Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Dimissioni di massa a Mezzojuso: i consiglieri di minoranza lasciano

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il gruppo consiliare di minoranza si è dimesso in massa. Alle dimissioni dei consiglieri Miano Sandro, Sagrì Paola e Schillizzi Angelo, rassegnate durante la seduta del consiglio comunale del 25 settembre, sono seguite le rinunce di tutti gli altri candidati della medesima lista “Comunità e partecipazione” (La Gattuta Silvana, Morales Giovanna, Nuccio Giovanni, D’Orsa Carmelo, Ribaudo Giuseppe, Meli Alberto, Barone Giuseppe, La Gattuta Samuele e Melagranato Luisa). Il gesto non è frutto di pura follia né tantomeno è da ricondurre ad una sterile azione isterica, ma il frutto di un dibattito interno alla luce degli atteggiamenti poco democratici da parte di chi le elezioni le ha vinte". Basti pensare che eravamo contrari alla attivazione di due commissioni consiliari permanenti, non soltanto perché gravanti economicamente sui cittadini, ma anche perché ritenevamo che essendo la nostra una piccola comunità i problemi si potevano affrontare in sede di conferenza dei capigruppo. Per tutta risposta l’amministrazione ha modificato il regolamento sul funzionamento delle commissioni che adesso si possono riunire anche se la minoranza formalmente rinuncia a partecipare, e da due sono passate a cinque. Un atto di forza inutile che però ha dato impulso alla convocazione dal 24 agosto ad oggi di ben ventiquattro sedute, stando a quello che viene pubblicato sul sito ufficiale del comune. Considerate che dal 24 agosto al 13 ottobre ci sono appena trentasei giorni lavorativi. Ci asteniamo sui risultati prodotti da così tanto lavoro, gli atti pubblicati parlano da soli. Ci teniamo a ricordare che i candidati della lista “Comunità e partecipazione” se eletti, avrebbero rinunciato al 70% della loro indennità di carica a favore di borse di studio per studenti universitari meritevoli e poco abbienti e che gli eletti hanno da subito rinunciato al gettone di presenza destinandolo all’acquisto di materiale scientifico per la scuola media. In data 5 settembre una commissione decide di apportare una modifica al regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale consistente nel portare il numero dei consiglieri per formare un gruppo da due, come previsto dallo Statuto, a quattro, consapevoli, forse, che da lì a qualche giorno un consigliere si sarebbe staccato dal gruppo dichiarandosi indipendente. Hanno tentato di toglierci l’identità ed il senso di appartenenza, in disprezzo delle norme statutarie. In questi tre mesi di attività abbiamo prodotto: un emendamento al bilancio per destinare somme all’abbattimento delle barriere architettoniche (bocciato), un emendamento al bilancio per la costruzione di nuovi loculi cimiteriali (bocciato), una richiesta per la pulizia delle caditoie per prevenire danni conseguenti alle piogge (nessuna risposta), un emendamento al bilancio da loro presentato per aumentare la dotazione finanziaria delle borse lavoro ha invece ottenuto il nostro voto favorevole in quanto consapevoli del grave disagio economico che vive la nostra comunità, una richiesta di pulizia di alcune strade di campagna (nessuna risposta), una mozione per una attenta ricognizione delle strade rurali in modo da programmare una seria di interventi strutturali (non è stata portata mai messa all’ordine del giorno), un ordine del giorno per la istituzione di un Ufficio Europeo con lo scopo di informare ed accompagnare i cittadini sulle misure di finanziamento a valere sulle risorse messe a disposizione (non è stato mai messo all’ordine del giorno). Si ripete l’atteggiamento dell’ultimo quinquennio, periodo in cui la minoranza, e quindi tutti gli elettori che li hanno sostenuti, non riescono a trovare quell’intesa democratica, fondata sulle idee e sulla dialettica. Adesso si rischia pure di vedere annientato, a suon di modifiche pretestuose, un impianto normativo che negli anni ha garantito la piena applicazione della democrazia e della rappresentatività degli eletti. Siccome la nostra azione è resa vana e priva di efficacia dalla rigorosa applicazione della legge dei numeri, senza tener conto delle aspettative che stanno dietro le proposte, abbiamo deciso di lasciare il consiglio comunale.

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