Sala delle Lapidi, le opposizioni firmano compatte: depositata la mozione di sfiducia a Orlando

I 19 componenti dei gruppi di minoranza hanno sottoscritto ufficialmente l'atto contro il Professore: "Il sindaco ha disatteso le aspettative della città, crisi politica evidente". Per approvare la mozione serviranno 24 voti favorevoli in Consiglio

Leoluca Orlando

L'opposizione in Consiglio comunale ha depositato ufficialmente la mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando. A firmarla tutti e 19 i consiglieri dei gruppi di minoranza. Un passo atteso da parecchi mesi, che però è stato rinviato a causa dell'emergenza Coronavirus. Nei mesi del lockdown si è preferito, per senso di responsabilità, rinviare la sfiducia al primo cittadino. Finito adesso con un atto concreto nel mirino delle opposizioni, che compatte hanno lanciato il guanto di sfida al Professore.

Lo hanno fatto ripercorrendo, nel documento già protocollato dalla presidenza del Consiglio comunale, sia le motivazioni di carattere amministrativo sia quelle politiche. "E' opportuno fare un bilancio puntuale, preciso e obiettivo dell'attività politico-amministrativa del sindaco e dei suoi tanti assessori che si sono avvicendati nel tempo, al fine di dimostrare come l'amministrazione Orlando abbia sostanzialmente disatteso le grandi aspettative della città e le promesse della campagna elettorale, con un evidente arretramento in tutti i settori; questo arretramento ha causato una grave sfiducia dei cittadini nei suoi confronti".

Così si legge nella mozione di sfiducia firmata dai consiglieri Concetta Amella, Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo (M5S); Alessandro Anello, Igor Gelarda, Elio Ficarra (Lega); Roberta Cancilla, Fabrizio Ferrara, Andrea Mineo, Giulio Tantillo (Forza Italia); Ugo Forello e Giulia Argiroffi (Io Oso); Mimmo Russo e Francesco Paolo Scarpinato (Fratelli d'Italia); Fabrizio Ferrandelli (+Europa); Cesare Mattaliano (I Coraggiosi); Sabrina Figuccia (Udc), Claudio Volante (Diventerà Bellissima), Marianna Caronia (Misto).

Il cahier de doléances è lungo: dall'alluvione del 15 luglio scorso ai "fenomeni corruttivi", emersi dall’inchiesta Giano Bifronte sulle presunte mazzette legati ad alcuni piani costruttivi, l’emergenza cimiteri, la gestione dei rifiuti, la Ztl e la mobilità in generale, la situazione finanziaria del Comune, la programmazione urbanistica e l’organizzazione del personale. E ancora: l’emergenza abitativa, l’illuminazione pubblica, il piano di rilancio dell’Amat e l’edilizia scolastica.

"A metà mandato - è la stoccata contenuta nella mozione di sfiducia - assistiamo quotidianamente ad una situazione di grave instabilità, a una evidente crisi politica rappresentata plasticamente dalla difficoltà del Sindaco Leoluca Orlando a mantenere compatto ciò che resta della maggioranza, disgregata da continui dissidi interni o con singoli esponenti della sua Giunta, su alcune vicende fondamentali per Palermo. Tra queste spiccano la Ztl e le pedonalizzazioni legate al superamento dell'emergenza Covid, vicende che hanno registrato voti del Consiglio comunale, anche se adottati a maggioranza, che hanno pesantemente censurato l'operato di una parte della Giunta comunale; provvedimenti votati anche da parte di alcune forze politiche di maggioranza. Analoga crisi politica è espressa dalle vicende dell'esecutivo e testimoniata da ben 8 avvicendamenti in quasi 30 mesi. Il quadro si è fatto via via sempre più grave e lacerante con le dimissioni a luglio 2020 dell'assessore alla Cultura e successivamente dell'assessore al Bilancio e alla Gestione Cimiteriale; posto rimasto ad oggi vacante".

Adesso la parola spetta alla Sala delle Lapidi, dove per approvare la mozione serviranno 24 voti favorevoli: il 60% dei 40 consiglieri che compongono il Consiglio comunale. L'atto dovrà essere calendarizzato non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. L'opposizione attende la reazione della maggioranza, a partire da Italia Viva: il gruppo che più di tutti ha contestato alcune scelte dell'amministrazione Orlando, pur essendo presente in Giunta. Senza ulteriori 5 voti la mozione di sfiducia rimarrà solo un atto politico, con il risultato di rafforzare (in caso di mancata approvazione) la posizione del sindaco fino al termine della consiliatura.

