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Ok al rendiconto 2016: evasione alle stelle, tassa di soggiorno in caduta libera

Il Consiglio comunale evita il commissariamento: più ombre che luci nel documento finanziario. Si chiude con un pareggio di bilancio, ma sono numerose le criticità. Dai debiti fuori bilancio al mancato introito della Tari

Turisti a Palazzo delle Aquile

Il Consiglio comunale dà il via libera al bilancio consuntivo 2016, evitando lo scioglimento. Non che il commissario ad acta inviato dalla Regione fosse uno spauracchio: i tempi per approvare il rendiconto prima che scattasse l'azione sanzionatoria erano larghi e la maggioranza ce l'ha fatta: 21 i voti favorevoli, 12 quelli contrari. 

Sostanzialmente, il Comune chiude con un pareggio di bilancio. Ma sono più le ombre che le luci nel documento finanziario esitato da Sala delle Lapidi. A partire dai debiti fuori bilancio, ben 33 milioni, fino ad arrivare al flop della tassa di soggiorno: soltanto 1,6 milioni rispetto ai 2,2 milioni incassati nel 2015. Il motivo? Malgrado il boom del turismo, c'è un sommerso dilagante. In cima al cahiers de doléances l'evasione da record della Tari, con il 67% delle aziende che non paga la tassa sui rifiuti.

"Il concuntivo 2016 - afferma il capogruppo Giusto Catania - mostra che i conti del Comune di Palermo sono in equilibrio malgrado le criticità connesse alla costante diminuzione dei trasferimenti regionali e nazionali che ha determinato, negli ultimi anni, ritardi nella predisposizione dei bilanci di tutti i Comuni della Sicilia. Il rendiconto consegna un quadro finanziario in cui emerge la necessità di intervenire sull'evasione fiscale - continua Catania - il fatto che il 67% delle aziende palermitane non paghi la tassa sui rifiuti è una ferita per tutta la città. Sinistra Comune sosterrà tutte le iniziative della Giunta che andranno nella direzione di recuperare questa vergognosa situazione al fine di consentire di far pagare tutti e far pagare di meno a tutti".

Su posizioni opposte il gruppo del Movimento Cinque Stelle, che parla di "gestione fallimentare finanziaria ed economica". "Si riscontrano e si ripetono alcune anomalie, peraltro già rilevate dalla Corte dei Conti, come l’utilizzo di cassa vincolata e non reintegrata; la bassissima capacità di riscossione delle entrate; il disallineamento con le Partecipate; la discutibile congruità della quota accantonata sull'apposito fondo, in considerazione dei contenziosi con la curatela Amia. Il risultato di esercizio del 2016 è nevativo: -187 milioni di euro. Nel 2015 si era registrata una perdita di 28 milioni di euro". Quindi l'affondo: "Questo rendiconto - aggiungono i pentastellati - va censurato poiché dimostra l’incapacità del Comune di rispettare le scadenze. Nello specifico, il rendiconto avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile 2017 e invece viene confermata la media dei ritardi degli ultimi 5 anni".

La maggioranza però si ritiene soddisfatta: "Abbiamo pagato lo scotto della campagna elettorale, che ha allungato i tempi. Abbiamo comunque raggiunto un risultato positivo che mette a tacere i malumori". Così Francesco Bertolino, capogruppo di Palermo 2022, che spiega: "L'approvazione dell'atto rappresenta un buon viatico in vista del bilancio di previsione 2017, che di fatto è un altro consuntivo. Siamo fiduciosi - anche per il giudizio positivo espresso da tutti sull'assessore Gentile - che si possano superare le criticità. E soprattutto che la Giunta porti in Aula il nuovo bilancio nei primi mesi del 2018".

A tal proposito Giulio Tantillo, vicepresidente del Consiglio, è convinto che "serva una programmazione delle entrate. Il rendiconto - aggiunge - dimostra che le potenzialità per incassare di più ci sono. Con la tassa di soggiorno potremmo arrivare anche a 3 milioni. Dal condono il Comune introita 1,5 milioni. Con 60mila pratiche di sanatoria in giacenza, le proiezioni ci dicono che potremmo arrivare anche a 4-5 milioni. E che dire del piano per la pubblicità, fermo come tariffe al 2000: si tratta di un'altra fonte d'incassi". 

Puntano il dito contro la mancata riscossione dei tributi, Fabrizio Ferrandelli e Cesare Mattaliano: "Ci troviamo davanti a un’amministrazione che non ha attivato alcuna iniziativa contro l'evasione. Nel dettaglio - proseguono i due esponenti del movimento dei Coraggiosi - su 55milioni di euro, il Comune riesce a recuperare poco più di un milione, ovvero solo il 3,37%. Abbiamo inoltre una gravissima perdita di esercizio per i costi di gestione, ad esempio, degli impianti sportivi il cui introito ammonta a 570mila euro a fronte di circa 5 milioni di uscite. Molte strutture funzionano a singhiozzo, manca l’agibilità e quindi non possono neanche essere utilizzate per eventi e manifestazioni. Stesso discorso per gli spazi espositivi e i musei da cui il Comune incassa 228mila euro, ma ne spende quasi 6 milioni".

"Infine - concludono Ferrandelli e Mattaliano - la polizia municipale emette sanzioni amministrative per un valore di circa 81milioni ma ne vengono effettivamente incassati solo il 18%, appena  . Il quadro descritto durante la campagna elettorale purtroppo non soltanto è vero, ma per certo versi ancora più preoccupante".

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