Consiglio in fibrillazione per le commissioni: al via la "partita", occhi puntati sull'Urbanistica

I numeri non consentono agli orlandiani di avere la maggioranza in tutti e 7 gli organismi. Trattative in corso con le minoranze per raggiungere un accordo e blindare le presidenze. Il "caso Argiroffi", i possibili "movimenti" e le poltrone che scottano. Ecco cosa bolle in pentola

Palazzo delle Aquile

Riconquistare la maggioranza in commissione Urbanistica per blindare la presidenza che sino allo scorso mese di febbraio era in mano a Giovanni Lo Cascio, esponente del Pd finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo mazzette all’Edilizia privata e poi dimessosi dalla carica di consigliere.

E’ questo uno degli obiettivi degli orlandiani che - nella “partita” sul rimpasto delle commissioni consiliari - puntano anche a non perdere le presidenze già conquistate, trovando magari una sponda nella minoranza in cambio di qualche concessione.

I numeri e i rapporti di forza

Urbanistica e Bilancio sono le commissioni più numerose - 7 consiglieri ciascuno (le altre ne hanno 5) - ed è attorno ad esse che a Sala delle Lapidi si stanno verificando le fibrillazioni maggiori. Rispetto all’inizio della consiliatura, la maggioranza può contare su 20 pedine (anziché 24); l’opposizione su 19 (invece di 16). Il presidente del Consiglio Totò Orlando, da regolamento, non fa parte di nessun organismo. Sempre da regolamento, le commissioni (deputate a istruire le delibere prima che approdino in Aula) sono possibilmente composte in proporzione ai vari gruppi consiliari di maggioranza e opposizione. Solo che adesso, a metà del quinquennio amministrativo, gli orlandiani hanno i numeri per avere la maggioranza al massimo in 5 organismi su 7. Gli assetti e i rapporti di forza sono mutati pure nelle compagini d’opposizione: il M5S ha perso due “pezzi” (Ugo Forello e Giulia Argiroffi, che hanno costituito il gruppo Oso); mentre la Lega, inesistente a inizio consiliatura, ora ha 4 componenti e assieme a Forza Italia è il gruppo più numeroso delle minoranze. Insomma, maggioranza e opposizione devono fare i conti con i numeri e allo stesso tempo trattare. 

Occhi puntati sull’Urbanistica

La “partita” è appena iniziata e già si preannuncia complicata. Alla matematica, infatti, si sommano questioni di opportunità politica che stanno creando non poche frizioni tra gli schieramenti del Consiglio impegnati nelle trattative. Ognuno ha i suoi obiettivi e farà di tutto per non “cedere” troppo agli avversari. La priorità per la maggioranza, come dicevamo, è la commissione Urbanistica.

Con il rimpasto, gli orlandiani - rimasti con due uomini (Gentile e Melluso) - vorrebbero ritornare in maggioranza. In entrata, tra gli altri, si fa il nome di Toni Sala. Il consigliere di Avanti Insieme sarebbe anche uno dei papabili per la presidenza. La capogruppo di Avanti Insieme, Valentina Chinnici, nelle riunioni sin qui svolte ha messo sul piatto della bilancia "il maggiore peso del civismo (sei consiglieri, ndr)" e il fatto che il gruppo di diretta emanazione del sindaco Orlando in Giunta non abbia nessun assessore. Italia Viva invece potrebbe caldeggiare l'ingresso di Carlo Di Pisa; Sinistra Comune dovrebbe confermare Fausto Melluso. In bilico Milena Gentile, subentrata a Lo Cascio.

Per quanto riguarda l’opposizione, in 5 hanno chiesto un posto: si tratta di Lega, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Fratelli d'Italia, Oso. I posti disponibili però, con gli orlandiani in maggioranza, sarebbero solo 3. Marianna Caronia (Lega) - presidente facente funzioni in sostituzione di Lo Cascio - potrebbe rimanere. Idem Fabrizio Ferrara, sia perché Forza Italia al pari della Lega è il gruppo d’opposizione più numeroso sia perché il capogruppo degli azzurri Giulio Tantillo (lambito dall’inchiesta “Giano Bifronte”), oggi all’Urbanistica, ha più volte manifestato l’intenzione di passare ad altra commissione. I pentastellati si sono fatti avanti con Antonino Randazzo. Mimmo Russo (Fdi) avrebbe puntato i piedi per rimanere. Il suo gruppo però, se si dovesse seguire il criterio proporzionale (il cosiddetto metodo D'Hondt), sarebbe fuori. Così come Giulia Argiroffi del gruppo Oso, eletta a inizio consiliatura in quota grillini.  

Il “caso Argiroffi”

Il vero caso è proprio quello della Argiroffi, strenua oppositrice dei programmi costruttivi finiti al centro dell’inchiesta che ha portato all’arresto dei consiglieri Lo Cascio e Terrani e dei burocrati comunali Li Castri e Seminerio. Argiroffi, ex M5S, teme di essere fatta fuori. “Stanno per rimuovermi dalla Seconda commissione, quella investita dalla valanga delle indagini della magistratura per corruzione. Ho messo la mia professionalità al servizio del Consiglio svelando presunti imbrogli e danni per la nostra comunità, martoriata da quel ‘sacco’ che volevano farci credere appartenesse al passato e invece è vivo più che mai” ha scritto su Facebook, postando a corredo una sua foto imbavagliata.

