"Lavori in casa senza autorizzazione", assessore di Cinisi nella bufera

Sul sito del Comune sono state pubblicate due ordinanze di demolizione: uno degli immobili apparterrebbe all'assessore Girolamo Scrivano, l'altro alla moglie del capo dell'ufficio tecnico Vincenzo Evola. I nomi dei proprietari resi noti da una lettera anonima. L'assessore si è dimesso

Mimmo Scrivano

Terremoto nella giunta del comune di Cinisi guidata dal sindaco Giangiacomo Palazzolo. L'assessore al Decoro urbano Girolamo Scrivano, finito sotto l'occhio del ciclone per dei presunti abusi ediliz, si è dimesso. Avrebbe realizzato dei lavori in casa senza le dovute concessioni e autorizzazioni edilizie previste. 

Tutto nasce dopo che sul sito del Comune sono state pubblicate due ordinanze di demolizione di fabbricati per uso abitativo (la n.3 e la n.4 entrambe del 31 ottobre) ricadenti in zone di inedificabilità in violazione del Piano regolatore. Il primo apparterrebbe all'assessore. Mentre il secondo sarebbe di proprietà della moglie del capo dell'ufficio tecnico Vincenzo Evola, che dopo la notizia si è dimesso. Oggi sono arrivate anche le dimissioni di Scrivano. I nomi dei proprietari delle case in parte abusive sul sito del Comune sono oscurati, come previsto dalla legge. Sono però emersi comunque nei giorni scorsi attraverso una lettera anonima, sul cui contenuto starebbe indagando la Procura. "Caro Gianni - scrive l'assessore - mi dimetto a seguito della lettera anonima che ci riguarda. Per colpirci sono arrivati a questo. Devo tutelare il mio paese, tu vai avanti, come hai sempre fatto. I tecnici mi dicono che l’abuso può essere sanato. Sono molto sereno, consapevole che l'accusa nasca dal desiderio di fermarci". L'assessore ha accolto dunque l'invito del sindaco Giangiacomo Palazzolo a lasciare l'incarico. "Ringrazio il mio sindaco - scrive Scrivano su Facebook - per avermi dato l'opportunità di avermi fatto fare l'assessore. Ringrazio i consiglieri per avermi supportato. Un grazie va ai miei concittadini che hanno collaborato ed aiutato a svolgere bene il mio lavoro di assessore". 

L'ordinanza di demolizione n.4

"I fatti oggetto di denuncia - commenta Il Movimento Civico “La RI Generazione” - sono gravi. Pertanto prendiamo assolutamente le distanze e auspichiamo che le indagini vadano avanti per fare luce sulla questione e tutelare gli interessi della collettività. Ci auguriamo inoltre, per ragioni di opportunità politica e di rispetto verso i cittadini, che si chiariscano le posizioni dei soggetti coinvolti e si prendano opportune azioni politiche in tal senso, considerando che chi ricopre una carica pubblica deve garantire trasparenza sulla sua persona e deve essere da esempio ai cittadini, ai quali si chiede il rispetto delle leggi". 

L'ordinanza di demolizione n.3

Convocato dal presidente Giuseppe Manzella per lunedì prossimo un consiglio comunale straordinario per fare chiarezza sulla vicenda. I destinatari delle ordinanze di demolizione dovranno pagare una multa di 516 euro e provvedere a proprie spese alla demolizione delle opere abusivamente realizzate, nonché a ripristinare lo stato dei luoghi, entro 90 giorni. Se non dovessero farlo le case saranno acquisite, gratuitamente, dal Comune. 

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