Coronavirus, Zacco: "Aiutare attività danneggiate da lockdown camuffato"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Voglio lanciare un appello ai governi regionale e nazionale affinché riservino maggiori risorse a supporto delle attività produttive cittadine colpite da questa grave crisi causata dalla pandemia, attività già fortemente provate dal primo lockdown ed oggi nuovamente costrette a chiudere i battenti a causa di questo lockdown camuffato che sta realmente  uccidendo riducendo ai minimi termini l'economia cittadina". Lo dice il consigliere comunale e presidente della VI commissione consiliare, Ottavio Zacco.

Per Zacco "Non possiamo accettare che il Governo pensi ad un ristoro parziale per giunta del tutto inadeguato rispetto alle reali necessità di alcuni codici ateco che hanno subito una chiusura parziale e/o totale e  non tenga in considerazione tutti i restanti titolari di codici ateco riconducibili all'indotto delle attività chiuse, come ad esempio, il settore delle cerimonie, dove il governo vieta lo svolgimento delle celebrazioni e dei relativi festeggiamenti e non prevede un ristoro per le attività che vivono grazie all'organizzazione degli eventi come le sartorie artigianali e i negozi di abiti da cerimonia, i venditori di stoffe, i calzaturifici, le caffetterie, i fiorai, i fotografi, gli artisti che allietavano i festeggiamenti, le tipografie, ecc. Altra categoria messa in ginocchio viene rappresentata dai professionisti autonomi (geometri, architetti, ingegneri, geologi, periti) che nonostante non siano stati espressamente posti alla ferma professionale diretta perchè non inseriti all'interno del Dpcm, vengono bloccati comunque per il mancato regolare funzionamento delle attività regionali e comunali dedite alla espressione di pareri e valutazioni di procedure tecniche che di fatto pongono interruzione delle libere professioni che orbitano attorno le attività edilizie per assenza del personale amministrativo e tecnico in funzione del periodo storico che l'intero paese sta attraversando".

Zacco ricorda che "Dietro ogni attività chiusa ci sono decine di altre attività che subiscono a cascata il totale azzeramento degli incassi, pertanto si rende necessario un provvedimento che sia frutto delle reali esigenze di chi sta vivendo i disagi, di chi vive realmente le gravi sofferenze, ed è ancora cosa più grave, anche in considerazione che la nostra economia, per lo più è trainata dal settore turistico, che ad oggi il governo, dopo avere decretato la Sicilia zona arancione, non abbia contestualmente previsto un ristoro adeguato del comparto del turismo che includa: alberghi, b&b, guide turistiche, taxi, motocarrozzette, mezzi a traino animale, bus turistici, venditori di souvenir, teatri, musei, e tutte le altre categorie collegate al settore turistico e culturale della nostra città, ma no ristori di 600 euro, ma tenendo conto dei costi di gestione. Tutte queste attività e le professioni connesse sono compromesse dalle discutibili scelte di restrizione,  un prezzo troppo alto da pagare per una regione come la nostra con una forte vocazione turistica, costretta a non poter più accogliere turisti".


 
 

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