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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Piano delle opere pubbliche, a Sala delle Lapidi è scontro sul tram: "Va tolto dalla delibera"

Un emendamento già firmato da 12 consiglieri punta a eliminare le nuove linee dall'atto. Argiroffi (Oso): "Via tutto ciò che non può arrivare a impegno di spesa entro il 31 dicembre". Gelarda e Caronia (Lega): "Vogliono distruggere via Libertà". La replica di Catania: "Raccontano frottole, rischiamo di perdere 800 milioni"

L'accordo d'Aula è di arrivare al voto sul Piano triennale delle opere pubbliche entro giovedì, ma saranno giorni di fuoco con le opposizioni (ormai diventate maggioranza) che daranno battaglia sul progetto del tram. Tra gli emendamenti, infatti, ce n'è uno che punta a togliere tutte le nuove linee di tram dal Piano triennale 2020-2022 che si sta discutendo da mesi in COnsiglio: lo hanno già firmato 12 consiglieri (Argiroffi, Forello, Russo, Scarpinato, Gelarda, Caronia, Anello, Cancilla, Figuccia, Ferrandelli, Mattaliano e Canto). 

"Tutto ciò che non può arrivare a impegno di spesa entro il 31 dicembre 2021 - spiega Giulia Argiroffi (gruppo Oso) - verrà tolto dalla delibera non avendo motivo di rimanere all'interno della programmazione. Il tram compare ben sei volte, praticamente tutte le tratte, i parcheggi d'interscambio e le opere accessorie. Finanziamenti non se ne perderanno e il progetto non naufragherà. Abbiamo però l'esigenza di cristallizzare in questa delibera solo le opere pronte, una quindicina circa secondo l'elenco che ci forniranno gli uffici".

Argiroffi annuncia inoltre la presentazione di un ordine del giorno che prevede l'inserimento del tram nel Piano triennale 2021-2023 "ma senza la linea A (quella cioè di via Libertà, ndr)", aggiunge la consigliera, confermando che "non c'è un'ostilità verso l'opera ma verso ciò che è irrazionale da un punto di vista della pianificazione e della sostenibilità economico-finanziaria".  

Domani a mezzogiorno scade il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti. Sul tavolo del Consiglio arriverà un pacchetto di 400 modifiche alla delibera che, dice ancora Argiroffi, "verranno ritirati se passerà quello sul tram". Intanto monta la bagarre tra chi difende i binari del tram in via Libertà e chi invece li vorrebbe togliere dal progetto. Tra i più agguerriti anche i consiglieri leghisti Igor Gelarda e Marianna Caronia, che al termine della seduta odierna in cui è stato ascoltato il capo dell'area Tecnica (ingegnere Dario Di Gangi), affermano: "Non possiamo tollerare il fatto che pur di imporre il tram nel suo attuale e folle progetto che prevede di distruggere la via Libertà, questo sindaco e questo assessore alla Mobilità abbiano raccontato montagne di bugie. Oggi queste fandonie sono crollate in modo clamoroso". 

Per quanto riguarda delibera nel suo complesso, è convinzione di Gelarda e Caronia che "anche se il Piano triennale fosse stato approvato mesi fa non si sarebbero sbloccate né opere né appalti, perché mancano i progetti". "Questa è la verità - aggiungono - e sentir dire al capo dell'area Tecnica che non si ha nemmeno idea di quali siano i progetti del Piano pronti per andare in gara è a dir poco deprimente. Da mesi il sindaco e gli assessori, Giusto Catania in testa, non fanno che sbraitare su presunte responsabilità del Consiglio comunale, su danni milionari che la città subirebbe se non si approvasse il Piano fatto ad immagine e somiglianza del tram".  

Immediata la replica di Catania, secondo cui "la città rischia di sperperare 800 milioni di euro e i consiglieri che stanno raccontando frottole si assumeranno la responsabilità politica e morale di questo grave danno". L'assessore punta il dito contro il presidente Totò Orlando: "Le affermazioni fatte in Aula sono un concentrato di bugie e diffamazioni. Adesso è chiara la ragione per la quale il presidente del Consiglio continua ad ignorare la mia disponibilità a fornire all'aula tutte le informazioni relative alla progettazione del tram di Palermo. Evidentemente - conclude Catania - ci sono ragioni oscure per evitare il contraddittorio e per continuare a perpetuare la disinformazione su un'opera strategica per la città".

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