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Cultura, 5 Stelle contro Orlando: "Procedure anomale e sospetti di clientelismo"

Contributi e affidamenti diretti, i pentastellati in Consiglio puntano il dito contro l'Amministrazione: "Finanziati eventi culturali per 3 milioni senza bando". Gli elenchi con tutti i progetti parte integrante di un esposto presentato all'Anac e alla Corte dei conti

Contestano "la prassi degli affidamenti diretti" ad associazioni culturali per iniziative svolte negli ultimi tre anni e "procedure anomale che hanno eluso le norme sulla trasparenza": il gruppo consiliare del M5S punta il dito contro l’amministrazione Orlando, rea di "aver creato nel settore cultura un sistema di anarchia voluta, che potrebbe nascondere forme di clientelismo". Sotto la lente d’ingrandimento dei consiglieri pentastellati sono finite 38 determinazioni dirigenziali per iniziative strategiche finanziate con il “Patto per il Sud” (per un totale di 1,5 milioni), altre 73 determinazioni del settore cultura relativi a affidamenti sotto soglia (fino a 40mila euro) per complessivi 1,1 milioni (in questo caso fondi comunali) e 2 determinazioni in favore della fondazione Sant’Elia (470mila euro). 

Gli elenchi con tutti i progetti sono parte integrante di un esposto che i consiglieri del M5S hanno presentato all’Anac e alla Corte dei conti. "Tutte le determinazioni richiamano l’applicazione dell’articolo 63 comma 2 lettera B del codice degli appalti, senza alcuna specifica motivazione e riportando sempre la stessa affermazione sull’unicità del progetto” dice Ugo Forello, secondo cui “la chiamata diretta di enti o associazioni culturali è stata elevata a regola dal Comune; mentre i principi di trasparenza, parità di trattamento e il ricorso a procedure concorsuali sono diventate l’eccezione".

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In base a quanto accertato dai consiglieri grillini, l’ok ai progetti è stato dato dallo stesso dirigente del settore Cultura che ne ha appurato sia la validità artistica sia la congruità contabile dei costi (quantificati dagli organizzatori). Nell’elenco dei finanziamenti alle "iniziative strategiche per il Patto del Sud" figurano, tra gli altri, 50mila euro al Laboratorio d'If di Letizia Battaglia per il centro internazionale di fotografia; 10mila euro all’associazione Cassaro Alto per “Le vie dei librai”; 35mila all’associazione culturale Sicilia Queer per il “Sicilia Queer Filmfest”; 90mila euro alla compagnia Virgilio Sieni danza per “Palermo arte del gesto mediterraneo”; 160mila euro a Federteatri Sicilia (che ieri lamentava il mancato sostegno economico del Comune); 140mila euro all’associazione Teatro Biondo per le attività del Montevergini. Tra gli affidamenti di somme sotto soglia si segnalano invece 35mila euro all’associazione culturale Ditirammu per il progetto “Cu fu Pitrè”, 39.990 euro al coordinamento Palermo Pride per il “Pride 2017”, 39.930 euro all’associazione Pianeta Sud per “La notte di Palermo”, 29.950 euro all’Accademia degli offuscati per il “Festival Scelsiana 2016-Ascension”. 

“Nessuna critica verso queste associazioni, che tra l’altro hanno promosso e realizzato iniziative lodevoli – afferma ancora Forello –. Noi contestiamo la procedura. Abbiamo verificato che in altre città si procede diversamente, quanto meno con degli avvisi pubblici”. Sulla stessa scia il consigliere Viviana Lo Monaco, che aggiunge: “Non c’è l’ombra di un solo bando. Assistiamo al dilagare di atti unilaterali, privi di programmazione di medio-lungo termine, come se cultura a Palermo significasse esclusivamente collezione indiscriminata di eventi. La logica dei numeri si è sostituita alla logica della qualità nell’anno in cui Palermo è capitale italiana della cultura”.

I consiglieri del M5S tirano fuori pure una circolare della Ragioneria comunale dello scorso 13 aprile che, a proposito dell’articolo 63 comma 2 lettera B del codice degli appalti, sottolinea che "una corretta programmazione e progettazione dei propri fabbisogni, nonché la verifica delle adeguate possibilità offerte dal mercato, sia idonea a ridurre sensibilmente le ipotesi di ricorso a procedure negoziate senza pubblicazione di bando". Invece, conclude Forello, "il sistema finora portato avanti dal Comune ha eluso la normativa sulle procedure ad evidenza pubblica. Senza un bando le associazioni come hanno fatto a sapere che c’erano dei fondi disponibili?".

"Personalmente - replica Giusto Catania (Sinistra Comune) in Consiglio comunale subito dopo la conferenza stampa dei grillini - quando nel 2000 ho fatto l'assessore alla Cultura ho erogato 20 miliardi di lire con affidamenti diretti. L'unicità del prodotto culturale consente di poterlo fare e la legge pure. Dov'è lo scandalo?".

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