Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Salta il numero legale in Consiglio, nuovo rinvio per il piano delle opere pubbliche: orlandiani all'attacco

Sinistra Comune e Avanti insieme si scagliano contro le opposizioni, che hanno abbandonato l'Aula. "Scelta squisitamente politica, abbiano il coraggio di dire alla città che vogliono mandare all'aria le nuove linee del tram e gli altri finanziamenti". Forello (Io Oso): "Elenco annuale 2020 già vecchio, la Giunta porti il piano 2021-2023"

Nuovo rinvio a Sala delle Lapidi per il piano triennale delle opere pubbliche 2020-2022. Non appena l'atto è stato prelevato, subito è saltato il numero legale.

Tutti a casa, se ne riparlerà la prossima settimana. Nel frattempo però quel che resta della maggioranza orlandiana se la prende con le opposizioni (che numericamente non sono più in minoranza). A lanciare le prime accuse è Sinistra Comune: "Ecco l'idea di bene della città di Italia Viva, Fratelli d'Italia, Lega, Io Oso: uscire dall'aula e impedire ancora una volta di affrontare il piano triennale delle opere pubbliche. Ormai il re è nudo, la scelta è squisitamente politica e questa nuova maggioranza d'Aula deve avere il coraggio, di fronte alla città, di assumersi la responsabilità  di bocciare nuovamente il piano mandando in fumo circa 600 milioni  di euro".

Barbara Evola, Fausto Melluso, Katia Orlando e Marcello Susinno aggiungono che, "come hanno definitivamente chiarito gli uffici, la mancata approvazione del documento preclude la possibilità di presentare in giunta il piano triennale 2021-23, di sbloccare procedure di gara per opere fondamentali, dall'illuminazione al tram, e di aprire cantieri di lavoro in una città prostrata dalla crisi economica. La nuova maggioranza abbia il coraggio di dire alla città che la perdita di queste ingenti somme statali ed europee è il prezzo che la nostra comunità deve pagare per mandare all'aria il progetto delle nuove linee tranviarie finanziate per 198 milioni di euro dal ministero delle Infrastrutture".

Valentina Chinnici e Massimo Giaconia, consiglieri di Avanti Insieme, sottolineano che "a nulla sono valse le relazioni degli uffici, del segretario generale, dei dirigenti e degli assessori, che hanno chiarito definitivamente come la mancata approvazione ritardi, col rischio di bloccarle definitivamente, opere essenziali per la collettività. L’atteggiamento distruttivo e infantile di questa parte dell’opposizione fa sì che, pensando di fare una ripicca al sindaco, si brucino centinaia di milioni di euro. L’approvazione del piano 2020-2022 è condizione necessaria perché venga presentato in Giunta e in Consiglio il successivo piano 2021-2023, come si evince dall’art. 5 del decreto miisteriale 14/2018".

Ugo Forello, consigliere del gruppo Oso, la pensa diversamente: "E' falso, nessuna norma lo prevede. Piuttosto la Giunta si muova e presenti anche il piano 2021-2023, visto che l'elenco annuale 2020 è già vecchio e quello del 2021 è per tre quarti già passato". La scelta di uscire dall'Aula, spiega Forello, "è per quanto ci riguarda dettata dall'assenza del sindaco. La trattazione del piano triennale verrà fatta e ognuno si assumerà le sue responsabilità. Noi chiederemo che venga accantonato e discusso assieme al nuovo piano".

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