"Correttivi ai bilanci in palese ritardo", Corte dei conti censura il Comune

I magistrati contabili, lo scorso mese di agosto, avevano dato 60 giorni di tempo a Palazzo delle Aquile per rettificare i rendiconti 2015, 2016 e il previsionale 2016-2018. Ma la delibera di recepimento del Consiglio è arrivata il 17 dicembre. Forello (M5S): "Colpa della Giunta che l'ha inviata solo 5 giorni prima"

La sezione di controllo della Corte dei conti

Il Comune non provvede per tempo ad apportare i correttivi ai rendiconti 2015 e 2016 e al bilancio di previsione 2016-2018: scatta la censura della Corte dei conti. Proprio i magistrati contabili, lo scorso 2 agosto avevano depositato la deliberazione sui bilanci, ordinando a Palazzo delle Aquile di rettificare i conti entro 60 giorni, per rimuovere "anomalie e incongruenze" che rischiavano "di compromettere la veridicità e l'attendibilità del risultato di amministrazione". Giunta e Consiglio comunale però non hanno rispettato i termini, approvando il recepimento dei correttivi fuori tempo massimo. Ovvero entro ottobre.

La Giunta però ha approvato l'apposita delibera il 14 novembre; mentre il Consiglio l'ha licenziata il 17 dicembre, dopo cinque giorni dalla ricezione. Ritardi che hanno costretto i magistrati a calendarizzare l’esame della delibera nel successivo ciclo di controllo. Inevitabile la baccettata al Comune, ad opera della sezione di controllo della Corte dei conti (presidente Luciana Savagnone, consigliere Ignazio Tozzo, relatore Francesco Antonio Cancilla), che ha messo tutto nero su bianco al termine dell'adunanza dello scorso 19 dicembre. 

"Il collegio osserva il notevole ritardo con il quale il Comune ha provveduto all’adozione delle misure correttive" ha scritto la Corte dei conti, rimarcando il "palese il ritardo dell’amministrazione" dopo aver ricostruito la cronistoria dei fatti. "La Corte dei Conti - ha affermato Ugo Forello (M5S) - bacchetta il Consiglio comunale per il ritardo con il quale sono state adottate le misure correttive, ma in realtà al nostro organo la proposta di deliberazione è stata inoltrata l'11 dicembre. Il Consiglio, quindi, in soli sei giorni ha affrontato questo importante atto, procedendo alla sua approvazione. Purtroppo, anche in questo caso, il ritardo è da addebitare esclusivamente all'inerzia dell'amministrazione attiva, che in questo caso, così come in tanti altri, non è capace di dare risposte adeguate e nei tempi dovuti”.

Ritardi "inaccettabili" anche per il capogruppo di Forza Italia, Giulio Tantillo, che ieri in Aula ha chiesto alla presidenza del Consiglio di fare presente all’amministrazione l'iter della vicenda: "Vogliamo sapere dagli uffici quali sono i motivi per cui l’atto è arrivato all’ordine del giorno dopo la scadenza dei termini".

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