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Il Consiglio comunale approva il Piano opere pubbliche, sì al tram in via Libertà: "Ora la gara d'appalto"

Bocciato l'emendamento di Argiroffi e Forello (gruppo Oso), che puntava a bloccare la realizzazione della linea A, grazie all'uscita dall'Aula di pezzi dell'opposizione e all'astensione dei consiglieri di Fratelli d'Italia e Forza Italia. Orlando e Catania esultano: "Notizia fantastica per la città"

Il tram in via Libertà si farà. E con esso anche asili nido, impianti d’illuminazione pubblica in varie zone della città, la riforestazione della riserva di Monte Pellegrino, la riqualificazione della costa dell'Addaura e di Barcarello, la manutenzione stradale (dopo lo stralcio dal contratto di servizio con Rap). Lo prevede il Piano triennale delle opere pubbliche 2021-2023, approvato oggi dal Consiglio comunale.

La delibera è passata con 22 voti favorevoli (oltre alla maggioranza orlandiana ci sono anche quelli di Italia Viva), 7 astenuti e nessun contrario. Bocciato l'emendamento Argiroffi-Forello (gruppo Oso), che puntava a bloccare la realizzazione della linea A del tram, grazie all'uscita dall'Aula di alcuni esponenti dell'opposizione e all'astensione dei consiglieri di Fratelli d'Italia e Forza Italia. Questo il dato politico che emerge dalla votazione dell'emendamento, che si è conclusa con soli 8 sì, 4 astenuti (Russo, Scarpinato, Ferrara, Tantillo) e 13 contrari.  

Rispetto al piano triennale 2020-2022, dove la linea A del tram era stata stralciata, quindi le cose sono andate diversamente. Secondo Giulia Argiroffi, Ugo Forello, Fabrizio Ferrandelli, Cesare Mattaliano e Leonardo Canto, la "colpa" va ascritta ad alcuni "pezzi dell'opposizione": "Abbiamo constatato, con una enorme delusione politica, ma anche umana, che per motivi certamente lontani dall'interesse pubblico, si possono abbandonare battaglie e calpestare coerenza e consapevolezza: così i consiglieri di Fratelli di Italia e alcuni consiglieri di Italia Viva, Forza Italia e Lega che hanno abbandonato l'Aula o si sono astenuti al momento del voto sull'emendamento, portandolo alla bocciatura. Noi siamo orgogliosi del nostro percorso, fondato su ascolto e condivisione con la città e competenza, e della assoluta coerenza che lo contraddistingue che è la sola vera garanzia a cui questa città può votarsi".

"Palermo, martoriata da cantieri infiniti e spesso inutili, ed emergenze irrisolte - hanno aggiunto i cinque consiglieri ricandidati nella stessa lista (Azione e Più Europa) - ha primaria necessità di programmi e progetti seri, in grado di garantire fattibilità e sostenibilità, garanzie oggi totalmente assenti. Il sistema tram non ha alcuna garanzia progettuale, anzi. Ed oggi sono proprio le irrisolte criticità e le certezze di non sostenibilità, ad averci portato, in assoluta coerenza e trasparenza con le battaglie sostenute e le competenze acquisite, a proporre ancora, tramite emendamento, lo stralcio della sola tratta A dal Piano triennale delle opere pubbliche 2021-2023, mantenendo le altre linee, utili invece al completamento e funzionamento dell'esistente".

Di contro, in una nota congiunta, i consiglieri di Avanti Insieme, Movimento 5 Stelle, Pd e Sinistra Comune hanno espresso la loro soddisfazione: "L’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche, ripetutamente richiesta dai nostri gruppi consiliari, rappresenta un atto di giustizia per la nostra città. Finalmente infatti si potrà procedere con l’affidamento delle gare per il recupero e la realizzazione di numerose opere essenziali tra cui gli asili nido Galante, Mimosa, Domino, Brancaccio, il plesso Tommaselli, l’illuminazione pubblica in gran parte della città, la riforestazione della riserva di Monte Pellegrino, gli interventi nella piscina comunale, il baglio Mercadante allo Zen, il centro sociale allo Sperone e la riqualificazione della costa dell’Addaura e di Barcarello. L’esito favorevole della votazione conferma l’efficacia e la necessità della nostra battaglia dei mesi scorsi, culminata con l’occupazione dell’aula consiliare stessa".

