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Covid, Attiva Sicilia: "Musumeci appronti un piano per la ripartenza delle imprese"

Per i parlamentari regionali "Servono nuovi protocolli di sicurezza. L’economia è ormai ai minimi termini. Lo dimostrano le sempre più frequenti manifestazioni di piazza e il clima di crescente disagio"

"Chiediamo al presidente della Regione, Nello Musumeci, di approntare proporre al ministero della Salute misure che consentano in piena sicurezza di far ripartire le attività d’impresa, come avvenuto in molti Paesi europei dove si accede ai locali ed eventi di varia natura eseguendo test rapiti sul posto". Lo affermano, in una nota, gli esponenti di Attiva Sicilia. Per i parlamentari regionali "Servono nuovi protocolli di sicurezza che prevedano la ripartenza e che traccino nell’immediato la via per una ripresa graduale delle attività d’impresa. E’ questo - spiegano - il senso della mozione che Attiva Sicilia presenta all’Ars  e con la quale impegna il Governo Regionale ad agire verso una direzione che, nel rispetto della salute pubblica, consente di ripartire a molte categorie di lavoratori siciliani”.

Per Attiva Sicilia "Non possiamo più nasconderci quanto sia necessario una nuova fase nella lotta alla pandemia. Occorrono provvedimenti necessari per pensare che ci sia davvero un futuro prossimo, perché l’economia della nazione e della Sicilia in particolare è ormai ai minimi termini. Lo dimostrano le sempre più frequenti manifestazioni di piazza e il clima di crescente disagio sociale che le determina. Non c’è piano di ristori nazionale o regionale che possa sostenere le perdite delle imprese, oggi persino la sopravvivenza appare un traguardo sempre più lontano".  

"C’erano molte aspettative - dicono ancora da Attiva Sicilia - sui vaccini, ma trascorrerà ancora molto tempo prima che si possano ottenere i risultati sperati, senza considerare i dubbi emersi sulla capacità di raggiungere in breve tempo la maggior parte della popolazione prima dell’arrivo dell’ormai annunciata quarta ondata del virus e delle sue varianti. E’ chiaro che non si può costringere alla fame e all'isolamento una parte consistente della popolazione siciliana che già prima del nefasto arrivo del Covid viveva una situazione ai limiti dell’emergenza".

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