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Consiglio comunale, salta la seduta: ancora una "fumata nera" sulle commissioni

La contesa tra Democratici e popolari e il gruppo del Pd paralizza Sala delle Lapidi. Chinnici: "Lo scontro non è con noi, ma tra Scarpinato e l'intera coalizione di maggioranza". Scarpinato: "Serve giusta rappresentatività". Le opposizioni: "Modello Palermo? Cinismo politico"

Da sinistra: Cesare Mattaliano, Alessandro Anello, Fabrizio Ferrandelli e Giulio Tantillo

Altra "fumata nera". E siamo a due. La maggioranza non trova la quadra sulle commissioni consiliari e diserta l'Aula. Salta così la seduta: un flop che segue quello di ieri e fa montare un vero e proprio caso politico interno alla maggioranza. L'alfaniano Francesco Paolo Scarpinato (Democratici e popolari) reclama la presidenza di una commissione, a scapito del gruppo del Pd. Che però non intende mollare uno dei due candidati designati (Lo Cascio e Arcoleo). Uno scontro che impedisce al Consiglio comunale di mettersi in moto: senza le commissioni infatti le delibere non possono approdare in Aula. 

Il capogruppo del Pd, Dario Chinnici, tiene a precisare che "lo scontro non è tra Scarpinato e il nostro partito, ma tra Scarpinato e l'intera coalizione di maggioranza". Perché, aggiunge, "si deve trovare una quadra che vada bene a tutte le aree della maggioranza". Quindi Chinnici svela un retroscena: "Quando il sindaco Orlando si è incontrato col mio partito, l'accordo è stato chiuso su due commissioni". Dice la sua anche Scarpinato: "Il tema è politico, serve il giusto bilanciamento tra i partiti e una giusta rappresentatività in Consiglio. Non è corretto che Alternativa popolare rimanga fuori dalle commissioni. Dico con umiltà che abbiamo diritto ad avere il nostro spazio, anche perché sono stato all'interno della maggioranza il più votato".

Le crepe tra gli orlandiani mandano a nozze le opposizioni. In una nota congiunta Fabrizio Ferrandelli, Giulio Tantillo, Alessandro Anello e Cesare Mattaliano lanciano fendenti al "modello Palermo": "Altro che civismo politico - affermano - siamo di fronte al 'cinismo politico'. La fame di poltrone dei partiti che hanno sostenuto Orlando paralizza la città. Registriamo grande frammentazione ed irresponsabilità politica. Anche oggi, come ieri, si è ostaggio di ambizioni politiche e di tattiche di posizionamento tutte interne alla maggioranza, mentre la città annaspa tra migliaia di problemi, dall'invasione di rifiuti al rendiconto di bilancio da approvare. Noi siamo qui per lavorare ed invece la maggioranza diserta l'aula e si prepara alle vacanze d'agosto come se questi mesi fossero stati produttivi".

"Riteniamo questo comportamento - aggiungono i capigruppo d'opposiz - un'offesa nei confronti dei palermitani onesti, di quelli che stentano ad arrivare a fine mese e di quelli che cercano di produrre in una città fin troppo difficile. Grazie a noi oggi non maturerà nessun gettone di presenza. Sebbene fossimo tutti presenti, abbiamo chiesto ai nostri consiglieri di opposizione, registrata l'assenza della maggioranza, di non entrare in Aula così da non far aprire una seduta che si sarebbe chiusa in 3 minuti costando un gettone amaro ai palermitani. Adesso chiediamo di essere convocati anche nella settimana del ferragosto".

Sala delle Lapidi, però, tornerà a riunirsi fra dieci giorni, il 21 agosto. "Tardi - sottolinea Forello - ci sono atti urgenti da esitare. La commissione Bilancio deve occuparsi ad esempio del rendiconto". Il capogruppo del M5S sposta infine l'obiettivo sul terreno politico: "E' evidente - conclude - la fragilità e l'inconsistenza di questa maggioranza. Dentro c'è tutto e il contrario di tutto. La dimostrazione è che sugli atti più semplici sono nate profonde divisioni".

"Abbiamo grande rispetto per il dibattito e il confronto tra le forze politiche e siamo sicuri che le stesse non vorranno mettere in difficoltà la maggioranza, abusare della pazienza dei consiglieri comunali né deludere le aspettative della città che attende, da troppo tempo, che il nuovo consiglio comunale di Palermo avvii la sua attività istituzionale". Lo afferma Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune, commentando l’attuale fase di stallo nella composizione delle commissioni consiliari. "Confidiamo - conclude Catania - nel senso di responsabilità del Pd e di Ap, partiti che governano insieme la Regione e il Paese e che hanno ritrovato l'accordo per le prossime elezioni; certamente non potranno, ancora per tanto tempo, continuare ad avere divergenze sulla presidenza di una commissione consiliare".

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