"Anche l’approvazione delle linee A, B, e C del tram - hanno sottolineato - dimostra che la propaganda contro questa opera pubblica, fomentata con le più svariate argomentazioni populiste, era priva di fondamento. La maggior parte dei consiglieri comunali oggi ha finalmente compiuto un atto di responsabilità, evitando lo spreco di milioni di euro già stanziati e permettendo che anche Palermo completi il percorso di mobilità sostenibile già avviato. Tutta la città, dalle periferie al centro, sarà finalmente collegata e raggiungibile, come accade nelle altre metropoli europee". 

Esulta anche la Giunta con l'assessore alla Mobilità Giusto Catania, strenuo difensore del tram, e il sindaco Leoluca Orlando, che non ha risparmiato critiche al Consiglio. Per Catania si tratta di "una notizia fantastica per la città perché consente di impegnare milioni di euro in opere pubbliche. C'è pure una ciliegina sulla torta: è stato respinto l'emendamento che voleva bloccare la realizzazione del tram. Peccato per i ritardi accumulati in questi ultimi mesi, adesso gli uffici sono nelle condizioni di pubblicare il bando di gara. Una meravigliosa notizia per Palermo che finalmente potrà completare il suo sistema tramviario, migliorando la mobilità e la vivibilità della città".

Così il sindaco: "L'approvazione, purtroppo con grande e ingiustificato ritardo, del Piano triennale delle opere pubbliche senza alcun emendamento - questo conferma la pretestuosità delle opposizioni in questi mesi che hanno danneggiato l'economia della città - conferma la visione di città da parte dell'amministrazione comunale e la concreta prospettiva per il futuro di Palermo. Si tratta di oltre 500 milioni di opere già finanziate, già progettate e pronte per andare in gara per il 2021 - il totale nei tre anni ammonta a 4,6 miliardi di euro - destinate a cambiare ulteriormente il volto della città e a confermare un percorso di riqualificazione urbana dal più piccolo al più grande degli interventi: dagli asili nido nei quartieri Danisinni e Sperone alla realizzazione di altre linee di tram che interessano il centro città superando le distanze tra centro e periferia urbana, collegandosi alle quattro già in esercizio da cinque anni". 

Per Igor Gelarda, capogruppo di Lega-Prima l'Italia in Consiglio, "a decidere sul tram in via Libertà sarà il prossimo sindaco". "Come gruppo - prosegue - abbiamo votato a favore dell'emendamento che prevedeva l'eliminazione della linea A, perché la riteniamo inutile e dannosa. Successivamente ci siamo astenuti, ma siamo rimasti in Aula durante il voto sul piano triennale perché se non fosse stato approvato avremmo perso un altro anno per spendere soldi per importanti e urgenti lavori da fare in quattro scuole palermitane. E sarebbe stato uno scempio in una città già fortemente carente di strutture scolastiche decenti. Tutto il resto è fuffa".

"Per quanto riguarda il tram - puntualizza - non partirà nessun bando per il semplice motivo che l'amministrazione comunale non ha ancora i progetti validati. Motivo per cui sarà il prossimo sindaco, che verrà eletto tra meno di un mese, a stabilire se e come le linea del tram che aveva immaginato la precedente amministrazione comunale potranno essere realizzate. Quello di cantare vittoria dicendo che verrà realizzata una linea tram inutile e dannosa, come quella di via Roma-Libertà è l'estremo tentativo di farsi campagna elettorale da parte della premiata ditta Catania & c, che hanno fatto diventare Palermo la città più trafficata d'Italia".

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