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Consiglio comunale, Caronia volta pagina: "In archivio il progetto di Ferrandelli"

"Ha abbandonato al loro destino quanti con il loro impegno gli hanno permesso un ingresso agevolato a Palazzo delle Aquile"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Devo sinceramente congratularmi con il nostro sindaco, autorevole leader della maggioranza, per aver, in occasione dell’insediamento del nuovo Consiglio comunale, superato sé stesso. Avere infatti preventivamente 'convinto', non saprei dire con quale livello di difficoltà, Fabrizio Ferrandelli suo perdente competitor nella recente campagna elettorale, a votare i consiglieri a lui più graditi, alla presidenza di spettanza della maggioranza, ma anche alla vicepresidenza spettante all’opposizione, cosi come puntualmente poi avvenuto, non è certo cosa di poco conto o accadimento facilmente ripetibile. Con motivazione che sfiorano il ridicolo e che offendono la mia intelligenza e quella dei cittadini, Ferrandelli ha maldestramente e 'coraggiosamente' cercato di contrabbandare il suo evidente inciucio 'pro domo sua' assecondando i desideri del sindaco, come un dovuto atto di responsabilità, affermando: “abbiamo fatto un lavoro di sintesi e tenuto conto di un criterio legittimo. Una posizione che riteniamo di grande responsabilità: 'Ma mi faccia il piacere!' avrebbe esclamato il grande Totò di fronte a una simile sciocchezza".

E' quanto afferma in una lunga nota Marianna Caronia, che prosegue così: "In questo clima sovversivo che ha rinnegato il significato dei numeri e il loro imprescindibile valore democratico, non mi stupisce affatto che il capogruppo della lista 'Per Palermo...' da me 'confezionata' con un impegnativo lavoro da equilibrista, sia il collega Anello, che ha avuto l’appoggio del confuso collega Ficarra, e poco importa se la sommatoria delle preferenze di entrambi equivale a circa la metà delle mie. S’impone a questo punto una riflessione. Cosa vogliono fare i consiglieri comunali di opposizione per la città di Palermo? Intendono insistere nella finzione che tutto si sia svolto nel pieno rispetto delle regole e della democrazia e vogliono continuare nell’individualismo, oppure cercare di unire gli sforzi e dare alla quinta città d’Italia una organizzata e opportunamente guidata opposizione capace con concretezza di stimolare la maggioranza a realizzare le migliori soluzioni per risollevare questa martoriata città?".

"Quello che è certo è che non potrà essere Ferrandelli a svolgere questo delicato e difficile compito. Quello stesso Ferrandelli al quale sono state fatte diverse e oppugnabili concessioni, prima tra tutte la comoda scelta di costituire da solo un gruppo (e relativo capogruppo, che naturalmente sarà sé stesso) in palese violazione a quanto previsto dall’art. 6 del Regolamento Comunale, ragione per cui preannuncio che farò in proposito ricorso a chi di competenza. Ed è sempre il coraggioso Ferrandelli e che ha abbandonato al loro destino quanti avendo sposato con entusiasmo il suo progetto, con il loro impegno e il loro sacrificio, gli hanno di fatto permesso un ingresso agevolato a Palazzo delle Aquile. Peraltro se avessi per tempo conosciuto alcune sue ben dissimulate caratteristiche, a partire dalla inaffidabilità, slealtà e irriconoscenza, mai gli avrei concesso il mio sostegno, che non credo sia stato marginale considerato che la lista 'Per Palermo...' è stata persino numericamente ben più rilevante della stessa lista del candidato sindaco. Occorre pertanto un repentino cambio di marcia che metta in archivio il progetto Ferrandelli e rimetta in pista un’idea che non lasci spazio ad equivoci o peggio a coloro che mettono al primo posto piccole prebende personali rispetto al bene collettivo".

"Per quanto mi riguarda cercherò di fare al meglio il mio dovere di consigliere comunale senza alcun tipo di pregiudizio, anche nelle eventuali alleanze, cercando di dar voce a quel circa 50% dei cittadini che mai ascoltati, ingannati e disgustati dalla mala politica di cui in questa occasione hanno dato un efferato esempio (la mancata prevista seduta del Consiglio di oggi, determinata dalla diserzione della maggioranza a causa dei suoi scontri interni, lascia ben capire che nulla si vuol cambiare) e hanno disertato le urne e tenterò di esercitare, con quanti vorranno condividerlo, il ruolo di controllo e di costruttiva e leale opposizione sull’operato della maggioranza, incoraggiandola o contrastandola, a secondo se le sue scelte saranno condivisibili e rispettose dei veri e più urgenti bisogni della città, con particolare riguardo a quella sua parte più debole e dimenticata".

"Le forze politiche di opposizione non possono più tergiversare, a cominciare, appunto, dalla città di Palermo. Le imminenti elezioni regionali impongono soluzioni unitarie e, se compatte, vincenti, capaci di restituire la guida della Sicilia a chi, in assoluta discontinuità col passato, è in grado di risollevarla dalle macerie in cui si trova. So benissimo che dire la verità e riaffermare ciò di cui si è convinti è a volte rischioso e possa causare pericolose e influenti inimicizie e probabili ritorsioni, mi sia permesso però concludere con una celebre frase di Emilio Zapata: 'E’ meglio morire in piedi che vivere in ginocchio'”.  

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