Virus, nuovo appello di Musumeci: "Per evitare l'emergenza serve la collaborazione di tutti"

La Regione punta su un ampliamento dello screening per individuare i positivi, soprattutto gli asintomatici. Sul fronte economico il governatore chiama in causa Roma: "Lo Stato sappia essere presente con gli impegni che ha assunto a sostegno delle migliaia di imprese siciliane"

Il presidente della Regione, Nello Musumeci

Un nuovo invito alla prudenza e alla collaborazione perchè la Sicilia non segua la scia di altre regioni e si trovi in emergenza Coronavirus. A rivolgerlo ai siciliani è stato il presidente della Regione, Nello Musumeci, nel corso di una diretta Facebook organizzata ieri sera per illustrare tutte le misure che la Regione intende adottare sul piano sanitario e su quello della organizzazione delle attività economiche e sociali alla luce del nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte. "C'è stato un ritorno del virus come avevamo previsto in estate - ha detto Musumeci -. In Sicilia già nel mese di luglio raccomandavamo di portare le mascherine perchè consapevoli che se si fosse abbassata la tensione sarebbe peggiorata la situazione. I numeri sono noti a tutti, il dato sui contagi cresce giorno dopo giorno. Alcune regioni come la Campania e la Lombardia sono in difficoltà. Noi non siamo in emergenza, ma dobbiamo evitare di arrivarci e a questo serve la responsabilità di ognuno di noi. Noi siciliani siamo abituati alle stagioni difficili - ha aggiunto - e dobbiamo affrontare anche questa stagione nella consapevolezza che ognuno deve fare il proprio dovere". 

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Sempre ieri il govenatore ha firmato l'ordinanza regionale che recepisce le indicazioni del decreto varato a Roma. Nessuna ulteriore stretta, al contrario di quanto fatto per esempio in Lombardia dove i sindaci, il governatore e il presidente dell'Anci hanno chiesto al Governo lo stop di tutte le attività e degli spostamenti, a esclusione dei casi ritenuti eccezionalì (motivi di salute, lavoro e comprovata necessità), nell'intera regione dalle 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì.

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Musumeci è tornato parlare ai siciliani nel giorno in cui nell'Isola il numero dei positivi ha superato quota settemila (7.019) con 362 nuovi casi e3.252 test processati nelle ultime 24 ore.

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"Abbiamo una strategia - ha spiegato Musumeci - quella di individuare il positivo nel territorio, una volta individuato lo isoliamo mettendo al sicuro lui e le eventuali persone che sono state con lui. Per questo motivo serve lo screening, servono tamponi, serve una presenza sul territorio sempre più massiccia - aggiunge -. Abbiamo pubblicato un bando per mettere assieme migliaia di operatori sanitari, il bando scade nelle prossime ore ma già circa tremila persone hanno già aderito, sarà il personale che andrà alla ricerca del positivo asintomatico".

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Da Musumeci, che ha più volte ribadito di parlare non solo in virtù del suo incarico istituzionale ma anche "da padre e da nonno", un invito a superare le paure ma anche alla prudenza. "La paura non serve - ha ribabito - . Dobbiamo essere cauti e prudenti, sforzandoci di condurre una vita 'quasi' normale".

Sul fronte economico il governatore ha chiamato in causa Roma: "Dobbiamo stringere i denti: c'è ancora un inverno da affrontare e voglio augurarmi che lo Stato sappia essere presente con gli impegni che ha assunto a sostegno delle migliaia di imprese siciliane che con i provvedimenti del presidente del Consiglio saranno costrette inevitabilmente a limitare la propria attivita', e alcune addirittura a sospenderla. Se chiediamo a un'impresa di chiudere per tre mesi dobbiamo anche consentire all'imprenditore e ai dipendenti di avere un pezzo di pane a tavola".

L'ordinanza regionale 

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