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Stop al pane surgelato spacciato per fresco: multe per chi fa pubblicità ingannevole

L'assessore regionale Turano ha firmato il decreto: solo il pane preparato secondo un processo di produzione continuo può chiamarsi fresco. I prodotti parzialmente cotti dovranno essere vendute in comparti separati e riportare nelle etichette le indicazioni necessarie per informare il consumatore

La Sicilia dice basta al pane congelato spacciato per fresco. L'assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, ha firmato il decreto che tutela il pane fresco siciliano e multa chi fa pubblicità ingannevole. "Si tratta di un provvedimento molto importante - commenta l'assessore - che ha l'obiettivo di tutelare il pane siciliano, i suoi produttori e i suoi consumatori". Il nuovo decreto chiarisce che può chiamarsi 'pane fresco' soltanto quello preparato secondo un processo di produzione continuo senza interruzioni finalizzate al congelamento e al surgelamento o ad altri trattamenti con effetto conservante. 

Il provvedimento introduce inoltre le multe per la pubblicità ingannevole sul pane. "Le diciture come pane di giornata, appena sfornato o caldo - sottolinea l'assessore - non potranno più essere utilizzate per alimenti che in realtà non sono freschi". Il decreto infatti stabilisce che il pane parzialmente cotto, surgelato o non surgelato, dovrà essere venduto in comparti separati da quelli che ospitano il prodotto fresco e in confezioni con etichette riportanti le indicazioni previste dalla normativa vigente in materia di prodotti alimentari e con le necessarie indicazioni per informare il consumatore sulla natura del prodotto. "Il 'decreto pane' - conclude Turano - è stato pensato per tutelare da un lato il consumatore e consentirgli una corretta e completa informazione relativa a ciò che sta comprando e mangerà e dall'altro l'artigiano che lavora con prodotti di qualità e garantisce pane e prodotti da forno di pregio".
 

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