Nel M5S scoppia il caso Corrao, Tancredi: "E' la resa dei conti, ne resterà soltanto uno"

L'europarlamentare, palermitano d'adozione, è stato rimosso dal suo incarico di responsabile (facilitatore) degli enti locali del movimento

Ignazio Corrao

Scoppia il caso Corrao all'interno del M5S. A quanto apprende l'Adnkronos, l'europarlamentare M5S sarebbe stato rimosso dal suo incarico di responsabile (facilitatore) degli enti locali del movimento. Sarebbe stato lo stesso Ignazio Corrao, palermitano d'adozione, ad annunciare la notizia in una chat con altri esponenti pentastellati. L'allontanamento sarebbe la conseguenza di un provvedimento disciplinare nei suoi confronti. Corrao nelle scorse settimane fu segnalato, insieme ad altri europarlamentari, ai probiviri per aver espresso un voto in dissenso dal gruppo.

Corrao ha annunciato in chat che non farà reclamo: "Accetto il verdetto dei probiviri", le parole dell'europarlamentare, secondo quanto apprende l'Adnkronos. "Continuerò a lavorare con la grinta di sempre e spero che il futuro congresso, che spero sia prima possibile, dia la possibilità al Movimento di rinnovarsi e rilanciarsi", ha poi aggiunto.

Nelle chat pentastellate la decisione dei probiviri di revocare l'incarico a Corrao viene interpretata da molti come un 'segnale' ad Alessandro Di Battista, a cui l'europarlamentare è politicamente molto legato. "Una risposta" all'attivismo di 'Dibba' in vista degli Stati Generali. In questi giorni infatti l'ex deputato è tornato a far sentire la sua voce, lanciando la proposta per un "servizio ambientale".

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Tancredi: "Ne resterà soltanto uno"

"Ne resterà soltanto uno". Conversando con la Dire il deputato all'Ars, Sergio Tancredi, uno dei cinque ex parlamentari regionale del Movimento cinque stelle che hanno lasciato il gruppo pentastellato per fondare Attiva Sicilia, prende in prestito una frase cult del film 'Highlander - L'ultimo immortale' per interpretare la sospensione di un mese subita dall'europarlamentare M5s Ignazio Corrao. "Il problema è sempre lo stesso - argomenta Tancredi -. In un movimento nato per essere 'orizzontale' è normale che possano sorgere diversità di pensiero e che possa verificarsi un voto in difformità dal gruppo, ciò che non ci sta è che possa essere messa in dubbio l'appartenenza al movimento". Per Tancredi i Cinquestelle sono diventati "un movimento che caccia i propri e che dà ascolto agli esterni". Per l'ex M5s in questo momento tra i pentastellati "è in corso una sorta di resa dei conti in cui - spiega - chi ha le chiavi de movimento fa la voce grossa verso chi non ce l'ha e questo - conclude - accade a qualunque livello".

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