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Coronavirus, Musumeci: "Le scuole? L'ultima cosa da chiudere"

Il presidente della Regione al convegno "Futuri - pronti all'impresa" dei giovani imprenditori di Confindustria è tornato a parlare di quanto è stato fatto, contro il virus, a livello nazionale e locale: "Sono convinto che il governo Conte debba dare maggiore autonomia ai governatori"

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al convegno "Futuri - pronti all'impresa" dei giovani imprenditori di Confindustria

"Io sono perchè la scuola sia l'ultima cosa da chiudere. La scuola distrae e forma i ragazzi, è importante. L'ultimo provvedimento che adotterei, dopo avere chiuso tutto, è quello delle scuole". A dirlo è stato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al convegno "Futuri - pronti all'impresa" dei giovani imprenditori di Confindustria, in merito alla decisione adottata dal collega governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di chiudere le scuole davanti all'aumento dei contagi da Covid-19. 

"Se lo ha fatto vuol dire che avrà avuto le sue buone ragioni - ha aggiunto Musumeci - avrà consultato il Comitato tecnico-scientifico e rispetto alla decisione adottata da un collega non ho motivo per potere esprimere giudizi".

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Musumeci è tornato a parlare di quanto è stato fatto, contro il virus, a livello nazionale e locale. "Mi verrebbe facile bacchettare Arcuri  (Il commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all'emergenza Covid ndr) perchè i ventilatori sono stati assegnati con molto ritardo. Noi in Sicilia, per fortuna, ci siamo attrezzati. I ventilatori di cui parla Arcuri, che riguarderanno altre regioni, non possono essere immediatamente collocati. Creare un reparto di Terapia intensiva non significa collocare un ventilatore in ogni stanza".

Quanto poi al rapporto con Roma ha ribadito di essere "autonomista" e avere "una visione nazionale. Però sono convinto che il governo Conte debba dare maggiore autonomia ai governatori. Nessuno meglio di noi conosce la realtà del nostro territorio. Credo che in tempo di epidemia, e quindi 'di guerra', le linee generali le debba dare il governo nazionale ma ai governatori deve essere consentito di potere adottare in autonomia iniziative in funzione della specificità delle esegenze del territorio".  

Fonte agenzia Dire
 

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