Coronavirus, Musumeci "sfida" Roma: "In Giunta un ddl per limitare chiusure"

Il presidente della Regione pronto a tendere una mano alle categorie produttive costrette a un brusco stop con l'ultimo Dpcm, ristoratori in primis: "Se lo ha fatto Bolzano non capisco perchè non farlo per la Sicilia. Mi auguro che su questo tema si possa trovare la condivisione del Parlamento"

Il presidente della Regione Nello Musumeci a muso duro contro il governo centrale e pronto a tendere una mano alle categorie produttive costrette a un brusco stop con l'ultimo Dpcm: ristoratori in primis. Arriverà in Giunta già stasera un ddl per "ammorbidire" nel territorio regionale i provvedimenti adottati da Roma, iniziando dalla possibilità di slittare l'orario di chiusura. "Con tutto il rispetto per il Governo nazionale riteniamo di avere diritto a disciplinare su alcune materie le misure che i presidenti di Regione possono adottare. Misure che finora sono state restrittive e che potrebbero essere estensive", ha detto il governatore intervenendo all'Ars.

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"L'idea di chiedere deroghe anche per le materie estensive non è nuova - ha spiegato Musumeci - . In questi giorni circola una norma della Provincia autonoma di Bolzano con la quale si disciplinano alcune misure di contenimento dell'epidemia. Questa sera il governo regionale si riunirà per adottare un ddl che richiami nella forma e nella sostanza la legge già adottata e approvata dal governo centrale per la Provincia autonoma di Bolzano. Se lo ha fatto Bolzano non capisco perchè non farlo per la Sicilia. Mi auguro che su questo tema si possa trovare la condivisione del Parlamento".

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L'intervento sarà "su alcune materie, non su tutte. Penso ai  beni culturali e alcune attività legate al turismo". "Il Dpcm - ha aggiunto Musumeci - è stato molto restrittivo e noi abbiamo evidenziato come alcune norme di quel provvedimento, come in particolare la chiusura degli esercizi commerciali alle 18 costituisse un serio problema per alcune regioni, cioè per quelle dove il dato epidemiologico non presenta una condizione di grave emergenza e dove il tessuto imprenditoriale ancora può organizzarsi nel rispetto delle linee guide della conferenza stato regioni. In Sicilia se entri al ristorante alle 19.30 gli fanno il Tso. Noi chiedevamo di adattare le norme alle abitudini della nostra terra".

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Da qui la soluzione di un ddl prospettata da Musumeci: "Lo facciamo senza alcun spirito di rivendicazionismo sterile e inutile. Solo perchè su alcune materie noi possiamo intervenire meglio di come possa fare una norma generica che disciplina la realtà territoriale che solo noi conosciamo nella loro specificità".

Soluzione che trova sponda nelle parole dell'assessore alle Attività produttive Mimmo Turano. "L’aumento dei contagi e gli allarmi per la situazione sanitaria non devono far perdere la testa alla politica, serve affrontare la situazione con intelligenza e responsabilità. Davanti a un possibile conflitto tra tutela della salute ed esigenze del mondo economico - secondo Turano - la politica non è chiamata a scegliere ma a conciliare interessi. Purtroppo mi spiace notare come in questo frangente ci sia chi abbia scelto di aumentare la tensione gettando benzina sul fuoco cercando di approfittare della fragilità delle persone e delle categorie in difficoltà. Non è questa la strada”.  “Sono convinto - ha spiegato Turano -  che le Regioni e nello specifico la Regione Siciliana abbiano tutte le carte in regola per costruire nello spirito di piena collaborazione con il governo centrale provvedimenti che tengano conto delle specifiche esigenze territoriali. Seguiremo questo percorso, con il massimo impegno, nell’interesse dei siciliani e avendo cura di stare accanto a chi soffre di più questa crisi ma anche per affermare una cultura politica dell’intelligenza e della responsabilità, per tracciare un solco tra chi intende governare e i provocatori che con spregiudicatezza e cinismo stanno svolgendo il loro triste compito".

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Le reazioni

Il ddl annunciato da Musumeci non piace al Movimento 5 Stelle. "I drammatici dati che arrivano ogni giorno dagli ospedali siciliani dicono una cosa sola: la situazione sta sfuggendo di mano a questo governo, che si dimostra sempre meno all'altezza della situazione, e Musumeci che fa? Se ne esce con colpi di teatro buoni solo a gettare fumo negli occhi dei siciliani, che ancora oggi, a mesi di distanza, non hanno visto un solo euro della cosiddetta Finanziaria di guerra, costruita però coi soldi del Monopoli", tuona il capogruppo Giorgio Pasqua.

"Tutti – dice Pasqua - siamo con i ristoratori e con le categorie più penalizzate, ma non è certo il ddl la strada per aiutarli. Se voleva veramente dare loro una mano doveva scegliere altri mezzi immediatamente operativi ed assumersene tutte le responsabilità, non certo un ddl che, bene che vada, potrà cominciare a produrre effetti solo tra una quindicina di giorni. Il ddl – continua Pasqua - è solo una mossa populistica per cercare di scaricare su altri colpe che sono sopratutto sue e del suo governo, che non si è mosso per tempo quando l'emergenza era altrove e quando c'era tempo per incrementare i posti di letto di terapie intensive e sub intensiva che in gran parte sono rimasti solo sulla carta”.

L'iniziativa è stroncata anche dal Pd. "Una scelta irresponsabile che espone a rischio la salute dei siciliani e la Sicilia al rischio 'lockdown' - dice il capogruppo Giuseppe Lupo -. Musumeci si metta d'accordo con se stesso, smetta di cavalcare l'onda del populismo e si concentri piuttosto su cose urgenti per la sanità come, ad esempio, la riorganizzazione delle terapie intensive e sub intensive già prevista a giugno scorso".

Di parere opposto il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè. "Sono contento della decisione che ha preso il presidente Musumeci e che verrà rafforzata da un ordine del giorno presentato dalla maggioranza. Abbiamo la possibilità di fare una legge che comunque dovrebbe eventualmente essere impugnata e mandata alla Corte costituzionale, ma intanto ci prenderemmo due o tre mesi di tempo per fare 'vivere' i nostri ristoranti, i cinema e i teatri. Vedremo cosa verrà fuori questa sera dalla Giunta - ha concluso Miccichè - ma spero, sinceramente, che sia qualcosa che consenta alla gente di non chiudere". 

Articolo aggiornato il 27 ottobre 2020 alle ore 20,32

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