Corte dei conti, alla Regione 2 miliardi di disavanzo: "Deficit va ripianato"

Per i giudici contabili, "Palazzo d'Orleans non è stato in grado di raggiungere nemmeno gli obiettivi minimi che essa stessa si era data con la legge di stabilità". Il governatore Musumeci si smarca: "Non sono io il responsabile, deficit creato negli ultimi 25 anni"

Supera i 2 miliardi di euro il disavanzo della Regione. Lo certifica la Corte dei conti nel giudizio di parifica. Un miliardo e 100 milioni, per i giudici contabili va coperto già con l’esercizio finanziario del 2019; mentre la restante parte - pari a 1,026 miliardi - nel triennio, comunque non oltre la fine della legislatura. Nella sua relazione, la Corte sottolinea che "la Regione non è stata in grado di raggiungere nemmeno gli obiettivi minimi che essa stessa si era data con la legge di stabilità".  

Sono conti disastrosi quelli che vengono fuori dal rendiconto del 2018, parificato seppur con alcune riserve stamani dalle sezioni riunite della Corte dei conti. Il governatore Nello Musumeci non ne fa mistero, ma si smarca: "Io mai corresponsabile, deficit creato negli ultimi 25 anni. Peccato che in passato nessuno se ne sia accorto, a tutti i livelli. Ora si pretende che il mio governo risani ogni cosa in ventiquattro mesi".

Musumeci si scaglia anche contro le opposizioni, che hanno fatto partire un fuoco di fila diretto al suo governo: "Chi ieri fra i deputati ne è stato responsabile, oggi trova spudoratamente il coraggio di dare lezioni. Vergogna. Ci vorranno anni per sanare le ferite di una Regione fondata quasi sempre su sprechi, clientelismo e assistenzialismo. E noi abbiamo finalmente cominciato la bonifica".

Nonostante i giudici abbiano parificato il bilancio nel dispositivo, accogliendo le richieste della Procura generale, dichiarano una serie di irregolarità riguardanti i fondi vincolati, alcune partite sulle entrate relative agli accertamenti in conto competenza per 5 milioni di euro circa, i residui attivi per circa 75 milioni di euro, 450 mila euro di residui passivi e giudicando non regolari il conto economico e lo stato patrimoniale per mancanze di certezze sulla quantificazione dei beni immobili e mobili.

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