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Covid, Giambrone scrive ai dipendenti comunali: "Vaccinatevi e siate d'esempio per la città"

L'appello del vice sindaco e assessore al Personale in una lettera quando "l'emergenza pandemica torna a preoccupare". Ancora in sospeso la polemica tra Musumeci e il garante della Privacy sulla ricognizione del personale regionale non vaccinato

In assenza (ancora) di un obbligo per legge, non restano che gli appelli e gli inviti a vaccinarsi. L'ultimo, in ordine di tempo, il caso del Comune di Palermo, con il vicesindaco e assessore al Personale, Fabio Giambrone, che ha scritto un'accorata lettera a tutti i dipendenti dell'amministrazione comunale. Il senso del messaggio è esplicito: se non lo avete ancora fatto, vaccinatevi. E siate d'esempio per la comunità cittadina.

"L'emergenza pandemica - scrive - purtroppo torna a preoccupare e a farci temere una riacutizzazione da contrastare con responsabilità e determinazione. Per continuare ad alzare le barriere necessarie per contrastare un inasprimento del contagio innescato dall'arrivo delle varianti, invito tutte e tutti coloro che non avessero ancora scelto la vaccinazione a non attendere l'obbligatorietà annunciata nazionalmente e di aderire saggiamente al rimedio vaccinale, superando ansie e timori e scegliendo un gesto che protegga la vostra salute e quella di quanti vi stanno vicini".

Il braccio destro del sindaco Leoluca Orlando ricorda il caso della bimba di 11 anni, morta di Covid, che "ha colpito la nostra comunità cittadina segnalando quanto la vaccinazione resti l'arma più forte, ad oggi, per contrastare le varianti che minacciano il riaggravarsi della pandemia", e invita ad essere d'esempio: "L'amministrazione comunale, concepita come una comunità di donne e uomini, attivi per la città e, soprattutto, da esempio etico nel voler proporre all'intero territorio l'innalzamento della  percentuale di vaccinati – conclude Giambrone - vedrebbe voi tutti come agenti propulsivi di responsabilità sanitaria collettiva".

Più netta, invece, era stata pochi giorni fa la posizione del presidente della Regione Nello Musumeci che, con un'ordinanza, ha avviato la ricognizione del personale non sanitario che non è immunizzato, pensando all'eventualità di spostare i non-vaccinati e quelli che non hanno intenzione di vaccinarsi a ruoli senza contatto con il pubblico.

Un provvedimento che non è piaciuto all'autorità garante per la Privacy, che ha invitato subito la Regione ad apportare delle modifiche per non incorrere in violazioni delle disposizioni del Regolamento europeo e del Codice privacy: "Considerata la delicatezza delle informazioni trattate e le possibili conseguenze discriminatorie in ambito lavorativo, il coinvolgimento dei datori di lavoro, previsto dall’ordinanza - ha scritto in una nota il garante Pasquale Stanzione - in assenza di misure tecniche e organizzative può porsi in contrasto con le norme nazionali che vietano ai datori di lavoro di trattare informazioni relative alla salute, alle scelte individuali e alla vita privata dei dipendenti". Ma non è bastato. Musumeci ha replicato seccamente "Posizioni infondate" e ha proseguito per la strada intrapresa.

Per molti, la questione che divide le istituzioni e che spinge i vertici delle amministrazioni agli appelli ha una sola soluzione: a decidere sull'obbligatorietà del vaccino, in quali e quante circostanze, deve essere il governo nazionale, così da non lasciare alibi o possibilità di libere interpretazioni.

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