Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Regione, Pistorio in giunta: suo l'assessorato alla Funzione Pubblica

Lo ha nominato il presidente Crocetta in sostituzione di Ettore Leotta, ritenendolo "funzionale al progetto di riforme che il Governo ha proposto al Parlamento". Per D'Asero, capogruppo Ncd all'Ars, le dimissioni di Leotta sarebbero "dimostrazione dell'inconsistenza del governo"

Giovanni Pistorio, neo assessore regionale alla Funzione Pubblica

Giovanni Pistorio all'assessorato regionale per la Funzione Pubblica. Su proposta dell'Udc e con la condivisione delle forze di maggioranza, il presidente della Regione Rosario Crocetta, lo ha nominato in sostituzione dell'assessore Ettore Leotta, che ieri ha rassegnato le dimissioni. Il presidente ritiene che la nomina sia perfettamente funzionale al progetto di riforme che il governo ha proposto al Parlamento, con particolare riferimento all'emergenza dell'approvazione della legge sui liberi consorzi e le città metropolitane.

"Da sempre Pistorio - dice il presidente - ha condiviso l'impostazione del presidente di dare autonomia ai sindaci e alle città, sposando appieno la linea di decentramento che sia il governo, sia le forze che lo sostengono vogliono portare avanti. Il programma di riforma governativo - aggiunge Crocetta - è stato fortemente condiviso da Pistorio nella qualità di dirigente tecnico all'assessorato alla Funzione Pubblica e Autonomie Locali".

Il presidente e gli alleati ringraziano l'assessore Leotta per il grande impegno che ha espresso in questi mesi e augura buon lavoro al neo assessore. Secondo Crocetta "la nomina di Pistorio non costituisce, come chiedono anche le forze alleate, un rimpasto generalizzato, poichè si ritiene che la stabilità del governo in questa fase di rilancio della politica delle riforme, sia totalmente indispensabile".

Per Nino D'Asero, capogruppo Ncd all'Ars, le dimissioni di Leotta sarebbero la "dimostrazione dell'inconsistenza del governo". E dopo aver fatto gli auguri al neo assessore Pistorio ed essersi chiesto quanto ci sia di vero nelle ragioni di tale scelta, ha dichiarato: "Ci saremmo aspettati quantomeno una alzata di scudi, una protesta sentita e ridondante, anche a Palazzo Chigi, per la situazione viaria della nostra Isola e non una semplice resa di fatto. Rimane, al netto di qualunque disamina politica - conclude D'Asero - una rete stradale da quinto mondo".

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