Parole che conferma a PalermoToday, rincarando la dose: “Ritengo molto poco opportuno che, oltre a non aver preso una posizione politica sullo scandalo corruzione, la maggioranza voglia approfittare di questa situazione per recuperare i numeri in commissione”. Ce n’è anche per l’opposizione e in particolare per il suo ex partito, il M5S: “Ha dimostrato di non credere in nessuna delle mie battaglie sull’urbanistica e sui lavori pubblici. Anzi le ha boicottate: quando si è votato sui programmi costruttivi hanno lasciato l’Aula; sul tram sono stati silenti salvo poi fare un’interpellanza parlamentare tramite il deputato Adriano Varrica con i documenti da me raccolti; sul centro Padre nostro avevo detto che non era opportuno sostenere un progetto firmato da Seminerio e invece lo hanno sponsorizzato a livello ministeriale con successiva passerella del presidente della commissione Antimafia Nicola Morra”.

E’ un fiume in piena Giulia Argiroffi, che riferisce anche “dei continui rinvii del segretario generale sull’elezione del nuovo presidente della commissione Urbanistica, dettati a suo dire dalla necessità di trovare un sistema che garantisca la validità della votazione da remoto. Non voglio pensare male, ma sono stati rieletti tutti i presidenti delle commissioni tranne quelli dell’Urbanistica e del Bilancio. E cioè le due commissioni che più interessano alla maggioranza”. La consigliera del gruppo Oso rimarca nei suoi confronti “l’ostracismo di Sinistra Comune, il cui obiettivo è eliminarmi”; mentre sul M5S aggiunge: “Al di là dell’espulsione, perché prima mi ha scelta per la commissione Urbanistica e ora ha cambiato idea?”.

Risponde Antonino Randazzo, capogruppo dei pentastellati: “Non c’è nessun dualismo con la Argiroffi, la nostra non è una scelta che nasce in sua contrapposizione. Il gruppo consiliare assieme al partito, visto il peso politico a Sala delle Lapidi, ha deciso a livello collegiale di chiedere un posto nelle due commissioni più importanti: Bilancio e Urbanistica. Abbiamo optato per il momento su quest’ultima perché, in un ragionamento fatto con le minoranze, Forza Italia ha un doppione e si libererebbe un posto. Tuttavia se tutti i gruppi di opposizione dovessero fare un passo indietro, possiamo valutare altre soluzioni. Se un consigliere del M5S dovesse trovarsi in commissione Urbanistica assieme a Giulia Argiroffi non avrebbe nessun problema a condividere le battaglie sul tram, su cui vogliamo vederci chiaro come dimostrano gli atti ispettivi da noi promossi, sia sulla pulizia da fare in settori cruciali per il Comune come l’Edilizia privata. L’inchiesta ‘Giano Brifronte’ ha fatto emergere pesanti responsabilità e la maggioranza deve risponderne politicamente. Oggi la priorità è il Coronavirus, la vicenda però è solo rimandata. Con Oso non c’è adesso nessun problema”.

Sinistra Comune, tirata in ballo dalla Argiroffi, interviene con il consigliere Marcello Susinno: “La composizione delle commissioni è fatta proporzionalmente tra maggioranza e opposizione. Il caso Argiroffi non è legato alle scelte della maggioranza ma solo ed esclusivamente a quelle della minoranza”.

Metodo proporzionale o accordo politico?

L'altro consigliere di Oso, Ugo Forello, ha chiesto una riconferma per sé e per la Argiroffi mettendo sul tavolo delle trattative il lavoro sin qui svolto nelle rispettive commissioni: “Abbiamo dimostrato competenza andando al di là delle fazioni, lavorando sempre in un’ottica di confronto trasparente. In un momento così delicato, come quello che stiamo attraversando a causa dell'emergenza Covid-19, è ancor di più opportuno creare un clima di collaborazione tra forze di maggioranza e minoranza per tutelare interessi della città e dei cittadini”. Forello punta ad un accordo politico, perché sa bene che se si dovesse applicare il metodo D'Hondt il suo gruppo sarebbe chiamato a scegliere tra gli ultimi. Col risultato che tanto lui quanto la collega Argiroffi rimarrebbero fuori dalla commissione Bilancio e dall’Urbanistica.

Quella dell’accordo politico, agganciando qualche gruppo di minoranza, è anche la strada tracciata dal presidente del Consiglio Totò Orlando. L’obiettivo dei gruppi di maggioranza è confermare le presidenze ed avere posizione dominante nelle commissioni ritenute più importanti. Ciò comporta, numeri alla mano, qualche rinuncia. Ad essere sacrificate potrebbero essere la Quarta commissione (Attività sociali), la Sesta (Attività produttive) o la Settima (Affari generali). L’opposizione, dal canto suo, spinge per avaere 4 componenti in una delle due commissioni maggiori (Bilancio e Urbanistica), in cambio di un appoggio alla maggioranza per l’elezione di tutti i presidenti. Proposta rispedita al mittente.

