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Sicilia in zona gialla, verso una nuova ordinanza di Musumeci: si punta a riaprire negozi e bar

Con il provvedimento del ministero della Salute, le restrizioni che il presidente della Regione ha firmato lo scorso 19 novembre sembrano superate. Vertice a Palazzo d'Orleans per riscrivere le regole. Samonà: "Musei chiusi? Per chi governa il Paese, la cultura è un passatempo"

Nello Musumeci

Con la Sicilia in "zona gialla", le restrizioni che il presidente della Regione ha firmato lo scorso 19 novembre sembrano superate. E così da domani potrebbero riaprire i negozi e potrebbe essere consentita fino alle 18 la somministrazione di cibi e bevande in bar, ristoranti e pizzerie.

Queste alcune delle misure che potrebbero essere conteute in una nuova ordinanza regionale che accompagnerà il provvedimento di ieri del ministero della Salute. Regole specifiche per la Sicilia saranno decise nel corso di un vertice che si sta svolgendo tra il governatore Nello Musumeci, l’assessore alla Salute Ruggero Razza e il capo della segreteria del presidente.

Secondo quanto si apprende, permarrebbe la didattica a distanza per le scuole superiori, la chiusura di teatri, cinema, parchi, palestre e piscine e il divieto di circolazione dalle 22 alle 5. Confermato il limite del 50% di posti nei mezzi pubblici e la chiusura dei centri commerciali nelle domeniche e nei festivi.

A prescindere dalle disposizioni della Regione, da domani in Sicilia verranno meno alcune restrizioni che erano legate alla fascia arancione. Dunque riaprono al pubblico bar, ristoranti, pasticcerie, fino a oggi rimasti chiusi e disponibili solo all'asporto o al domicilio. Potranno ricevere al pubblico ma fino alle 18, mentre potranno fare asporto fino alle 22. I cittadini potranno spostarsi senza bisogno di autocertificazione da Comune a Comune.

"La notizia che la Sicilia da domenica diventerà zona gialla ha zittito gli urlatori di Pd e Cinquestelle, quegli stessi che continuano a governare il Paese in un mix di approssimazione e dilettantismo. Fra i settori dimenticati e ignorati dal governo Conte c’è, neanche a dirlo, il mondo della cultura: dal 3 dicembre, infatti, in vista del periodo natalizio saranno concesse ulteriori deroghe su tutto il territorio nazionale, ma i musei, i parchi archeologici, i teatri e gli altri luoghi della cultura pare siano destinati a restare inesorabilmente chiusi".

A sottolinearlo è Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni Culturali, in quota Lega, secondo cui "siamo di fronte all’ennesima testimonianza, ove ce ne fosse bisogno, del fatto che, per chi governa il Paese, la cultura è niente più che un passatempo e non uno dei principali generatori di economia dell’Italia".

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