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Martedì, 21 Maggio 2024
Politica

Ok del Consiglio al piano delle alienazioni, le opposizioni polemizzano: "Non coinvolte le circoscrizioni"

La delibera è stata votata dalla maggioranza con l'astensione dei gruppi di minoranza. L'assessore Mineo: "Per la prima volta dopo tanti anni un atto che valorizza realmente aree e immobili, dal forte contenuto politico, che apre a possibili partnership pubbliche e private"

Via libera del Consiglio al piano delle alineazioni 2023-2025. Si tratta di un atto propedeutico al bilancio di previsione, con il quale il Comune prova a fare cassa vedendo gli immobili o mettendoli a reddito. La delibera è stata votata questa mattina dalla maggioranza, con l'astensione dei gruppi d'opposizione, che hanno polemizzato per il mancato coinvolgimento delle circoscrizioni.  

Nell'elenco approvato da Sala delle Lapidi rientrano 2.626 alloggi popolari, 29 chioschi, 16 palazzi storici, 18 impianti sportivi, 4 scuole e 374 fra magazzini e depositi. Tra gli immobili figurano l'ex Chimica Arenella e il mattatoio. Il piano delle alienazioni prevede anche il trasferimento delle scenografie del Teatro Massimo in un magazzino confiscato alla mafia, in via Tranchina. Una mossa che consentirà di risparmiare l'affitto attualmente pagato, che ammonta a circa 342 mila euro. La riduzione dei fitti passivi in totale produrrà risparmi per oltre 400 mila euro.

Non rientrano più nel piano di alienazione palazzo Barone di via Lincoln, l'edificio San Basilio nell'omonima via e il palazzo delle ex Artigianelle in piazza Kalsa: tutti interessati da progetti di ristrutturazione. "Per la prima volta dopo tanti anni - dice l'assessore al Patrimonio Andrea Mineo - non si tratta della metà riproposizione di elenchi fine a se stessi, ma un vero piano delle alieanazioni che valorizza realmente aree e immobili. La delibera non è solo finalizzata al riequilibrio di bilancio ma è un atto dal contenuto politico che guarda alle esigenze e aspettative della cittadinanza, che ci apre varie strade per possibili partnership pubbliche e private". Mineo sottolinea anche "l'accoglimento di un emendamento presentato dalla minoranza, grazie all'opera di mediazione svolta nelle commissioni. Ringrazio il Consiglio comunale per la sensibilità e l’attenzione che ha dimostrato nei confronti di questo importante atto".

Con l'approvazione del piano delle alienazioni, il Comune potrà stringere accordi con Invimit (società di gestione risparmio controllata dal ministero dell'Economia): "Si apre così un ampio ventaglio di opportunità, ad esempio nell'ambito della gestione e delle manutenzioni, nel caso di un eventuale conferimento degli immobili nel fondo investimenti della Sgr", spiega Mineo.

"Abbiamo ritenuto opportuno far notare all'Aula che, ai sensi del predetto regolamento, il Consiglio comunale avrebbe dovuto o comunque potuto decidere di chiedere il parere alle circoscrizioni. Questa opportunità politica è stata negata dalla maggioranza, la quale ha deciso, nonostante le richieste in tal senso delle opposizioni, di procedere alla votazione dell'atto ancora una volta mortificando il ruolo delle circoscrizioni e dei consigli circoscrizionali". Così i dei gruppi Azione, Franco Miceli Sindaco, Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Progetto Palermo e il gruppo Misto.

"Come già avvenuto in altre circostanze - sottolineano le opposizioni - prendiamo atto che la linea politica di questa amministrazione e della maggioranza di centrodestra non va mai nel senso dell'ampliamento delle prerogative delle circoscrizioni e dell'attuazione del decentramento ma sempre nel senso inverso di una esclusione delle circoscrizione da quei ruoli, perlomeno consultivi, attribuitigli dal vigente regolamento sul decentramento". 

“Il Comune non pensi di vendere gli immobili solo per fare cassa. Il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni esitato oggi dal Consiglio desta non poche preoccupazioni, sulle quali abbiamo posto l’attenzione in aula. Molti degli immobili che si intende 'valorizzare' sono attualmente utilizzati a scopo abitativo. Si tratta di casi occupazioni molto risalenti, che insistono in edifici pubblici in disuso, spesso recuperati dagli stessi occupanti che sono persone nella maggior parte in attesa da decenni nelle graduatorie in attesa di una casa. Su questo abbiamo chiesto certezze e su tutto vigileremo con attenzione. Se sono chiare le esigenze di bilancio di un Comune in procedura di riequilibrio, non è accettabile che anche nella gestione del patrimonio non trovino spazio le esigenze sociali di una città che ha invece necessità di investire su servizi e strutture di prossimità". Lo dichiarano i consiglieri e le consigliere comunali di Progetto Palermo, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Azione e Gruppo Misto.

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