Coronavirus, a Musumeci non piace il nuovo Dpcm: "Contrari alle limitazioni nei matrimoni"

Pur condividendo la necessità di misure finalizzate a scongiurare i contagi, il presidente della Regione bolla come "un atto d'ingiustizia" il tetto di 30 invitati nei ricevimenti nuziali. "Noi eroghiamo un bonus per incentivarli e a Roma vogliono scoraggiarli"

Nello Musumeci

Sì all'impostazione generale; no alle norme che introducono divieti e limitazioni in occasione di matrimoni, feste e ricorrenze. Il governatore Nello Musumeci non ci sta. E pur condividendo la necessità di misure finalizzate a scongiurare nuovi contagi, bolla come "un atto d'ingiustizia, un'assurdità" il limite di 30 invitati nei matrimoni previsto nel nuovo Dpcm firmato dal premier Conte.

"Non si può - ha affermato - consentire a due persone di stare su un aereo una accanto all'altra e poi introdurre il limite di 30 invitati nei ricevimenti. La Regione ha deciso di erogare un bonus per incentivare i matrimoni e il governo li vuole scongiurare. Non siamo d'accordo. Anche perché non c'è coerenza col resto del Dpcm". La stretta sulle feste private mette in allarme un intero settore che organizza matrimoni e catering, ma anche fiorai, animatori e altri lavoratori. Musumeci non è insensibile ai timori di queste categorie e dice: "Abbiamo dato un paio di giorni al governo Conte per poter rimediare" ha detto a margine del protocollo d'intesa con "Io compro siciliano", dirottato a Palazzo d'Orleans per un caso di Covid-19 registrato presso l'archivio di Palazzo Comitini (sede dell'ex Provincia).

Sull'ipotesi di nuove ordinanze regionali, Musumeci ha sostanzialmente detto che decidono i contagi e non la politica. "Le mie ordinanze sono legate al dato epidemiologico. Continuiamo a fare appello al senso di responsabilità indivividuale e collettivo dei siciliani. Gli irresponsabili sono pochi, dobbiamo isolarli. I siciliani sanno che serve un po' di paura, un po' di cautela e un po' di normalità. Bastano questi tre 'ingredienti' per metterci al riparo dall'aumento dei casi di Covid".

Non è mancata la stoccata finale al governo nazionale e all'Ue sui migranti: "Il premier Conte mi ha promesso che interverrà su Tunisi per porre fine alle partenze verso le nostre coste. Non mi faccio illusioni, ma ho il dovere di insistere contro l'atteggiamento cinico dell'Ue e la debolezza del governo italiano nei cofronti di Bruxelles".

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