Virus, Musumeci non arretra: "Chi vuole venire in Sicilia da altre regioni deve rimandare"

Il presidente della Regione spiega come l'Isola si prepara ad affrontare la "fase due": "Non possiamo pensare di 'aprire' la Sicilia, perchè temiamo che ci possa essere un afflusso da altre Regioni o Paesi stranieri non sottoposto a verifica sanitaria"

"Chi vuole venire in Sicilia deve rimandare. Oggi non può entrare". A dirlo è stato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo a Omnibus, su La7, per fare il punto sull'emergenza Coronavirus e su come l'Isola si prepara ad affrontare i prossimi giorni che segnano il graduale ritorno alla normalità dopo il lockdown delle scorse settimane.

Musumeci ha sottolineato che "la Sicilia oggi è la regione più sicura" con una percentuale di contagi bassa. Ma proprio per evitare che, dal 4 maggio, l'arrivo di un massiccio numero di persone da altre regioni porti a un peggioramento della situazione, ha ribadito l'intenzione di "restare blindati". "E' chiaro - ha ricordato - che la competenza non è solo della Regione, ma serve raccordo con il governo nazionale. La Sicilia è terra di accoglienza per eccellenza, se potessi li farei venire tutti ma la salute oggi viene prima. Certamente a maggio dovremo restare 'blindati'. Se poi i dati saranno positivi possiamo pensare a una graduale riapertura".

Il riferimento è anche a quanto accaduto all'inizio del lockdown quando si è registrato un vero e proprio "esodo" da Nord a Sud. Evento che ha avuto due conseguenze principali: un aspro dibattito sulla chiusura dei confini regionali e, sul fronte epidemiologico, un aumento dei casi di Covid-19.

Lavorando alla "fase 2", Musumeci se da un lato ha chiesto al governo di potere "ammorbidire" alcune misure nell'Isola alla luce dei pochi contagi, dall'altro è rimasto invece fermamente convinto della necessità di impedire nuovi arrivi. Questo implica anche un ripensamento del turismo.

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"Il turismo - ha detto Musumeci - per noi è uno dei settori economici di traino. Ci stiamo attrezzando, tenendo conto della prudenza a cui noi dobbiamo improntare ogni azione. Riteniamo di dovere dare ossigeno a migliaia e migliaia di piccole imprese. Il Sud infatti è caratterizzato da un sistema impenditoriale assai frammentato, spesso a condizione familiare, ed è a queste che dobbiamo guardare con particolare attenzione. Abbiamo comprato dei 'pacchetti' per incentivare turisti che, per quest'anno pensiamo siano solo autoctoni. Non possiamo pensare di 'aprire' la Sicilia, perchè temiamo che ci possa essere un afflusso da parte altre Regioni o Paesi stranieri non sottoposto a verifica sanitaria. Verifica che invece è il presupposto per evitare il contagio. Se poi i numeri del contagio lo permetteranno  - ha aggiunto - saremo pronti a graduali riaperture".

Rispondendo a una domanda sul documento sottoscritto con altri governatori di centrodestra e inviato al premier Conte chiedendo un alleggerimento dei divieti a livello regionale, Musumeci lo ha definito un insieme di "proposte garbate, non critiche. Perchè non sono ammesse polemiche adesso. Infatto le diciotto ordinanze che ho firmato finora sono coerenti con le linee del Governo. Noi governatori però conosciamo le esigenze specifiche del territorio. E' un documento propositivo, del quale il Governo ha tenuto conto anche se su alcune cose siamo assai lontani. Noi abbiamo bisogno non tanto di risorse ma di potere spendere presto e bene quelle che abbiamo. Una sorta di metodo Conte-Morandi che non sia generalizzato, ma possa tenere conto di medie e grandi opere pubbliche che oggi si muovono a passo di lumaca".

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