Rifiuti fuori da Bellolampo, i conti del Comune vanno in squilibrio: l'allarme dei revisori

"Certa l'emersione di maggiori costi". Lo scrive il collegio composto da Sebastiano Orlando e Marco Mazzurco, che chiede al Consiglio d'intervenire "con estrema urgenza". Ma siamo fuori tempo massimo: la Tari si poteva ritoccare entro il 31 luglio. Rap teme il crac: servono 10 milioni

Il trasferimento dei rifiuti fuori Bellolampo, a causa dell'esaurimento della sesta vasca, manda in squilibrio il bilancio del Comune. Il collegio dei revisori dei conti fa scattare l'allarme sui conti dopo la richiesta avanzata da Rap, che ha quantificato in 10-11 milioni i costi aggiuntivi da sostenere fino al 31 dicembre 2019 per portare fino a 120 mila tonnellate al giorno di rifiuti in altre discariche della Sicilia. Soldi che non ha né l'ex municipalizzata né Palazzo delle Aquile, che adesso si ritrova in un vicolo cieco. Da qui il pressing sul Consiglio comunale, affinché adotti "con estrema urgenza - scrivono i revisori Sebastiano Orlando e Marco Mazzurco - le misure necessarie a ripristinare gli equilibri di bilancio". C'è infatti da coprire un buco da 11 milioni prima possibile non solo per correggere il bilancio approvato lo scorso 5 luglio, ma anche per evitare lo scioglimento del Consiglio.

Il tour dei rifiuti in giro per l'Isola - iniziato da una decina di giorni - non potrà però essere finanziato con un aumento della Tari, perché si sarebbe dovuto intervenire per modificare le tariffe entro il 31 luglio. Che poi in base al Tuel (il Testo unico degli enti locali) è anche la data limite per verificare che i conti siano allineati o, in caso contrario, provvedere a riequilibrarli. Niente di tutto ciò è stato fatto, anche perché né l'amministrazione comunale né la Rap hanno messo Sala delle Lapidi nelle condizioni d'intervenire. Innanzitutto perché la nota dei vertici della Rap è stata inviata al sindaco, all'assessore all'Ambiente e al dirigente competente solo lunedì scorso; in secondo luogo perché la Giunta Orlando non ha portato in Consiglio nessuna proposta di aumento delle tariffe Tari e di assestamento generale del bilancio.

Bilancio che adesso risulta essere intaccato, come messo nero su bianco dagli stessi revisori. "Il collegio prende atto che non è pervenuta alcuna proposta di deliberazione in merito alla verifica degli equilibri (né per la conferma del permanere degli stessi né per evidenziare eventuali squilibri), mentre è giunta una corrispondenza riguardante l'emersione di maggiori costi derivanti dalla gestione dei rifiuti a causa dell'esaurimento della sesta vasca di Bellolampo e del mancato completamento della settima". Per effetto di questa situazione, scrivono ancora Orlando e Mazzurco, "si individua non più come probabile ma come certa l'emersione di maggiori costi rispetto a quelli previsti, che non trovano copertura con le tariffe Tari approvate, portando lo squilibrio finanziario del bilancio vigente senza che siano state previste le necessarie misure correttive". 

Adesso il ragioniere generale avrà 7 giorni per dichiarare ufficialmente lo squilibrio; mentre Sala delle Lapidi ne avrà altri 30 per le misure correttive. In caso di sforamento scatterebbero il commissariamento e la diffida. Con le tariffe Tari che non possono essere più ritoccate, reperire i 10-11 milioni di euro richiesti da Rap sarà impresa ardua. Il Comune li ha chiesti alla Regione, che ha già teso la mano all'amministrazione Orlando e alla stessa Rap con un decreto del dipartimento Acque e rifiuti che di fatto ha scongiurato un'emergenza in piena estate. Sulla prospettiva di sganciare soldi al Comune però il governo Musumeci non si è ancora pronunciato. Una cosa è certa: la Rap 10 milioni (che potrebbero diventare 20 se il trasloco dei rifiuti dovesse andare avanti anche nel 2020) non ce li ha. "La spesa prevista dovrà essere reperita e messa a disposizione da fonte extra ordinaria che non incida sugli attuali equilibri di bilancio di Rap e metta dunque al riparo la società da criticità economiche e tensioni finanziarie a cui potrebbe essere esposta in caso contrario" fa sapere la società guidata da Giuseppe Norata, che teme il crac.

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"La disponibilità finanziaria - sottolinea la Rap - è essenziale per pagare i fornitori dei servizi": dal raggruppamento di imprese che porta i rifiuti nella discarica di Lentini (e in seguito a Motta San'Anastasia e Siculiana) ai gestori privati stessi degli impianti. Oltre ad aver mandato all'aria i conti del Comune, la saturazione delle discarica di Bellolampo dunque può costare cara a Rap. Ma non solo. Nel caso in cui non dovessero saltare fuori i soldi a pagarne lo scotto sarà tutta la cittadinanza, visto che i fornitori (vettori e discariche che accolgono i rifiuti di Palermo) sarebbero legittimati a interrompere i servizi resi a Rap. La domanda a questo punto sorge spontanea: come uscire da questo ginepraio?  

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