"Inadeguato e irresponsabile", "Conte vuol farci morire": le reazioni della politica dopo il Dpcm

Sicilia zona arancione: l'opposizione accusa Musumeci e la sua Giunta, la maggioranza prende le difese del governo. Lupo (Pd) e Sammartino (Iv): "La Regione non è riuscita a organizzare un sistema sanitario efficiente". Miccichè e Romano: "Schiaffo ai siciliani"

L'opposizione attacca, la maggioranza prende le difese del governo regionale. Dopo l'inserimento della Sicilia in zona arancione nell'ultimo Dpcm del premier Conte, parte l'assalto alla Giunta di Palazzo d'Orleans guidata dal presidente Nello Musumeci. E' lui il bersaglio principale delle critiche provenienti dai partiti della minoranza all'Ars. 

A dare fuoco alle polveri è Giuseppe Lupo, che accusa: "Se Musumeci avesse utilizzato il periodo estivo per adeguare le strutture sanitarie la Sicilia sarebbe area gialla. La Sicilia è area arancione perché, pur avendo meno ammalati Covid di altre regioni area gialla, non ha un numero adeguato di posti letto di terapia sub-intensiva e intensiva per garantire le cure necessarie" sostiene il capogruppo del Pd, che definisce Musumeci "inadeguato e irresponsabile". 

"E' surreale - prosegue - che Musumeci pensasse qualche giorno fa di derogare alle restrizioni del Dpcm. Se non ci fossimo opposti sarebbero esplosi i contagi e la Sicilia sarebbe area rossa". Ieri però l'assessore alla Salute Ruggero Razza ha presentato un nuovo piano degli ospedali: 416 posti di terapia intensiva e 2.384 di degenza ordinaria entro fine mese. Mentre i centri extra ospedalieri forniranno fino a 812 posti.

Per le opposizioni però non basta: "Musumeci e Razza non perdano tempo e invece di fare proclami sui posti letto, li attivino". Così il parlamentare di Italia Viva, Luca Sammartino, che rincara la dose: "Siamo zona arancione per responsabilità del governatore Musumeci e dell'assessore Razza che in questi mesi non sono riusciti ad organizzare un sistema sanitario efficiente e all'altezza della seconda ondata di Covid 19. Abbiamo perso mesi preziosi. Meno posti in terapia intensiva, nessun tracciamento, non c'è stato alcun potenziamento dell'assistenza domiciliare, proclami di Covid-free, ricerca di colpevoli in un vergognoso scaricabarile. E' un governo inadeguato".

Per il sindaco Leoluca Orlando "crea molti interrogativi l’affermazione del presidente della Regione che ha dichiarato di non essere stato sentito e di non aver potuto illustrare i dati della situazione in Sicilia. Per rispetto istituzionale di tutti e, per quanto ci riguarda per rispetto istituzionale degli enti locali, chiediamo al governo regionale di conoscere i dati forniti a quello nazionale e chiediamo un immediato chiarimento da parte del governo nazionale".

In difesa della Regione e del governatore Musumeci scendono in campo Gianfranco Miccichè, Saverio Romano e Alessandro Aricò: tutti concordi nel considerare il Dpcm del governo nazionale una penalizzazione per la Sicilia. Nel mirino il premier Conte che, secondo il presidente dell'Ars, "vuole fare morire la Sicilia". "Non lo voglio neanche pensare - dichiara Miccichè - che Lazio e Campania siano state classificate regioni gialle perché dello stesso colore politico della maggioranza che sostiene il governo nazionale. E, quindi, non voglio neanche credere che si tratti di marchette sulla pelle dei siciliani. O c’è stato un palese errore, o qualcuno dovrà spiegarci perché le regioni più colpite dal Covid sono quelle meno colpite dalle decisioni del governo. Conte volta venga in tv per spiegarci i veri motivi di questa decisione".

Anche Alessandro Aricò, capogruppo di Diventerà Bellissima all'Ars, ne fa una questrione politica: "La decisione da parte del governo nazionale di considerare la Sicilia come zona arancione è ingiustificata sul versante epidemiologico e sembra motivata da ragioni politiche. La nostra Regione, infatti, ha attualmente un numero di contagiati e di ricoverati nettamente inferiore rispetto ad altre, ad esempio la Campania e il Lazio, che invece sono stati decretati come zona gialla".

Aricò, che auspica "un dietrofront da Roma su questa insensata scelta", replica pure alle dichiarazioni del capogruppo all'Ars del Pd, Giuseppe Lupo: "Altro che responsabilità da parte del governatore Nello Musumeci. Semmai, l'unica sua 'colpa' è quella di essere all'opposizione dell'attuale governo nazionale. Ma di questo siamo orgogliosi".

Saverio Romano, leader di Cantiere popolare, chiosa: "I sacrifici dei siciliani meritavano maggiore rispetto e considerazione. Attendiamo di conoscere i parametri per l’attribuzione delle zone. Ma è chiaro che questo ultimo Dpcm è uno schiaffo alla nostra terra. I criteri, quali che siano, fanno strame dei dati che emergono da ogni analisi".

Sull'argomento interviene anche Stefano Santoro, responsabile del dipartimento Giustizia della Lega in Sicilia: "Il Governo giallorosso ha deciso a tavolino per faziosità politica di classificare la Sicilia regione arancione, nonostante sia ancora fortunatamente tra le meno colpite dalla pandemia. Lazio e Campania sono state invece classificate regioni gialle perché governate dagli stessi partiti che compongono la maggioranza che sostiene il Governo nazionale. Nessun comitato tecnico scientifico avrebbe potuto suggerire o supportare una siffatta decisione che si dimostra meramente politica e ai danni dei siciliani. Non può trattarsi di un errore, ma di una scelta lucida che vuole mettere in difficoltà la nostra regione dal punto di vista economico, politico e sociale. Il provvedimento va modificato senza ritardo o scenderemo civilmente in piazza a protestare, non potendosi tollerare la chiusura dei ristoranti dei bar e la limitazione di spostamento dei siciliani, mentre continuano senza sosta gli sbarchi dei clandestini nella nostra regione provenienti dall’Africa".

Forza Italia all'Ars si spinge oltre. Per gli azzurri "l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, con la quale si classifica la Sicilia come area arancione, è un provvedimento amministrativo che come tale, può essere impugnato dinanzi Tar entro 60 giorni, da chiunque abbia interesse. Forza Italia Sicilia invita ufficialmente il presidente della Regione, Nello Musumeci a impugnarla, con un'azione forte e incisiva, nell'interesse di tutti i siciliani, specialmente di tutte quelle categorie economiche lese da tale ingiustificabile classificazione”. 

“Quello del ministro Speranza – sottolinea il capogruppo Tommaso Calderone – è un atto impugnabile da chiunque lamenti un’evidente condizione pregiudicata dall’ordinanza. Se fatto dal Presidente dei siciliani, in difesa di un popolo per l'ennesima volta colpito nella propria dignità, di certo l'azione sarà più concreta e d’impatto”.

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