"Nell’aria aleggia la protesta dei cittadini - afferma Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia - compito dei consiglieri è quello di registrare il malcontento e trasferirlo in Aula. Non è possibile non ascoltare il grido di dolore dei familiari dei defunti che non riescono ad avere una dignitosa sepoltura. Non è possibile vedere la città avviarsi ad un lento ma costante degrado basti girarsi intorno per vedere marciapiedi e strade piene di buche e decorate dai rifiuti.per non parlare dello spazzamento e della potatura. Non è possibile svegliarsi e trovarsi le strade sotto casa pedonalizzate o ristrette per far posto alle piste ciclabili, mentre il Pgtu non viene aggiornato. L'Amat non riesce a decollare: non si comprende che serve un nuovo contratto di servizio per mettere in sicurezza i conti dell’azienda. Le assunzioni ritardano e gli autobus rischiano di rimanere senza autisti. Gli imprenditori soffrono, l’economia è ferma la ripresa economica sembra un miraggio. Occorre una nuova stagione da far vivere ai nostri cittadini stanchi ma non rassegnati".

"Perché la mozione venga approvata ci vogliono infatti i voti di almeno 24 consiglieri. Servono 5 voti in più per mandare a casa il sindaco Orlando" dice Igor Gelarda, capogruppo della Lega, che fa "appello anche oggi ai consiglieri di maggioranza che amano questa città e che non possono ignorare che ormai Palermo è allo sfascio. Chi non voterà questa mozione non avrà più scuse, davanti agli occhi dei palermitani, che non vedono l'ora che il sindaco Orlando vada via. Non avrà più scuse dinanzi alle 450 bare ancora messe a deposito ai Rotoli, rispetto ad una gestione rifiuti assolutamente inefficiente ed una città sporca, rispetto al fatto che non esiste un vero piano sul traffico e sulla mobilità urbana e, solo per citarne qualcuno ,il disastro in cui versano le strade della città o il fatto che siamo in fondo a tutte le classifiche sulla qualità della vita. Mi appello a tutti in generale, ma in particolare ai colleghi di Italia Viva che, nel recente passato, hanno dimostrato di avere una coscienza critica nei confronti dell'operato del sindaco Orlando e della sua Giunta. Cinque voti in più per evitare che il disastro di questa amministrazione Orlando continui per altri due anni".

Antonino Randazzo del M5S ribadisce le "tante le questioni irrisolte: dai cimiteri, ai rifiuti, dalla cattiva manutenzione di strade ed impianti sportivi e del verde alla mancanza di vera visione ambientale e del centro storico di Palermo e l’assenza di interventi per riqualificare le periferie. Non possiamo attendere il 2022, Palermo merita di voltare pagina".

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Sulla stessa scia Fabrizio Ferrandelli (+Europa), che aggiunge: "Con la firma e il deposito della mozione di sfiducia al sindaco, i 19 consiglieri di opposizione offrono all'intero Consiglio comunale l'opportunità di voltare pagina e ridare la parola ai palermitani. Quest'ultima esperienza amministrativa è un capitolo da chiudere quanto prima nell'interesse dei nostri concittadini. Non è una affermazione di parte né un attacco politico indiscriminato, ma la constatazione oggettiva di ciò che non funziona in città e di una governance non attiva nella risoluzione dei punti che abbiamo schiettamente enumerato nel testo della mozione che proponiamo al Consiglio. L'opposizione ha fatto la sua parte, ribadiremo con il voto la volontà di concludere questa consiliatura - conclude Ferrandelli - ma la più grande responsabilità investe gli altri consiglieri di maggioranza. Faccio appello alla loro onestà intellettuale, all'attaccamento al bene comune e alla capacità di osservazione critica, chiedendogli con lealtà e schiettezza di riflettere e di darsi e dare un'altra opportunità a Palermo. Non gli chiediamo né di rinnegare nè di ripudiare niente e nessuno ma di andare avanti in sintonia con la città e con le sue esigenze". 

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