Mozione di sfiducia al sindaco, il M5S torna alla carica: "Orlando e la sua corte vadano via"

Finora solo 7 consiglieri comunali su 40 hanno firmato l'atto, i pentastellati si rivolgono al resto dell'Aula: "L'eclatante schiaffo morale della maggioranza su Ztl e navette notturne azzerate dovrebbe far riflettere i colleghi a Sala delle Lapidi"

Il Movimento 5 Stelle torna alla carica con la mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando. Al momento l'atto, proposto lo scorso 26 novemre, ha incassto 7 firme su un totale di 40 consiglieri consiglieri. Il documento è stato firmato anche da Sabrina Figuccia (Udc), Mimmo Russo (Fdi), Igor Gelarda (Lega) e Giulia Argiroffi (Misto). Il gruppo dei pentastellati chiede l'aiuto del resto di Sala delle Lapidi, per raggiungere le 16 sottoscrizioni necessarie per la presentazione della mozione di sfiducia (per l'approvazione servono 27 voti). Concetta Amella, Viviana Lo Monaco e Antonino Randazzo parlano di "atto di responsabilità verso Palermo e suoi cittadini".

"L'eclatante schiaffo morale che la sua stessa maggioranza ha rivolto ieri al sindaco e all’assessore Catania su provvedimenti da loro promossi e difesi, come la Ztl e le navette notturne azzerate, - aggiungono i tre consiglieri grillini - dovrebbe far riflettere i colleghi a Sala delle Lapidi. Un capitolo a parte merita il papocchio Reset, per via delle modifiche statutarie richieste dall'Anac e ancora non approdata in Aula. A ciò va sommata l'incapacità di usare le risorse stanziate dallo Stato, con il rischio di perdere così 300 milioni di euro e in conseguenza il probabile addio al faraonico progetto del tram. In ultimo, la scelta irresponsabile di utilizzare il poco denaro della casse comunali per gli spettacoli di capodanno e per finanziare due squadre sportive, piuttosto che per fronteggiare l'emergenza topi in molte scuole".

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"Sembra quasi di essere tornati nell'antica Roma del 'panem et circenses' - concludono -. La città è alle prese anche con il caos delle discariche e la raccolta differenziata mai completata in tutti i quartieri; l'emergenza nei cimiteri con il forno crematorio obsoleto e le carenza di sepolture; il verde pubblico negato, come il parco Cassarà chiuso da 5 anni, nonostante le vane promesse. I palermitani sono esasperati e desiderano che Orlando e la sua corte abbandonino subito le stanze del potere".

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