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Ddl Zan, Lentini: "Il rifiuto del dialogo è segno di estremismo ideologico"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Gran parte dei sostenitori in parlamento del ddl Zan si stanno trincerando dietro una roccaforte ideologica che sa tanto di propaganda e poco di sostanza”. Lo afferma il capogruppo dei Popolari ed autonomisti all’Ars Salvatore Lentini che aggiunge: “Bisogna comprendere che, se da un canto tutti siamo pienamente consapevoli della necessità di arginare ogni fenomeno di discriminazione sessuale e punire severamente chi se ne rende protagonista, d’altro canto non si può utilizzare l’espediente di un ddl propaganda per introdurre nel nostro sistema normativo il pensiero unico”.

"Rappresentiamo quella gran parte di italiani che si rifanno alla cultura e alle radici cattoliche di questo paese, per questo siamo assolutamente contrari alla pratica dell’utero in affitto – prosegue Lentini - Del resto anche la Corte di Giustizia Europea si è espressa chiaramente, dichiarando legittimo il rifiuto degli Stati membri di riconoscere la maternità surrogata. Non si può fare mercimonio della maternità. E ancora non possiamo accettare la classificazione in genitore uno e genitore due. Rivendichiamo il diritto di ogni vita nascente ad avere un padre e una madre. Un diritto naturale rimarcato di recente anche da Papa Francesco, che di certo non si può definire un Papa conservatore”.

Per Lentini "Se si vuole davvero fare un passo avanti verso la tutela della libertà di orientamento sessuale bisogna abbandonare le roccaforti, comprendere i problemi e le insidie che si celano, ad esempio, dietro il riconoscimento dell’identità di genere, così come impostato nel ddl, o dietro l’introduzione di una vera e propria propaganda di ordine sessuale nelle scuole dell’obbligo. Così come è scritto il ddl Zan rischia di mettere in discussione le libertà fondamentali della nostra Carta Costituzionale. La libertà di pensiero, la libertà di parola. Non può non far riflettere a questo proposito la fortissima resistenza che incontra ogni proposta di modifica, ogni tentativo di mediazione. Segno evidente di un atteggiamento oltranzista che rifiuta proprio quel principio del dialogo, della reciproca comprensione che questo ddl finge di voler perseguire. Per questo – conclude Lentini – non possiamo fare altro che condividere appieno l’appello che il presidente della Conferenza Episcopale Italiana Gualtiero Bassetti ha rivolto ai sostenitori del Ddl Zan: c’è tutto il tempo per avviare un dialogo aperto ed arrivare a una soluzione priva di ambiguità e di forzature legislative".

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