Consiglio comunale, verifiche agli sgoccioli: tutto pronto per la proclamazione

Ultimi riconteggi all'Ufficio centrale elettorale presieduto dal magistrato Gioacchino Scaduto. Non è in discussione il premio di maggioranza per la coalizione che sostiene Orlando. Verso l'insediamento di Sala delle Lapidi

Palazzo Jung

Sta effettuando gli ultimi riconteggi l'Ufficio centrale elettorale: nella mattinata di domani è prevista la proclamazione degli eletti al Consiglio comunale. La conferma arriva da Palazzo Jung, dove è al lavoro l'ufficio presieduto dal magistrato Gioacchino Scaduto. 

Passati al setaccio, rigo per rigo, tutti i verbali delle 600 sezioni cittadine verranno quindi comunicati i risultati elettorali. Secondo quanto si apprende, non è in discussione il premio di maggioranza per la coalizione che sostiene il sindaco Leoluca Orlando. "Ai fini dell'assegnazione del premio di maggioranza non sono computati i voti di lista che non hanno superato il 5%". E' quanto recita la legge regionale numero 6 del 2011 - ovvero la norma interpretativa della legge elettorale (comma 6 art. 4 legge 35 del 1997) - che Vincenzo Mineo, presidente della prima sezione, che coadiuva Scaduto all'Ufficio centrale elettorale, cita lasciando intendere che il margine per attribuire 24 consiglieri su 40 alla maggioranza non sarebbe poi così risicato.

Dopo la proclamazione scatteranno tutti gli adempimenti per mettere in moto il nuovo Consiglio comunale. Nel giro di due settimane - verosimilmente lunedì 7 agosto - dovrebbe avvenire l'insediamento. La prima seduta della consiliatura a Sala delle Lapidi, convocata dall'uscente Totò Orlando, sarà presieduta da Ugo Forello (M5S): il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti (oltre 5mila). Il primo atto sarà l'elezione dell'ufficio di presidenza, che sarà formato non più da tre ma da due componenti: presidente e vice (quest'ultimo spetta all'opposizione).

A differenza del Consiglio comunale, nelle Circoscrizioni non esiste né premio di maggioranza né sbarramento al 5% per le liste. In sostanza è stato eletto chi ha preso più voti. Non pochi malumori ha creato la legge elettorale, perché - a conti fatti - gli orlandiani (che hanno eletto i presidenti in tutte e otto le Circoscrizioni) non hanno ottenuto la maggioranza in seno ai Consigli di quartiere. Per far valere "la chiara volontà degli elettori", come disse qualche settimana fa Aurelio Scavone (responsabile delle liste con Fabio Giambrone), si sta valutando un ricorso al Tar. Su quali basi però non è ancora chiaro. Certo è, conclude Mineo, "che la legge è stata applicata alla lettera: assegnato il seggio al presidente e al candidato presidente che ha superato il 20% dei consensi, i restanti otto posti sono stati attribuiti ai primi otto quozienti".

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