I possibili “movimenti”: inizia il valzer

Il puzzle è dunque ancora tutto da comporre e i “movimenti” allo stato sono solo ipotesi che si possono concretizzare se tutte le tessere dovessero andare al posto giusto. Il valzer è comunque iniziato. Partiamo dalle minoranze: Tantillo, in uscita dall’Urbanistica, potrebbe andare al Bilancio. Anche Igor Gelarda potrebbe finire al Bilancio, con Alessandro Anello che resterebbe alle Attività produttive (al momento entrambi i leghisti sono in quest’ultima commissione). Randazzo (M5S) libererebbe un posto in Quarta commissione.

Nella maggioranza, Italia Viva potrebbe dirottare Carlo Di Pisa all’Urbanistica, confermare Francesco Bertolino alla presidenza della commissione Cultura e Dario Chinnici tra i componenti del Bilancio. Avanti Insieme, come detto, sta lavorando per Toni Sala all’Urbanistica e mantenere Paolo Caracausi al comando della commissione Partecipate. Sicilia Futura per Italia Viva potrebbe rinunciare a scegliere, mantenendo in cambio la presidenza di Quarta e Sesta (con Inzerillo e Zacco che però potrebbero andare in minoranza). In Sinistra Comune, Susinno non si vuole muovere dalla Settima, così come Katia Orlando dalla Quarta. Per Melluso è concreta l'ipotesi di rimanere alla Seconda. Sinistra Comune vorrebbe riconfermare Barbara Evola alla presidenza della commissione Bilancio. Commissione in cui si segnala - come nota a margine - il ruolo di segretaria ricoperto da Loredana Velardi, moglie dell’architetto Li Castri.

Catania, Orlando e la poltrona che scotta

Il movimento capeggiato da Giusto Catania ha un certo interesse anche al nuovo assetto della Seconda commissione, essendo quest’ultima competente su temi che toccano le deleghe dell’assessore Catania: dall’Urbanistica alla Mobilità. Catania ha fatto delle nuove linee di tram un vessillo da portare avanti e vorrebbe una commissione blindata pro-maggioranza. Quella dell’Urbanistica è una poltrona che scotta dopo lo scandalo mazzette all’Edilizia privata, che ha scoperchiato la “cricca” (la definizione è del pentito Bisconti) di cui facevano parte anche i burocrati Seminerio e Li Castri.

Per Catania, però “gli arresti che hanno riguardato vicende amministrative ed atti deliberativi nulla hanno a che fare con il tram”. E ciò pur essendo stato Li Castri il presidente della commissione del concorso di progettazione del tram. “E’ l’unico elemento di contatto su cui si costruisce l’assunto della presunta irregolarità” ha scritto l’assessore alla Mobilità in una lettera che doveva fugare le ombre sulle procedure amministrative seguite ma è stata messa di lato, così come la videoconferenza stampa annunciata, annullata e mai più riconvocata.

In generale, è comunque tutta la coalizione di maggioranza (quindi non solo Sinistra Comune) - con il sindaco Orlando in primis - ad avere l’interesse di governare un settore come l’Urbanistica, cruciale nei programmi futuri dell’amministrazione comunale. Fondamentale quindi sarà avere la maggioranza in commissione, dove si discuterà di tram ma anche di Prg e Ppe. Ed è sempre all’Urbanistica che, dopo l’inchiesta “Giano Bifronte”, è alta la soglia d’attenzione nei confronti della burocrazia. Tanto che, per evitare commistioni con la politica, si era deciso una sorta di distanziamento sociale tra tecnici e consiglieri comunali con un trasferimento in altra sede. Il problema ora non si pone perché le attività della commissione si svolgono da remoto, in videoconferenza davanti a un pc.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

E, con l’emergenza Coronavirus, sembra passato in secondo piano anche lo scandalo mazzette. Il che ha tolto più d’un imbarazzo politico a Orlando. Il sindaco, ricordiamolo, ha sacrificato la nomina in Giunta di Emilio Arcuri (tirato in ballo dagli arrestati) per far posto a Vincenzo Di Dio, presidente dell’Ordine degli Ingegneri. Il nuovo assessore non ha ancora lasciato il segno (ad oggi non si conoscono sue iniziative), ma via Ausonia è tornata recentemente alla ribalta della cronaca per l’irrituale trasloco proprio della commissione Urbanistica. Postazione dove le poltrone continuano a scottare.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La corsa in ospedale e la disperazione, bambino di 3 mesi muore al Di Cristina

  • Maltempo in arrivo: temporali e rischio grandine, scatta l'allerta meteo

  • In Sicilia nuova ordinanza anti Covid: ingressi limitati nei locali, più controlli e stretta sui migranti

  • Coronavirus, in Sicilia accertati altri 29 nuovi positivi: tre a Palermo

  • Suicidio in via Guido Cavalcanti, commerciante di 62 anni si toglie la vita

  • "Ho ucciso io quella donna cinque anni fa: le ho stretto una corda al collo per sei minuti"

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PalermoToday è in caricamento