menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Mai con la Lega", da Giunta "no" a proposta di Italia Viva: Orlando sindaco di minoranza?

Respinta l'idea del modello Draghi, definita dagli assessori rimasti vicini al primo cittadino "una provocazione". "Qualunque alleanza con Salvini è incompatibile col governo della città dal 2012". Il Professore, pronto a dare l'aut aut ai renziani, cerca sponda nel Pd nazionale per aiutare il Comune in difficoltà

Nessun "modello Draghi" a Palermo, perché "qualunque alleanza con la Lega è incompatibile con il governo della città dal 2012". Lo affermano il vicesindaco Fabio Giambrone e gli assessori Giusto Catania, Vincenzo Di Dio, Giovanna Marano, Sergio Marino, Giuseppe Mattina, Paolo Petralia Camassa, Maria Prestigiacomo, Mario Zito al termine di una Giunta-fiume (convocata oggi pomeriggio e finita in tarda serata) senza gli assessori renziani, per affrontare la nuova crisi politica che si è aperta al Comune.

Viene così respinta al mittente la proposta di Italia Viva, che aveva auspicato l'azzeramento della Giunta e la nascita di "una squadra nuova in cui tutte le forze politiche e sociali indossino la maglia rosanero". Si tratta di "una proposta che ha il sapore della provocazione" secondo gli assessori più vicini a Orlando, che reputano "irricevibile qualsiasi ipotesi di governo cittadino con Salvini". "Chi propone l'alleanza con la Lega - sottolineano ancora - sconfessa la storia della città, il suo percorso consolidato negli ultimi anni". Nessun cambio di maggioranza quindi: ad escluderlo, tra l'altro, è stato anche il centrodestra, secondo cui l'unica strada percorribile è quella di tornare al voto. 

Orlando per oggi sceglie di rimanere in silenzio. Parlerà domani (alle 11) nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata. Da quanto trapela avrebbe già chiaro in mente il percorso per andare avanti: e cioè fare il "sindaco di minoranza", senza i numeri a Sala delle Lapidi ma cercando di volta in volta convergenze sui singoli atti. 

Senza gli otto consiglieri di Italia Viva (incluso il presidente Totò Orlando) non sarà facile portare a casa risultati in Aula, ma finora - filtra dalla Giunta "depurata" dai renziani - è stato ugualmente complicato e varie delibere non sono passate anche avendo sulla carta i numeri. Ad Italia Viva, che di fatto lo ha mollato, Orlando non ancora tolto gli assessori (Costumati e Piampiano) e aspetta che siano loro ad andarsene, mettendoli domani di fronte ad un aut aut. Insomma, sarà Italia Viva a dover staccare formalmente la spina.

In Consiglio Orlando potrebbe trovare sponda nei ferrandelliani di +Europa e nel M5S, delieando così in Aula uno schema che dovrebbe essere quello del centrosinistra alle elezioni del 2022. In quest'ottica Orlando intensificherà il dialogo con il Pd. Oggi il primo cittadino ha partecipato all'assemblea nazionale dem e nei mesi a seguire conta di rinforzare il rapporto con il segretario Enrico Letta, per avere un "gancio" con il governo nazionale che possa servire a risolvere una serie di difficoltà che ha il Comune, a cominciare da un bilancio che fa acqua da tutte le parti e potrebbe portare l'ente al dissesto.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento