo probabilmente rimarrà deluso. Il film di La Vardera è ben fatto. Una bella idea, bel progetto, bella realizzazione che strappa a tratti anche qualche risata grazie a qualche battuta della mamma - vera guest star della pellicola - e dei messaggi audio inviati su Whatsapp dall'attore Francesco Benigno, che si è rivolto alla Procura per fermare l'uscita del fim, fatti sentire a intervalli regolari. 

Un'avventura che probabilmente valeva la pena di essere vissuta e raccontata. Ma ciò che emerge alla fine è uno spaccato della politica palermitana, e siciliana in genere, che probabilmente gli spettatori più navigati già conoscono. Dalla telefonata "inaspettata" del consigliere comunale Filippo Occhipinti - che comunque durante i dialoghi con La Vardera appare conscio di essere ripreso da una telecamera - che propone alla Iena di candidarsi a sindaco fino all'abboccamento con la Lega di Salvini e con Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

Pop corn e segreti, proiettato film di La Vardera | Video

In mezzo c'è Marianna Caronia che propone a La Vardera di "apparentarsi" col candidato sindaco del centrodestra Fabrizio Ferrandelli. "Male che vada - dice - diventi il suo addetto stampa". O l'ex presidente della Regione Totò Cuffaro - che fa intendere di reggere le fila della campagna elettorale dell'ex delfino di Orlando - che alza il tiro proponendo a La Vardera un assessorato in caso di vittoria di Ferrandelli ("Vuoi lo Sport? La Cultura? Prenditi quello che ca... vuoi") e l'inserimento nel listino delle prossime regionali. Più colorita la proposta di Miccichè, che appoggia sempre Ferrandelli: "Io non ti posso chiedere di spostare le tue liste da noi. Però se vuoi farlo noi accettiamo al 100%. Attento, perché se prendi il 3% e noi non vinciamo per tre punti poi ti facciamo il c...". E poi c'è anche Rosario Crocetta: "Io ti porto un po' di voti, tu però devi dire ai tuoi di andare a votare per Emiliano alle primarie del Pd. Così ci togliamo questo Renzi dai cog...". L'impressione è che tutti cerchino di fare quadrato contro una rielezione di Leoluca Orlando: la notizia dov'è?

La Vardera documenta attraverso una telecamera nascosta, fatta entrare persino dentro Montecitorio con uno stratagemma, i suoi dialoghi con Giancarlo Giorgetti - numero due della Lega -, Matteo Salvini, Ignazio La Russa e Giorgia Meloni. Ma anche qui si parla di pura e semplice strategia elettorale. E del tentativo della Lega di riuscire a piazzare, attraverso un giovane di 23 anni sedicente paladino antimafia, qualche bandierina anche al Sud. Anche questo non era poi un gran mistero. Se siete alla ricerca di una frase "scomoda" di Salvini o di La Russa, siete davanti allo schermo sbagliato. 

Quella di La Vardera è stata la più chiacchierata candidatura, forse dell’intera Penisola. Il giornalista (anche se in realtà questo non è giornalismo) si era proposto come alternativa al vecchio sistema impersonando un novello "Davide contro Golia" nel panorama politico locale. Il film però non ha mantenuto le promesse: nessuna radiografia del potere, semmai un racconto di come la politica in fondo è un mondo semplice. Non importa saper fare quel che prometti, importa prometterlo bene. Non è chiaro se La Vardera non abbia usato (o non abbia potuto farlo) tutto il materiale registrato oppure semplicemente non sia riuscito a catturare chissà quale segreto perché i politici di turno non si fidavano di lui. Però il film ha a che fare con tutti noi: perché racconta di cose che magari la maggior parte degli elettori non conoscono quando entrano in cabina elettorale. Cose che forse immaginano, ma che la Iena cerca di far vivere. 

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Si perdonerà qualche spoiler. Leoluca Orlando vince al primo turno, mentre La Vardera - come pronosticato da Crocetta, Miccichè e Cuffaro nel film - non arriva al 5% (si ferma al 2,5%) e non piazza nemmeno un candidato al consiglio comunale. Neanche quel Francesco Benigno che in uno degli audio promette a La Vardera "tremila voti". Si ferma a 156. Però è uno dei pochi che probabilmente nella sua genuinità ci ha creduto per davvero.

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