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Sicilia zona rossa, M5S: "Fallimento di Musumeci e Razza"

I deputati 5 stelle della commissione salute dell’Ars attaccano senza mezzi termini il governo regionale: "Sul fronte Covid eravamo un’isola felice, ma sono riusciti a rovinare tutto. Se siamo i peggiori d’Italia è colpa delle loro politiche e la pagheranno cara soprattutto commercianti e partita iva"

"Sul fronte Covid eravamo un’isola felice, ma Razza e Musumeci sono riusciti a rovinare tutto. Se siamo zona rossa e i peggiori d’Italia è colpa delle loro politiche sanitarie fallimentari  e per questo la pagheranno cara soprattutto commercianti e partita iva”. Lo affermano i deputati 5 stelle della commissione salute dell’Ars, Francesco Cappello, Antonio De Luca, Giorgio Pasqua e Salvo Siragusa.

"Insopportabile – dicono – l’autocelebrazione del governo, in conferenza stampa, delle proprie operazioni, e bastava leggere i feroci commenti  in coda alle parole dell’esecutivo sulla pagina Facebook di Musumeci per rendersi conto di quanto ciò fosse fuori luogo. La verità è sotto gli occhi di tutti: siamo gli unici, assieme alla Lombardia, in zona rossa. Se gli ospedali sono al collasso è soprattutto per aver trascurato completamente la medicina del territorio, che invece andava eretta a baluardo all’avanzata del virus, come abbiamo ripetuto, inascoltati, innumerevoli volte”.

“Musumeci – aggiungono  - ha messo la mani avanti chiedendo la zona rossa perché sapeva che sarebbe arrivata. Ma lo ha fatto solo per cercare di scaricare le sue responsabilità su Roma. Ha fatto male, tra l’altro, a chiedere una zona rossa generalizzata, penalizzando così anche centri dove il virus non è fuori controllo come nelle grandi città”.

"Inaccettabili" per i deputati 5 stelle anche i "commenti autocelebrativi per la concessione di Roma della spalmatura del disavanzo in 10 anni".  “Hanno presentato quest’operazione – afferma il capogruppo Giovanni Di Caro – come un enorme successo del governo Musumeci. La verità è che  questa concessione del governo Conte è stata  messa pure notevolmente a rischio dall’esecutivo regionale, che ha  deliberato gli impegni a supporto del via libera di Roma solo in questi giorni e non entro marzo come doveva fare, adducendo come scusa dell’enorme ritardo lo scoppio della pandemia. Ora che Roma ha salvato la Sicilia dalla bancarotta – conclude Di Caro - Musumeci sottolinea la correttezza dei rapporti istituzionali col governo Conte, peccato che fino a ieri non abbia mai perso occasione per polemizzargli ferocemente contro”.
 

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