Consiglio, debutta la videoconferenza: tutto pronto per la prima seduta online

Dopo la sperimentazione nelle commissioni e in conferenza dei capigruppo, "battesimo digitale" per le riunioni d'Aula. Il presidente Orlando: "L'emergenza Coronavirus ci ha imposto un'accelerazione, è una svolta epocale". L'assessore all'Innovazione: "Comune di Palermo all'avanguardia in Italia". Ecco i software che verranno utilizzati

Sala delle Lapidi vuota

Una novità assoluta nella storia ultra centenaria del Consiglio comunale: domani alle 16 si terrà la prima seduta in videoconferenza, mediante collegamento a distanza. Sala delle Lapidi, che dall'Unità d'Italia ad oggi ospita le sedute del civico consesso, sarà vuota. I consiglieri comunali infatti si riuniranno da casa, tramite pc o smartphone. 

"Luogo della riunione è da intendersi, convenzionalmente, la Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile, piazza Pretoria n.1, Palermo". Così si legge nella convocazione già inviata dal presidente del Consiglio Totò Orlando, che prevede - come punto unico punto all'ordine del giorno - comunicazioni del sindaco e dibattito sull'emergenza Coronavirus. 

Un vero e prorio "battesimo digitale" dopo i test effettuati, da due settimane a questa parte, con le riunioni telematiche delle commissioni consiliari. Il Comune ha scelto come strumenti per le videoconferenze i programmi "Cisco Webex" e "Google Meet". Quest'ultimo verrà usato domani, anche se a breve si passarà a "Eligo": un software che garantisce maggiori funzionalità, inclusa la possibilità di votazioni a scrutinio segreto.

"Dopo un'approfondita ricerca da parte di Sispi - spiega a PalermoToday Paolo Petralia, assessore comunale con delega all'Innovazione - abbiamo trovato in un'unica piattaforma tutti gli strumenti che consentiranno ai consiglieri comunali di esprimere un voto segreto o palese, presentare atti, firmare emendamenti, submendamenti e verbali, ma che permetteranno anche agli uffici le trascrizioni. Sispi sta dando all'azienda che fornirà il software le indicazioni per apportare le necessarie modifiche. La consegna del programma è prevista questa settimana, forse domani o dopodomani".

Secondo l'assesore più giovane della Giunta Orlando, "il Comune di Palermo si colloca adesso in una posizione all'avanguardia in Italia: fino ad un mese fa non avevamo nemmeno le delibere dematerializzate, adesso abbiamo l'assistente virtuale e uno strumento innovativo per le sedute online del Consiglio. Abbiamo fatto un salto importante sul fronte dell'innovazione, in un momento d'emergenza come quello che stiamo vivendo a causa del Covid-19".

"L'emergenza Coronavirus - aggiunge il presidente del Consiglio Totò Orlando - ci ha imposto un'accelerazione: devo riconoscere sia a Sispi sia all'assessorato all'Innovazione grande impegno e professionalità. Nel Consiglio di domani non sono previste votazioni. Abbiamo sperimentato i sistemi informatici per le riunioni a distanza in commissione e nella capigruppo, adesso lo faremo anche in Consiglio. E' un percorso a tappe che va avanti. La prossima settimana sperimenteremo anche il sistema di votazione. Si tratta di una svolta epocale". 

Secondo Valentina Chinnici (Avanti Insieme), "le sedute online garantiranno maggiore trasparenza rispetto allo streaming, perché tutto sarà tracciato e tracciabile". A tal proposito, ai consiglieri è stata fatta sottoscrivere una richiesta di registrazione e certificazione della firma digitale in remoto. Tra i consiglieri però c'è chi vuole vedere il riscontro pratico e dice di non aver ricevuto sufficienti ragguagli. E' il caso di Ugo Forello (gruppo Oso): "Le modalità con le quali domani si svolgerà la seduta telematica - afferma - sono ancora del tutto ignote ai consiglieri, incluse eventuali votazioni a scrutinio segreto". A rassicurare tutti ci pensa sempre l'assessore Petralia: "Quello che faremo non può prescindere da una fase di formazione, che concorderemo con la presidenza del Consiglio comunale".

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Insomma, domani ci sarà la prima "prova del nove" per il Consiglio. Le sedute online sono ammesse anche per i Consigli circoscrizionali ma "in via eccezionale", come previsto da una circolare della Regione, "nelle more dell'adozione delle modifiche regolamentari che ne consentano lo svolgimento in videoconferenza, qualora la materia non sia già regolamentata". 

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