Consiglio, ok al prestito agevolato per pagare i fornitori: in arrivo anticipazione da 14,5 milioni

A erogarli sarà la Cassa depositi e prestiti, che applicherà un tasso d'interesse dello 0,6%. Con questi fondi si potranno pagare i debiti certi, liquidi ed esigibili. Le fatture verranno saldate entro 15 giorni dall'accredito nelle casse del Comune, previsto a fine marzo

Sala delle Lapidi

Il Comune riceverà dalla Cassa depositi e prestiti un'anticipazione di liquidità pari a 14,5 milioni di euro per pagare i creditori. A tanto ammontano i debiti certi, liquidi ed esigibili che, grazie a una norma inserita nella Finanziaria nazionale, potranno essere saldati beneficiando di un prestito con un tasso d'interesse vantaggioso: 0,6%.

Sala delle Lapidi ha approvato ieri (entro il tempo limite stabilito dalla Cdp, ovvero il 28 febbraio) la delibera che rende disponibile l'anticipazione di liquidità. Le somme, che verranno erogate entro marzo, consentiranno al Comune di accelerare il pagamento delle fatture in tempi celeri (entro 15 giorni dall'accreditamento) e di evitare la penale prevista in caso di mancata riduzione del cosiddetto debito commerciale. E cioè il raddoppio della quota di accantonamento (dal 5 al 10%) relativa alle spese sostenute per beni servizi e lavori pubblici (quantificate in 20 milioni).

Ecco perché ieri, dopo la relazione dell'assessore al Bilancio Gentile e del ragioniere generale Basile, l'Aula non ci ha pensato più di tanto a licenziare l'atto con un consenso trasversale. Non c'è stato infatti nessun contrario al termine della votazione, solo una manciata di astenuti. Oltre alla maggioranza, hanno votato sì anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle. 

Per la capogruppo dei pentastellati, Concetta Amella "con questa iniziativa voluta fortemente dal governo nazionale in Finanziaria si spera di poter dare un po' di respiro soprattutto alle aziende che erogano prestazioni e forniscono materiali per vari importanti servizi rivolti ad indispensabili attività urbane. Anche le società partecipate saranno agevolate dalle nuove disposizioni".

Adesso la parola passa agli uffici del Comune, che già a metà aprile potranno saldare le fatture in sospeso per quei debiti classificati come certi, liquidi ed esigibili.

Nell'elenco dei creditori figurano la Rap (che avanza 8 milioni), la Reset (1 milione), la Sispi (500 mila euro) e aziende private che hanno fornito beni e servizi: dai pedaggi autostradali ai ricambi gomme, passando per la fornitura di giornali. "Il Comune - spiega Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia - dovrà restitire questi 14,5 milioni di euro con un tasso d'interesse dello 0,6%, anziché il 2% praticato dal Tesoriere del Comune sulle anticipazioni di cassa: ciò consentirà un risparmio di oltre 450 mila euro".

Palazzo delle Aquile dovrà comunque restituire le somme alla Cassa depositi e prestiti entro il 31 dicembre 2019. "La filosofia della norma nazionale - sottolinea Toni Sala, capogruppo Palermo 2022 - non è tanto mettere il Comune nelle condizioni di onorare i propri debiti, ma di reintrodurre liquidità nel sistema delle imprese. Questi fondi, che si potrannno utilizzare anche per pagare i debiti fuori bilancio già riconosciuti, contribuiranno ad abbassare i tempi di pagamento ai fornitori che a Palermo superano i 90 giorni".

L'Aula ha approvato anche un ordine del giorno, proposto dal forzista Tantillo, con il quale si impegna il sindaco a utilizzare i dirigenti attualmente assegnati alle Circoscrizioni in altri settori, sostituendoli con posizioni organizzative ancora da nominare. "Lo ritengo un errore - dichiara Massimo Giaconia, consigliere di maggioranza del gruppo Palermo 2022 - soprattutto da parte della maggioranza, che ha votato favorevolmente l'ordine del giorno. Ancora una volta le circoscrizioni vengono mortificate dal Consiglio comunale, che a parole dice di essere pro decentramento ma nei fatti dimostra l’esatto contrario". 

"Inspiegabile - dice Marcello Susinno di Sinistra Comune - che quattro circoscrizioni godono di questo 'privilegio' rispetto ad altre quattro che hanno un unico Dirigente coordinatore; ne basterebbe comunque uno per coordinarle tutte. Il costo di un dirigente si aggira intorno a 80.000 euro l’anno ed è un 'lusso' che in questo momento l’Amministrazione non si può permettere. Il problema del personale si incrocia peraltro – continua Susinno - con le note vicende del Mef che mettono a repentaglio la possibilità per l’Amministrazione di poter ricorrere a nuove risorse umane esterne".

Nel pomeriggio di oggi è arrivato anche il commento del sindaco Orlando: "La delibera del Consiglio comunale che autorizza il ricorso alla anticipazione di liquidità per quasi 15 milioni di euro dalla Cassa depositi e prestiti è certamente una scelta utile per accelerare i tempi di pagamento nei confronti dei creditori e ridurre i costi finanziari per l'amministrazione. Allo stesso tempo i dati confermano il sostanziale stato di salute della capacità di pagamento del Comune: di fronte ad un massimo di anticipazione che avrebbe potuto essere di oltre 190 milioni, è stato necessario autorizzare soltanto 15 milioni. Non si può però tacere che questo provvedimento inserito nella finanziaria sembra quasi la classica 'pezza' che il legislatore ha voluto mettere nel contesto di una finanziaria che per tanti aspetti ha invece colpito, al limite dell'accanimento, gli enti locali, con tagli ai trasferimenti e con modifiche normative che hanno già reso e ancor di più renderanno difficile la gestione finanziaria e la garanzia dei servizi ai cittadini".

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